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19 dicembre 2019

" PER RICORDARE ... CHRISTIAN CASALES

 


                                 

                                  Chi fu

 

            CHRISTIAN CASALES


Un esempio di autentica solidarietà

 

Il giorno mercoledì mattino del 19 aprile  dell’anno  2017, il mio figliolo Christian, dopo avere condotto a spasso il suo amato cagnetto e successivamente recatosi nella palestra nella zona viciniore che era solito frequentare, a causa di un improvviso malore che ha cagionato un arresto cardio circolatorio,  alle 10,30 cessava di vivere.

Nel venire informato del malessere di Christian, recatomi in ospedale, accertavo il suo decesso. In quel triste istante,  il mio cuore fu toccato da un immane dolore.

 

Mio figlio Christian, quella parte di noi che per quarantaquattro anni, assieme a mia moglie avevamo accudito, servito, nutrite speranze per un avvenire migliore , iniziava quel percorso impervio del non ritorno … che ha per destinazione il nulla. 

 

Da quell’istante mio figlio, non sarebbe rientrato più in quel focolare tanto a lui familiare che era la sua casa che tanto aveva amato e nella quale a tutt’oggi rimangono intatti i suoi ricordi … e aleggia la sua anima.

 

Christian, sebbene attraversasse uno stato precario d’indipendenza economica, non si era abbandonato all’ozio; era divenuto, nello spazio di 6 anni, un provetto estimatore in orologeria meccanica antica e di alto valore, tanto d’averci lasciato testimonianza del suo impegno quotidiano.

 

Ma sopra tutto Christian fu un uomo dal cuore d’oro, tale a quegli orologi che maneggiava ogni giorno con delicata manualità e dei quali era talmente geloso da mostraceli appena.

 

Era orgoglioso di tanto sapere acquisito  con  certosina ricerca e studio da certosino, dedicando a essi ore ed ore della sua vita quotidiana.

 

Era un altruista … un giovane che in ogni parte del comprensorio della provincia di Caltanissetta, sua città natale, oggi, dalla moltitudine di tanti amici e di tante amiche a me sconosciuti ancor prima della sua dipartita, era tanto stimato e apprezzato per le doti umane possedute.

 

E proprio da questi … era ritenuto un “grande d’umanità” … una persona speciale ,“un bimbone,“  ci prendevamo sempre in giro, ma il bene era immenso per entrambi” scrisse una delle sue amiche; e un’altra ancora : “ Un abbraccio.... ne vorrei uno .... sentire la tua barbetta pungermi il viso ... quel mezzo sorriso che facevi ..... quei tuoi discorsi ingarbugliati ... il tuo sparire improvvisamente ... manchi … maledettamente CRÍ ...

 

Era detentore di valori e principi che io stesso non gli riconobbi fino alla sua morte.

 

I numerosi scritti a me pervenuti per esaltare la figura di Christian … del mio figliolo e delle di lui peculiarità, di cui fu ricco,  oggi, sebbene sia trascorso del tempo dalla sua dipartita, mi danno vieppiù modo di apprezzarne la figura, giammai di un super uomo o di un soggetto di potere, ma di una persona umile, di alto spessore morale, un altruista … Toglieva quel che era di suo per donarlo a chi versava in condizioni economiche  precarie.

 

Cari Fratelli, amici ed amiche … una testimonianza, scritta da una signora o forse anche di una ragazza, desidero quest’oggi portare al vostro sentire. Essa é stata da me attinta  dal social “facebook” nel profilo di Christian e della lettura della quale desidero pregiarmi di leggere omettendone l’identità per rispetto alla di lei privacy:

 

 

Io le chiamo le persone “delicate”… Sono quelle persone che si avvicinano agli altri senza invadere il loro spazio. Che hanno voglia di ascoltare, ma non impongono alcuna domanda. Che non proiettano ogni discorso su se stesse, ma mettono tutte se stesse in ogni discorso.
Le persone delicate chiedono sempre il permesso per entrare, perché prima di spalancare una porta si preoccupano che chi c'è dietro sia al riparo dalla corrente.

 


Le persone delicate sanno quanto possano ferire le parole, perciò non le utilizzano mai a caso. E non giudicano, perché tengono molto più a comprendere le motivazioni dei gesti altrui, piuttosto che a condannarli. Ma non è la compassione che le smuove, non la pietà, perché loro non si sentono privilegiate o superiori: si sentono semplicemente 'simili'.


Le persone delicate sono molto sensibili e possono apparire fragili. Invece … sono fortissime. Perché continuare ad essere delicati in un mondo che aggredisce è una delle scelte più coraggiose che si possa fare. Ma la caratteristica più bella delle persone delicate è che lo sono con tutti, anche con chi non conoscono, anzi soprattutto con chi non conoscono. Ecco perché le riconosci subito: le persone delicate, lo sono anche con te.
Cerca di fare attenzione quando ne incontri una: perché le persone delicate sono quelle che, più di tutte le altre, meritano di essere trattate con delicatezza. “

 

Ma sono anche persone tanto preziose quanto rare. Ne ho conosciute due soltanto in tutta la mia vita. Una era Christian Casales, nel mio cuore per sempre.

 

Ecco chi fu Christian … Eppure … al suo modo d’essere disponibile, educato, altruista, un’intransigente “no” celato dalla indifferenza  e dal poco interesse, si opponeva a tutti i suoi diritti di cittadino   

Strano … quanto ciò sia avvenuto  … Proprio in questi tempi in cui si parla tanto di solidarietà  e l’Italia si fa carico dei profughi d’ogni risma e condizione, trovando d’interesse una vergognosa quanto agevole speculazione e offrendo a soggetti galeotti provenienti dalle patrie galere italiane e d'oltre mare, l’inserimento nel sociale attraverso l’offerta d’un lavoro, di un alloggio e del vitto, poi... ci si dimentica  dei propri figli dell'Italia.

 

Ebbene a Christian, a questo uomo dal cuore d’oro, tutto ciò fu negato, nonostante le molteplici  richieste di lavoro espresse in prima persona a politici e non e, sebbene per diversi anni, avessi chiesto un gesto di solidarietà, ogni risposta mi fu negata, prevalse solamente la cultura negazionista dell'indifferenza ,tanto da  avvertire io stesso quel senso di umiliazione e di disagio da parte di chi avrebbe potuto porgere una mano, un'attenzione  e ... ha fatto prevalere l'indifferenza o forse la distrazione.

 

Ma va bene così … cari ed illustri fratelli e amici… andiamo avanti … tanto mi disse una persona , dopo aver nicchiato da anni sul mio problema.

 

Gli oligarchi di tutti i tempi, non pensano neppure a vergognarsi, per ciò che nella società d’oggi avviene ritenendo  il diritto al lavoro  un  appannaggio … riservato al solo potere politico che lo baratta ... in cambio di consensi.

 

Loro … i politici e i porta borselli sono sempre solidali all’indifferentismo e a chi  si associa alla cerchia dei vassalli, di cui pullulano in quella che oggi chiamiamo società e la rende schiava di un sistema che toglie al cittadino il diritto al lavoro , alla dignità e alla libertà.

 

Di tutto ciò ... che dire … cari ed illustri lettori e amici  d'ogni censo e casta? Auspico semplicemente … che almeno sappiano emendarsi.

 

Per tutto ciò … posso dire e ritenere che “ se Christian" … se il mio caro figliolo … avesse ricevuto solidarietà nell’occupare un dignitoso lavoro probabilmente  sarebbe ancora in vita?... Non saprei dirvi.

 

Come mai non lo invitai a calcare i miei stessi interessi sociali? Mi direte  voi che leggerete … Ebbene si … ci pensai ... nel tentativo di coinvolgerlo nei miei interessi culturali e sociali, ma non gli feci mai alcuna richiesta, ritenendolo un soggetto troppo libero per stare fra soggetti che pur se dichiaratisi liberi ... talvolta … non dimostriamo di esserlo perché ancorati al sistema vigente, distorto e servile, a quel potere che vorremmo fosse occulto ,ma che non é..”

 

Cari lettori d'ogni censo e casta… non è la fragilità dell'occorso che mi rende ruvido o che mi attanaglia il cuore e mi produce la disarmonia che da anni ,ormai alloggia in me, né è perseguibile di iattanza la mia statura di massone, né tanto meno essa è adombrata da futura debolezza.

 

Sono … e rimango nel principio che un massone deve sempre andare avanti con mente acuta, perché comunque abbiamo un impegno, che non può essere ostacolato dagli accadimenti come quello della dipartita di un proprio figlio e, sebbene oggi il ricordarlo mi lacera l’anima, ho ancora mente e gambe per rialzarmi e riprendere l’irto cammino della vita che mi rimane .

 

Epperò , dopo due anni che sono trascorsi, il disastro é ancora dentro me. Coinvolge tutto il mio essere … non disdegno di guardare ugualmente a questa società  lamentando il continuo e rigido inverno in cui oggi vive l’uomo … lontano dall’ assaporare il tepore della primavera e i dolci colori dell’estate. Vedo l’Uomo d’oggi sempre più preso dall’interesse verso i metalli ... verso il vil denaro ... un uomo pieno di fumus … vicino ad un potere nel quale si esalta quando altri lo  inscrivono in esso, sebbene tanto lo fa scadere oltre il gradino del marciapiede e lo limita nella libertà individuale. 

 

Vedo un uomo che non si affranca dei valori antichi, anzi tenta, dietro il progresso dilagante, di eliminarne l’ esistenza …  per distruggerli e contrapporre i propri.

 

Christian se n’è andato in silenzio in un giorno di primavera, sono certo che si stesse preparando ad avere un bel fisico per la stagione ricca di colori e profumi , alla vita, alla speranza di trovarsi in una società diversa , più libera, più uguale e più fraterna.

 

Non so quanti amici avesse, ma la testimonianza che tanti giovani, dalla sua morte accidentale, si sono avvicinati a me, e ai quali sono grato, mi fa toccare con mano quanta umanità egli possedesse e quanta ne aveva riversata nel suo ambiente.

 

Chi abbia incontrato Christian solo saltuariamente, chi non l’abbia conosciuto e compreso profondamente, soprattutto chi non si sia fermato alla facciata scanzonata , irridente di una nissenità da letteratura di genere e di maniera , non ha certamente compreso quando egli amasse il suo fratello gemello  i suoi genitori e la vita.

 

Giorno dopo giorno  … cari e illustri lettori d'ogni censo e casta e fratelli … vedo rivivere nella mia mente i suoi primi passi, il trascorso della sua vita insieme alla famiglia, a volte tormentata per i traguardi non raggiunti o l’essergli stato vicino nelle sue vittorie della vita o all’università, dove con orgoglio ed impegno era arrivato avanti con gli studi nella facoltà di giurisprudenza.

 

Per tutto ciò … vien da pormi una domanda:  Ma io  … che spesso declamo ordine, rigore, rispetto dei principi e dei valori che la famiglia e libera muratorìa mi hanno insegnato e ho fin’anche contribuito perché ne divenissi anche tutore della stessa, … alla fine di un rendiconto affettivo ed educazionale … sono stato io un buon padre?  Sono io stato un buon maestro? Oppure un venditore di favole?

 

Tanti di voi, ancora oggi, per il mio grande legame con la  libera muratorìa, per avere propagato e diffuso il pensiero muratorio da più di quaranta anni, illustrandone la derivazione tradizionale piena di conoscenza, frutto del mio impegno,  possono ritenere d’ essere io un Maestro?

 

Perché io ...cari ed illustri lettori d'ogni censo e fratelli … maestro ancora non sono … sono solamente conosciuto per la mia continua presenza nell'attività divulgativa della Libera muratoria, un comune massone, senza mai avere chiesto orpelli di distinguo e intento agli architettonici lavori perché qualche maestro, negli anni andati, mise nelle mie mani, un tempo inesperte, la livella, il filo a piombo e poi ancora la squadra ed il compasso perché io adoperassi questi arnesi per un lavoro personale e collettivo e perché ogni mattone … nella posa … fosse bene inserito nella costruzione con della buona calcina …

 

Ma tanto …  è stato bastevole perché possa essere considerato un maestro?

 

Nel rapporto filiale con Christian, sono stato un padre fermo … ho fatto emergere il rigore e le regole della vita, probabilmente le più incisive, a volte appesantite e adombrate da una  statura di uomo di forte rigore, appresa e fatta propria da un antico maestro, il quale,,parlando del rapporto con i figli, un giorno mi manifestò che i figli,… si … i nostri figli, sebbene il nostro amore per loro è immenso, bisogna baciarli nel sonno.

Avrete senza meno capito a cosa alludesse.

Ed io … Presi alla lettera quel consiglio, sebbene … oggi me ne rammarico, ritenendolo un comportamento negativo e ,per la sua severità, esso è solo un atto che cela l’effettivo affetto, che conduce alla divisione … a  non correlare intese  … a non avere solidi rapporti … a non fare emergere quel dialogo che é mostranza di amore ... che è linfa vitale nel rapporto genitori e figli.

 

Si cari lettori quella di mio figlio Christian è stata una vita spezzata quando ancora poteva dare tanto alla famiglia in amore e bontà e tanto alla realizzazione del proprio ego.

 

Perciò … mi scuso con voi tutti, se tante sono state le mie considerazioni, quando avrei dovuto esprimere un assoluto silenzio a conforto della sua memoria.

 

Si … adesso … taccio … per rimanere riverente dinanzi al grande mistero della morte; chino la fronte  convinto che nulla è andato distrutto; la sua parte eletta, lo spirito del mio figliolo, già brilla dal momento drammatico della sua dipartita.

 

La sua anima liberata dal carcame, che lo ha legato alla terra, adesso levita verso le eterne primavere, essa sorvola nelle sterminate praterie non più con le ali di cera , ma con quelle degli angeli.

 

Non lesiniamo perciò, ai nostri figli platealmente un bacio, un abbraccio spontaneo, il segno di un conforto con uno stretto abbraccio … loro percepiscono quel trasferimento anìmico di forze positive …

“ le Parole non dette in vita rimarranno come ferite al cuore.”

 

Ho finito di raccontare il mio dramma e spero che la lettura dello stesso non sia fine a se stessa ,ma ad attente riflessioni dei lettori.

 

Ricordare il mio figliolo, come oggi io l'ho esposto, ha contribuito a dare  maggiore dignità alla sua anima  e a me forse conforto. Con riguardo e delicatezza é "Lui" che ha voluto, attraverso me, che  io dicessi a voi ... di lui  ... che immaturamente oggi vive lontano dagli autentici affetti  dei suoi genitori e del fratello gemello.

 

Grazie … per avermi letto …

 

ho finito.

 

Salvatore Casales

 


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22 novembre 2019

Dalla mia lirica " Un canto: La stanza di Christian"



La stanza di Christian.

Entro spesso nella tua stanza
perché in questa trovo il tuo tempo,
l’ore che l’ hanno scandito
i desideri, le paure ...
le illusioni.

Entro in questo magico luogo
per sentire la tua presenza,
per avvertire le tue vibrazioni,
per raccogliere ciò che hai abbandonato
nel triste forziere dei sentimenti miei.

Vorrei ... oh ; sì ... come vorrei ...
sentire anche per un tempo breve le tue parole,
respirare quel fumo di sigaretta
che tanto ebbi a contestare
mentre rispondevi col tuo garbato silenzio.

Oggi ... attorno a me ,
fra queste mura, c’é il vuoto
c’é una mente infeconda
dove il tutto regna solingo
nel dialogo sparito.

le lacrime che ancora dipingono le gote,
sono voce alle frasi non dette;
le conservo...come pietre miliari
sperando d’incontrarti presto
e donarti i grani aurei dell’animo.

Osservo ancora i tuoi oggetti,
sfioro con lo sguardo
la penna, i libri, i tuoi vestiti
e ogni cosa a te cara
tenendo per me reliquie del tuo tempo.

Poi ... é sera ...
Sento la porta socchiudersi ...
Sospiro ... il tuo rientro a casa.
Sei presente ... nella tua stanza;
con noi ... per sempre.

Salvatore Casales

 


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1 ottobre 2019

"Dalle mie liriche:" AMICI



L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Lucia Terrana, Mary Ferdico e Carmen Satta, persone che sorridono, persone in piedi

Amici...

Amici... del tempo andato...

non mai spariti ...

suggellati da attimi fugaci

nel cor  serbati

vivono ancora oggi il tempo ...

Il tempo che regna nell'animo ...

che ... si risveglia

peregrino d' un saluto o d’un abbraccio

intesorito nella mente dal ricordo...

quello che nasce con  l'armonia

e che il fato tutto annienta ...

cangiando ciò che mente vive ...

e lascia calvario ...  

ignaro ... che non tutto sfugge...

e non tutto svanisce e si disperde,

perché rispetto ... amicizia... e amore. . .

sono dardi che ... in mente e in cuore

permangono per tutta la vita.-

S.Casales



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21 settembre 2019

Al mio signor figlio

L'immagine può contenere: Christian Casales

Di Salvatore Casales


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13 settembre 2019

Dalla mia lirica: " Giù ... nel parco "

Per tutti i ragazzi del complesso Geraci ...perché si ricordino del parco nel quale vissero la loro spensierata infanzia:

Giù ...nel parco

Giù nel parco
va, nel primier mattino,
lo sguardo mio.
Stropiccio gli occhi ...
per ammirar quel luogo
ormai dai cangianti colori,
e, con gli occhi, acuir fra i rami
augelli e merli rimasti
a pigolar... a sfidar l’inverno ...
a diffonder l’armonia tutt’intorno.

Foglie secche ... foglie
impreziosite di rugiada, brillano
come gemme al pallido sole;
mentre i rami spoliati e inperlinati
appaiono imprecar quel suolo ormai vuoto
che ha assunto i colori del silenzio.

Ma nell’estasi del momento ...
la miglior visione si presenta agli occhi miei
nell’audir riecheggiare le strilla di quei ragazzi
che, in un tempo, intesorirono
l’aria di giochi e di canzoni ...
e ... in quel parco, che di loro
fu spazio quotidiano,
rivedo l’armonia diffusa,
l’ore più belle della loro giovinezza.

Ma or ... non più grida di festa ...
Or non più canti
a rimembrar l’insonne meridiana siesta
che turbar mi vide imprecar loro
quello scorazzar stridoso
e di poi ... con aperto sguardo ...
tollerar la festa ...
a seguir anch’io il rotolar del pallone.

Ma oggi ... quel pallone ...
ormai sgonfio e non più uso,
fa capolino fra gli arbusti.
E’ ... solitario e abbandonato.
In quel prato ormai ... ignudo
nel trascorso tempo ...
vi fa pipì un solingo cagnolino,
che baldanzoso e fiero,
serpeggiando fra le aiuole trasandate,
incurante di quel solingo e triste prato,
teatrino di antichi giochi,
sembra voler dar seguito,
del più bel tempo, a quella storia,
quasi ... a onorar la presenza di quei ragazzi
che vissero la più bella età
e che in quel parco lasciarono la loro impronta.

Oggi ...ad uno ad uno,
li rivedo tutti quanti,
figli del nostro tempo,
nei visi colorati,
animati dalla vittoria
o affranti dalla sconfitta.
Affannati e stanchi
fra lacrime e sorrisi,
fra desideri e privazioni ...
legati da forti sentimenti.
Li rivedo ognor felici ...
ma ignari del fallace destino
che forse non avevano sognato.

E’ allora che ... rientrando nella realtà ...
richiudendo le imposte della mia finestra,
sento l'emozione pervadermi dentro ...
avverto le gote intrise dal pianto.

Salvatore Casales

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31 agosto 2019

Dalle liriche: Per ricordare Christian


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Ritorno ... nell’orma

Ritorno sempre nell’orma ...
che fu traccia del tuo percorso antico
e vivo ... quei momenti ...
vivo quel luogo ameno della memoria,
di quel tempo,
che fu anche il tuo ...
verso il quale, partecipando un po’ distante,
osservavo ...
mentre mescolavamo le nostre vite.
Quando d’estate ... al mare...
seduto sulla sabbia,
come a bimbo che anella pensieri su pensieri,
col capo chino ...
ponevi un sasso sopra l’altro
per costruire castelli di orgoglio ...
mentre in quel tuo interiore tempio ...
sognavi nell’immensa libertà ...
i fantasiosi traguardi dell’animo,
la conoscenza del futuro ...

Poi ... all’improvviso ...
un vento turbinoso ti portò via
nell'eteree sabbiose nebbie.
Da quel traguardo agognato ...
dove non arrivano i mortali
con l'ardire della saggezza ...
o ... col dolore soffocato della dignità ...
ma gli uomini silenti e delicati,
quale tu ... grande esempio fosti,
che la fragilità hai vissuto,
per mostrare a te stesso
che la forza dell’orgoglio
soggiace nella propria umiltà.

S.Casales.




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18 luglio 2019

Versi ad un grande papà


Era d’estate

Oddìo ...se ci penso,
quando in quel viale solingo ed alberato,
per mediar la calura.

m’ inducevi, con la mano stretta nella tua,
allo svago, nella vicina villa “Amedeo”,
assieme ai tanti onorati d’eccellenza.
Era d’estate ...
tra il profumo di zagara e la frescura
e fra i giardini tutti in fiore ...
ch’io trascorreva le più bell’ore insieme a te
mentre tu, tra il divago mio,
che s’apriva ai novelli giochi,
tra mille pensieri, lo sguardo pensoso posavi su di me.
Era d’estate ...
quando In quel silente e calmo andar pomeridiano,
seduto in quel marmoreo sedile,
 nasceva il tuo progetto:
tu a costruir di me la stagione della vita,
io a ricevere di te l’insegnamento puro,
sicuro ... che il volere tuo era il mondo mio da esplorare.


Era d’estate ... molti anni fa.

 
Salvatore Casales


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6 giugno 2019

Dalle liriche :Il tempo ... delle primavere

                                        

 

L'immagine può contenere: fiore, pianta e natura

 

Il tempo ... delle primavere



Ricordo quel tempo che mi fu si tanto caro,

cornice ... le tante primavere

che, al solo pensier, mi torna nella mente

l’odor ch’ognuna diede ai suoi fiori,

la luce ai colori ...

l’immenso gioir degli occhi

e lo stormir le rondini in volo

migrate nella stagione degli amori   

ad anellar nei cieli ... voli,

messaggi ... a magnificar la terra,

e li mari e ... li omini ...

a donar loro la felicità de novi giorni.


Ecco perché quel tempo mi fu caro;

quando tutto era musica regnante ...

rincorrere spensiero,

l’albeggiar quelli anni,

e pregare l’Iddio delle grandi promesse

perché facesse vivere li omini

nel biancore de la innocenza,

con lo rigore de la regola,

con l'indulgenza del maestro,

con l'amore  di una madre.


Ecco perché quel tempo mi fu caro ...

che oggi mi rivedo cimento scalatore

delle più alte vette,

che in cima non posi mai bandiera

e ... poi un viandante e ...

poi ancora un navigante

a combatter fra i marosi della vita ...

O ... a volte ... un cineasta che affidar vole

la commedia della vita

a de principali personaggi ...

ciascuno con la sua parte ...

ciascuno con una storia da raccontar...

di risi colorati o di mesti pianti,

che celan per apparir distanti,

quando ... sono medesimi gli archetipi ...

del proprio essere e...

protagonisti della loro vita.

 

Salvatore Casales                                                                                                               ©Copyright   

mercoledì 5 giugno 2019

 

 


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27 aprile 2019

Dalle rime : Quando ... ero


Quando … ero

Quand’ero bambino.
Rimembro la felicità che vivevo,
ricordo …
la città d'una volta,
coi suoi vicoli, il suo odore, la sua storia.
Ricordi ... ricordi ... ricordi.

Quand'ero bambino,
pensavo …
a quanti anni avrei avuto da vivere;
pensavo che potessero essere tanti …
così, l’armonia mi entrava nelle membra.
Pensavo ... pensavo ... pensavo.

Quand'ero bambino,
per le vie del quartiere giocavamo a nascondino.
e , se c'era una festività vicina,
allora … tutto era letizia ...
tutti alzavano la cresta …
tutti sognavamo la fidanzata.

Quand'ero bambino?
Ossì ... ch’eravamo felici e spensierati;
stavamo seduti sulla scala al primo gradino …
e, con sguardi maliosi
e col capo chino,
guardavamo ... guardavamo ... guardavamo;

il passo felino delle fanciulle in fiore,
il cinguettio delle rondini in volo,
le campane che suonavano a festa
e le comari del quartiere
che non sapean tenere
i propri panni nella cesta ...

Oggi ... che sono divenuto adulto,
non penso, non guardo, non sento.
Fiuto solamente il fumo dilagante
della gente che, non lavora,
ma si asciuga la fronte …
si sente avvilita, si affanna per niente.

Mi manca …
il vocio … dei bambini per la via
Oggi … chiusi … in casa ...
presi tutti …
a fare da naviganti …
a giocarsi la fanciullezza.

Mi manca …
la Patria mia ... oggi corrotta e stanca,
invasa dall'orda e non più sovrana ...
che, statica e indifferente, perde la libertà …
mentre io silente … … …
serbo solo l’illusione della speranza …

Salvatore Casales.


 copyright



 



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22 aprile 2019

Da la mia nuova poesia : " di te "

 

 

Di Te

Il pensiero di te,

vive nella tormenta;

penetra nel segreto della conoscenza,

vive la tua esistenza.

E ... come gabbiano

che sorvola acque azzurre

d’un mare calmo

in cerca del nutrimento dei suoi piccoli ...

così ... io ...

con le ali spiegate

tento voli nell’immenso

in cerca d’infiniti spazi,

dove tu possa aver trovato ...

nel segreto dell’universo ...

il sereno dell’ultima vita.

 

Salvatore Casales

 

copyright

 




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14 aprile 2019

Da la mia Poesia" Una Madre nell'ombra del tempo. "

  Risultati immagini per Immagini di donne

Una madre nell’ombra del tempo

Visioni di un’antica stanza,
scorrono dopo anni,
come ombre sempre uguali
conservando i colori intatti del momento.
Atti di un domestico andare
non arrivano alla meta.

Atti levati dal dolore,
si piegano ai sentimenti repressi dal male,
agli amori traditi
e modellano l’0pera d’una vita
oltre la quale si perde la speranza
dei figli desiati,
degli amori nell’anima dispersi.

Amori rubati dal vento
che gridano al principio
dell’amore materno,
inconsapevoli, che un sipario
sul proscenio, alla fine dell’inutile atto,
tradito dall’ultima scena del nulla
sfoga nel rimpianto
per vivere l’ombra del tempo.

Salvatore Casales





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permalink | inviato da Aaronn il 14/4/2019 alle 7:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 aprile 2019

Da le mie liriche: " Tempi che cambiano "

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