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6 marzo 2019

Da la mia poesia : " Giù ...nel parco "

L'immagine può contenere: una o più persone, persone che praticano sport e spazio all'aperto                    

Giù ...nel parco

Giù nel parco
va, nel primier mattino,
lo sguardo mio.
Stropiccio gli occhi ...
per ammirar quel prato
ormai dai cangianti colori,
e, acuir fra i rami
augelli e merli rimasti
a pigolar... a sfidar l’inverno ...
a diffonder l’armonia tutt’intorno.

Foglie secche ... foglie
impreziosite di rugiada, brillano
come gemme al primo sole;
mentre i rami spoliati e inperlinati
appaiono imprecar quel suolo ormai vuoto
che ha assunto i colori del silenzio.

Ma nell’estasi del momento ...
la miglior visione si presenta agli occhi miei
nell’audir riecheggiare le strilla di quei ragazzi
che, in un tempo, intesorirono
l’aria di giochi e di canzoni ...
e ... in quel parco, che di loro
fu spazio quotidiano,
rivedo l’armonia diffusa,
l’ore più belle della loro giovinezza.

Ma or ... non più grida di festa ...
Or non più canti
a rimembrar l’insonne meridiana siesta
che turbar mi vide imprecar loro
quello scorazzar stridoso
e di poi ... con aperto sguardo ...
tollerar la festa ...
a seguir anch’io il rotolar del pallone.

Ma oggi ... quel pallone ...
ormai sgonfio e non più uso
fa capolino fra gli arbusti.
E’solitario e abbandonato.
In quel prato ormai spoglio ...
colorato dai colori del trascorso tempo ...
vi fa pipì un solingo cagnolino,
che baldanzoso e fiero
fra le aiuole trasandate,
incurante di quel solingo e triste prato,
teatrino di antichi giochi,
sembra voler dar seguito,
a quella storia del più bel tempo ...
quasi ... a onorar la presenza di quei ragazzi
che vissero la più bella età
e che in quel parco lasciarono la loro impronta.

Oggi ...ad uno ad uno,
li rivedo tutti quanti, figli del loro tempo,
nei visi colorati,
animati dalla vittoria
o affranti dalla sconfitta.
Affannati e stanchi
fra lacrime e sorrisi,
fra desideri e privazioni ...
legati da forti sentimenti.
Li rivedo ognor felici ...
ma ignari di un fallace destino
che forse non avevano sognato.

E’ allora ... che rientrando nella realtà ...
richiudendo le imposte della mia finestra,
sento l'emozione pervadermi dentro ...
avverto le gote intrise dal pianto.

Salvatore Casales

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permalink | inviato da Aaronn il 6/3/2019 alle 8:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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Mi ribello all'ingiusto; Prendo le mie decisioni; assumo le mie responsabilità, difendo la mia dignità a qualsiasi costo. Sono fiero di avere questo carattere. S. Casales
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Ho sempre amato la vita.Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita é sempre con il fucile alla fionestra per difendere la vita ... Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare non è un essere umano. Oriana Fallaci 1979