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Notiziario del giorno dei defunti.

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2 Novembre.

Mi recavo … nel dì dei morti al cimitero;
mi era stata inculcata da giovinetto
quella visita ai parenti più amati,
come memoria per gli affetti ricevuti.

Nel silenzio più assoluto e con deciso passo,
come a simbolizzare quell’atto di rispettosa riverenza …
percorrevo quella via, ormai a me nota,
con l’emozione di chi non avea scordato una magica carezza.

Qualche mausoleo … cappelle gentilizie, all’inizio della via …
Poi … loculi comuni … defunti di un lontano tempo
a confinar quei giovinetti che in armi erano partiti
per l’amor di quella Patria che fu la loro terra.

Gesta di tanti eroi si disegnavano nella mente mia
mentre lacrime e tristezze affioravano negli astanti
verso quei loculi marmorei di famiglia
che in quel dì apparivano essere vestiti a festa.

Tra fiori a destra e lumi a sinistra
raggiungevo quel luogo di riposo degli avi miei e,
adornando anch’io in un mesto silenzio quella dimora,
offrivo loro, il mio tempo e una prece.

Non lontano da quel luogo, ormai familiare,
una presenza di donne, china su stessa, destò la mia attenzione …
Cimentava su quei lembi di terra in rilievo e allineati
l’addobbo con un lumino e tanti fiori bianchi.

Deciso … e con fare cortese, mi diressi destando l’attenzione di una donnina.
Era su negli anni … era vestita a nero e … con un fazzoletto
d’ ugual tonalità a coprire quel suo capo … si girò;
e, con fare sorridente … mi guardò;

Con imbarazzo … tentai non infrangere quell’atto di mistica venerazione.
E … quasi a presagir la mia domanda … con voce ferma lei rispose:
Qua … giacciono i poveri e i bimbi che non videro la luce;
Qua … riposano gli eroi senza nome.

S.Casales

Pubblicato il 2/11/2017 alle 7.25 nella rubrica Diario.

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