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18 agosto 2018

LE AUTOSTRADE? UNA ZECCA CHE SI E' REGALATA AGLI AVIDI POTENTI.


Insaziabili questi Benetton & c.



Nel 1935 quel contestato Duce fece costruire il viadotto Venezia- Mestre. Una autostrada sull'acqua, lunga 3 km e 850 metri, e larga 20 metri. Il lavoro fu compiuto in 680 giorni, meno di due anni. Questa autostrada sull'acqua sta ancora lì. In democrazia le hanno subito cambiato nome: Ponte del Littorio è diventato Ponte della Libertà. L'opera fu costruita senza revisioni prezzi (al contrario di come avviene oggi in democrazia) e con i soldi avanzati, l' ingegner Miozzi ha costruito subito dopo il Ponte degli Scalzi.
Quel tanto inveterato  Duce inaugurò entrambi in 2 anni.

Eugenio Miozzi, esemplare per onestà e capacità, non ha una via intestata a lui, perché è morto nel 1979 in piena democrazia quando UOMINI come lui sono considerati da dimenticare, al pari del Duce.

Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra.
Fortunati questi Benetton. In pieno delirio privatizzatore comprano dall'IRI la catena Gs. La comprano con i soldi delle banche e subito la rivendono, guadagnandoci 4500 miliardi di lire. In euro sarebbero due miliardi e 250 milioni.

Fantasiosi questi Benetton. Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s'erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l'Iri. Massimo D'Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell'Iri e quindi dello Stato. Ancora una volta i Benetton non si perdono d'animo. Una lira delle loro non la rischiano, non sia mai. Bussano a Banca Intesa e gli viene aperto. Chiedono un piccolo prestito che in euro è di 8 miliardi e l'ottengono. Con questi soldi comprano dall'Iri Autostrade. Per due, tre anni la manutenzione della rete è quasi inesistente. Con i soldi rastrellati ai caselli e l'aumento delle tariffe restituiscono i soldi a Intesa.

Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semifalliti come imprenditori del tessile-abbigliamento hanno diversificato e incassano tanti di quei soldi da diventare investitori globali.

Grandi investitori, questi Benetton. Con i soldi guadagnati con una gestione finanziaria e non industriale della rete autostradale ex Iri i Benetton diventano soci degli spagnoli di Albertis e comprano il 50% della rete. Vito Gamberale si dimette dalla societa Autostrade perché non ne condivide la politica. Si pensa solo a incassare soldi ma si bada poco alla manutenzione e alla modernizzazione di un asset così importante.

Insaziabili questi Benetton. Con una redditività del 25% decidono di tagliare le spese di  manutenzione. Per loro le Autostrade ex Iri sono una miniera d'oro inesauribile. Aumma aumma nel 2016 ottengono una proroga quarantennale con un emendamento aggiunto all'ultimo minuto dal governo alla Finanziaria. Una vergogna. La banda Renzi è capace di tutto. I predecessori  non sono stati da meno. I contratti che riguardano i concessionari delle autostrade vengono secretati.
E la trasparenza del mercato, la concorrenza, le terzietà della politica, l'occhiuta vigilanza del commissario per la concorrenza di Bruxelles?  Tutto fumo, chiacchiere e distintivo.

Questa banda di malavitosi merita un decreto del governo che spazzi via  la benevolenza di TAR e magistratura civile corrotta.
E che faccia capire a opposizioni e potere mediatico che "la fortuna" sta abbandonando i Benetton, e quelli come loro ... é bastevole essere onesti ed avere coraggio.



Aaron  ***


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permalink | inviato da Aaronn il 18/8/2018 alle 6:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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Mi ribello all'ingiusto; Prendo le mie decisioni; assumo le mie responsabilità, difendo la mia dignità a qualsiasi costo. Sono fiero di avere questo carattere. S. Casales
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Ho sempre amato la vita.Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita é sempre con il fucile alla fionestra per difendere la vita ... Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare non è un essere umano. Oriana Fallaci 1979