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18 novembre 2018

Notiziario del compasso: Il ruolo del Maestro Venerabile ieri e oggi.-

 

l Maestro Venerabile. Ieri e oggi

Il Maestro Venerabile ieri e oggi.


Il Venerabile Maestro; 

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.

Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.

Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.

Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)

Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)

Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.

I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.

Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.

Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità.

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.

Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.

La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.

Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.

Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.

Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.

Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.

Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d’Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell’Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell’Ordine).

23 – 02 – 2014

***

(1)   A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture. 

(2)    Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso. 

Bibliografia:

 

Consultati i seguenti testi:

  1. a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;
  2. b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego
  3. c)   Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.
  4. d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich
  5. e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.
  6. f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-

Salvatore Casales 




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23 ottobre 2018

DA LA MIA POESIA : " Con le ali di cera " ...

 
 Per te : Christian. . .

Con le ali di cera.


Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.
Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.
Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.

Oggi porgo lo sguardo in cielo
e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?
A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...
con le ali di cera.

Salvatore Casales


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19 ottobre 2018

DA LA MIA POESIA : " E ... così " ...

 

 


                                           ( A mio padre )  


 

   E ... così ...

 

E ... così ...

Mano nella mano ...

trascorse quel tempo della fanciullezza,

fra l’incerto innocente

ed il coraggio dell’esperienza.

 

Un pò  impaurito ...

 guardavo alla tua statura

che  mi portava ad  avvicinarmi al mondo, alla vita  ...  

a quell’insieme che la gente vive,

fra lampi, tuoni e ...  

mille luci di festa.

 

E così ... trascorsero gli anni ...

si rincorsero le stagioni e poi le feste

della nostra vita,

coi suoi colori in ornamento o ...

a volte ... sbiaditi da ogni  accadimento.

 

E così ... giunto ai miei tanti anni ...

provato dal vuoto e dallo sgomento ...

solitario ...

percorrendo il  mio viale senza meta,

sono a portar ricordo

del grande papà che sei stato ...  

 

Colonna ...

che, provata da delusioni

e dalla raminga vita ...  

non perdesti mai il coraggio

di seguire la diritta via.

 

E così ... oggi  ...

sebbene del tempo é passato ...

sento vieppiù la tua presenza

e ... intesorito ... ringrazio Iddio

di farmi guardare alla tua leggenda !

Grazie ... padre.

 

Salvatore Casales

 

   Copyright


 

 


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1 settembre 2018

DA LA MIA POESIA : " E... POI ... "

 
           ( Christian)

E ... poi ...

(Ai miei più cari amici)

 

Poi ... volli vivere l’altra vita

ripercorrer l’altro tempo ...

attraversar le verdi valli e i prati in fiore

desioso di veder nuovi mondi,

d’osservar le stelle ed il firmamento.

 

E ... come a voler fermare il tempo ...

oggi ... volgo lo guardo all’orizzonte

e, mentre fra i confini dell’eterna vita

i miei lucenti occhi guardano a tutti voi ...

io ripercorro la commedia che ho vissuto.


Per tanto ... dirvi vorrei che ...

se oggi vivo unto,

come essere immortale,

lo devo a tutti voi.

Sono un uomo nuovo ...

non ho più il corpo,  non ho abiti,

né conflitti , né alcun nutrimento

a sostener la vita mia.

 

Oggi ... sono solo anima che aleggia

non più dell’antica vita  ...

non più in ansia ...

senza lupi né agnelli in lontananza

Ho già fatto penitenza ...

la terra ... che mi ha generato ...

ne  ha piena conoscenza.

In grazia di Dio ...

oggi vivo nel suo Regno,

perciò ... non affogate il lume della lucerna,

quella luce m’ é speranza di vita eterna,

e nell’altezza dell’eterne verità,

di voi, grani d’amore serbo in un forziere

divenuto conoscenza di autentica amicizia

e che, onorato, in eterno, porterò con me,

nel  ricordo di tanto affetto ricevuto.

 

Tanto ... contavo dire a tutti Voi  ...

con amore e sentimento ...

tramite  colui ... che,

la poderosa mano mi porse la prima volta.

 

Salvatore Casales

 

 

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27 agosto 2018

Notiziario di una sporca vicenda italiana.

 [18:35, 27/8/2018] Tanto mi perviene sul Caso DICIOTTI e tanto riporto perciò che merita di essere letto.
Tanto é Il pensiero del MAGISTRATO Carlo Nordio sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il ministro Salvini



Può sembrare paradossale che una nave militare italiana venga tenuta sotto controllo dai carabinieri per evitare sbarchi indesiderabili. In realtà è un paradosso solo apparente, perché le ragioni di igiene, o di ordine pubblico, valgono anche per le forze armate. È appena il caso di ricordare che le decisioni, secondo i vari momenti e i vari allarmi, spettano ai ministri competenti e in particolare a quello dell'Interno.

Se però dai paradossi apparenti passiamo a quelli reali, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. Possiamo, per brevità, elencare i principali. Prima di tutto i rapporti con la magistratura. Il Procuratore della Repubblica di Agrigento, munito di mascherina e galosce protettive, è salito a bordo della "Diciotti" tra gli obiettivi delle televisioni.

A noi, magistrati di vecchio conio, il gesto ricorda quello di un PM di Milano che quarant'anni fa, durante un'operazione antirapina, esibì una pistola alla cintola, suscitando il panico tra gli addetti ai lavori visto che per l'ingresso in magistratura non è previsto l'esame di tiro a segno e spesso, tra gli inesperti, l'arma spara da sola. Ora, l'iniziativa del PM di Agrigento è certamente lodevole, tuttavia ci permettiamo di ricordargli, sempre in virtù della nostra anzianità, che i confini tra la solerte diligenza e l'esibizionismo imprudente sono sottili e incerti.

Anche perché il magistrato non si è limitato a questa operazione che, secondo il codice, avrebbe potuto benissimo delegare alla Polizia giudiziaria, ma ha anche ipotizzato un'indagine per arresto illegale e addirittura per sequestro di persona. Una tesi ardita per entrambi i reati: il primo, infatti, scatta quando c' è un arresto, e qui non risulta sia stato arrestato nessuno; il secondo si verifica quando la privazione della libertà personale è illegittima, altrimenti finirebbero sotto inchiesta anche i giudici che privano della libertà gli imputati mandandoli in galera. E in questo caso è ben difficile definire illegittima una decisione squisitamente politica, di competenza discrezionale del ministro.

A tacer del fatto che, proprio per questa ragione, se reato vi fosse, le indagini sarebbero di competenza del relativo tribunale a sensi dell'articolo 96 della Costituzione. Da ultimo, può suscitar perplessità che, a fronte di gravi e reiterate violazioni delle leggi vigenti sulla immigrazione, invece di individuare e processare scafisti e trafficanti, si ipotizzi l'incriminazione di un ministro per un atteggiamento, criticabile fin che si vuole, ma che fa parte di un accordo approvato dal Parlamento sovrano.

Ancora una volta, siamo di fronte al postino che morde il cane. Poi c'è stato l'intervento del presidente della Camera. Un intervento squisitamente politico, che si sovrappone in modo improprio alle prerogative del ministro, il quale se ne assume, appunto, la responsabilità politica. Fico si è giustificato invocando la libertà di …
[18:35, 27/8/2018] Conti Amedeo: Ripensiamo al 1997 crisi albanese con governo PDS, Prodi PDC e Napolitano agli Interni:
Blocco navale: fatto?
Respingimenti: fatti?
Non volere criminali: fatto?
Non volere migranti economici: fatto?
Ma ripercorriamo le fasi:
Il 2 Aprile 1997 Prodi spiega in Parlamento: "il carattere dell'operazione è un'attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri"
(No non è Salvini)
In quei giorni Repubblica titola: "Blocco navale per fermare gli albanesi"
Vero e proprio BLOCCO NAVALE ma per farlo meglio digerire la chiamarono "Operazione di Convincimento"
Furono schierate:
Fregate Aviere e Sagittario
Corvette Driade e Urania
Nave militare Sibilla
Tutte furono avanzate al limite nautico delle acque territoriali albanesi con l'ordine di non far passare NESSUNO..
E cosa era accaduto qualche giorno prima?
Ebbene.. Il 28 Marzo 1997 nave Sibilla della Marina Militare sperona la fatiscente ex motovedetta militare albanese 'Kater i Rades'
Era un Venerdì Santo: 57 morti 24 dispersi, 81 vittime di cui 31 tutti minorenni sotto i 16 anni
Solo 34 sopravvissuti
(NESSUNA INCRIMINAZIONE AL TRIBUNALE DEI MINISTRI)
Nessuno del governo Prodi si presenta a BRINDISI (centrale delle operazioni)
Prodi PDC
Veltroni VICE
Napolitano INTERNO
Burlando TRASPORTI
Bersani INDUSTRIA
Nemmeno D'Alema segretario del PDS (nonché pugliese) si recò sul posto!
Durante uno dei tanti altri blocchi, la Sagittario incrociò il peschereccio Nikdei Cervo con 150 persone. Col megafono i militari italiani minacciarono di non proseguire pena rimpatrio immediato. Il peschereccio fece dietro-front senza alcun soccorso nonostante fosse in avaria
(NESSUNA OMISSIONE DI SOCCORSO CONTESTATA nonostante Quindi un BLOCCO NAVALE senza SOCCORSO nonostante la Convenzione di Amburgo del 1979 recepita in forma di Legge in Italia nel 1989)
Ma veniamo alla MAGISTRATURA:
Anche la Procura di Brindisi di allora affiancò il governo sulla linea dura con ARRESTO IMMEDIATO per comandanti equipaggi albanesi che tentassero di sconfinare in acque territoriali italiane..
PRENDO STRALCIO DELLE DICHIARAZIONI DI QUEI GIORNI DIRETTAMENTE DALLA VOCE DELLA PROCURA COMPETENTE ILLO TEMPORE --->
Il procuratore Giordano: "Si sale su un peschereccio o su un natante qualsiasi solo pagando il pedaggio.. secondo alcune testimonianze raccolte ci sono personaggi in zone di imbarco che consentono di salire a bordo solo se paghi, lasciando a terra chi non ha i soldi per pagare"
(VI RICORDA QUALCOSA DI RECENTE QUESTA ESTERNAZIONE? NO NON È SALVINI)
Prosegue: "la Procura di Brindisi ha "motivo di ritenere che i componenti gli equipaggi dei mezzi navali, siano conniventi a pieno titolo con questi sfruttatori".
Anche il questore Antonio Ruggiero ebbe a dire "fanno uso di armi o di altri metodi cruenti per intimidire i clandestini e indurli all' omertà" (VI RICORDA QUALCOSA?)
E per finire, vi riporto le parole del vice di Napolitano, Giannicola Sinisi:
"Il fenomeno è mutato di nuovo: sulle nostre coste non stanno arrivando più profughi, ma uomini e donne che vengono da zone dove la rivolta non è neppure arrivata. Cercano una vita migliore, un lavoro più redditizio; sono insomma immigrati" (VI RICORDA QUALCOSA)
E concludo alla Fedro:
Il racconto insegna: fai come dico io, ma non far quello che faccio io!

BLOCCO NAVALE SUBITO!!!!!

Aaronn


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18 agosto 2018

LE AUTOSTRADE? UNA ZECCA CHE SI E' REGALATA AGLI AVIDI POTENTI.


Insaziabili questi Benetton & c.



Nel 1935 quel contestato Duce fece costruire il viadotto Venezia- Mestre. Una autostrada sull'acqua, lunga 3 km e 850 metri, e larga 20 metri. Il lavoro fu compiuto in 680 giorni, meno di due anni. Questa autostrada sull'acqua sta ancora lì. In democrazia le hanno subito cambiato nome: Ponte del Littorio è diventato Ponte della Libertà. L'opera fu costruita senza revisioni prezzi (al contrario di come avviene oggi in democrazia) e con i soldi avanzati, l' ingegner Miozzi ha costruito subito dopo il Ponte degli Scalzi.
Quel tanto inveterato  Duce inaugurò entrambi in 2 anni.

Eugenio Miozzi, esemplare per onestà e capacità, non ha una via intestata a lui, perché è morto nel 1979 in piena democrazia quando UOMINI come lui sono considerati da dimenticare, al pari del Duce.

Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra.
Fortunati questi Benetton. In pieno delirio privatizzatore comprano dall'IRI la catena Gs. La comprano con i soldi delle banche e subito la rivendono, guadagnandoci 4500 miliardi di lire. In euro sarebbero due miliardi e 250 milioni.

Fantasiosi questi Benetton. Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s'erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l'Iri. Massimo D'Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell'Iri e quindi dello Stato. Ancora una volta i Benetton non si perdono d'animo. Una lira delle loro non la rischiano, non sia mai. Bussano a Banca Intesa e gli viene aperto. Chiedono un piccolo prestito che in euro è di 8 miliardi e l'ottengono. Con questi soldi comprano dall'Iri Autostrade. Per due, tre anni la manutenzione della rete è quasi inesistente. Con i soldi rastrellati ai caselli e l'aumento delle tariffe restituiscono i soldi a Intesa.

Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semifalliti come imprenditori del tessile-abbigliamento hanno diversificato e incassano tanti di quei soldi da diventare investitori globali.

Grandi investitori, questi Benetton. Con i soldi guadagnati con una gestione finanziaria e non industriale della rete autostradale ex Iri i Benetton diventano soci degli spagnoli di Albertis e comprano il 50% della rete. Vito Gamberale si dimette dalla societa Autostrade perché non ne condivide la politica. Si pensa solo a incassare soldi ma si bada poco alla manutenzione e alla modernizzazione di un asset così importante.

Insaziabili questi Benetton. Con una redditività del 25% decidono di tagliare le spese di  manutenzione. Per loro le Autostrade ex Iri sono una miniera d'oro inesauribile. Aumma aumma nel 2016 ottengono una proroga quarantennale con un emendamento aggiunto all'ultimo minuto dal governo alla Finanziaria. Una vergogna. La banda Renzi è capace di tutto. I predecessori  non sono stati da meno. I contratti che riguardano i concessionari delle autostrade vengono secretati.
E la trasparenza del mercato, la concorrenza, le terzietà della politica, l'occhiuta vigilanza del commissario per la concorrenza di Bruxelles?  Tutto fumo, chiacchiere e distintivo.

Questa banda di malavitosi merita un decreto del governo che spazzi via  la benevolenza di TAR e magistratura civile corrotta.
E che faccia capire a opposizioni e potere mediatico che "la fortuna" sta abbandonando i Benetton, e quelli come loro ... é bastevole essere onesti ed avere coraggio.



Aaron  ***


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17 agosto 2018

I RETROSCENA DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI

 

PERCHÉ GLI ITALIANI SAPPIANO I RETROSCENA DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI:

Un giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia:

Partiamo dall'inizio. Perché una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi - che sono aumentati vertiginosamente negli anni com’era prevedibile - sia stata ceduta ad imprenditori privati ?

Facciamo un passo indietro: e’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani.      

E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese. Sono venuti a ridisegnare il capitalismo in italia a danno degli italiani, a fare incetta delle nostre migliori aziende e ad arruolare quelli che saranno i loro fedeli servitori al Governo del paese a cui garantiranno incarichi di prestigio: il maggior beneficiario sarà Mario Draghi ma tra i più servili Prodi, Andreatta, Ciampi, Amato, D’alema. I primi 3 erano già entrati a pieno titolo nel Club Bilderberg, nella Commissione Trilaterale ed in altre organizzazioni del capitalismo speculativo anglo/americano che aveva deciso di attaccare e conquistare  il nostro paese con l’appoggio di spietate banche d’affari come la Goldman Sachs che favorirà gli incredibili scatti di carriera dei suoi ex dipendenti:  Prodi e Draghi prima e Mario Monti dopo.

E’ l’anno in cui in soli 7 giorni cambiano il sistema monetario italiano che viene sottratto dal controllo del Governo e messo nelle mani della finanza speculativa. Per farlo vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici compresi quelli azionisti della Banca D’Italia, è l’anno in cui viene impedito al Ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro alla sua emissione) che viene quindi ceduto a privati.

 E’ l’anno della firma del Trattato di Maastricht e l’adesione ai vincoli europei. In pratica è l’anno in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del Cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità.

Bisognava passare alle aziende di Stato, l’attacco speculativo di Soros che aveva deprezzato la lira di quasi il 30% permetteva l’acquisto dei nostri gioielli di Stato a prezzi di saldo e così arrivarono gli avvoltoi.

La maggior parte delle nostre aziende statali strategiche passò in mano straniera o comunque fu privatizzata. Ma la cosa più eclatante fu che l’IRI (istituto di ricostruzione industriale) che nella pancia alla fine degli anni ’80 aveva circa 1000 società, fiore all’occhiello del nostro paese fu smembrata e svenduta con la complicità del suo Presidente storico Romano Prodi (dal 1982 al 1989 e durante un periodo tra il 1993 ed il 1994) che fu premiato dal Cartello che favorì la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio  in Italia e poi alla Commissione Europea. A sostituirlo come Presidente del Consiglio in Italia e a continuare il suo lavoro di smembramento delle aziende di Stato ci penserà Massimo D’Alema che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno, così, assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale. Una operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno.

Le carte ci dicono che in quegli anni il Presidente dell’IRI era tale Gian Maria Gros-Pietro.

Lo conoscevate ? Io credo di no. Invece il Cartello finanziario speculativo lo conosceva bene e nel 2001 lo convocò alla riunione del Bilderberg in Svezia, indovinate insieme a chi ? Insieme a Mario Draghi e ad un certo Mario Monti entrambi saranno ampiamente ripagati dal Cartello stesso che in futuro riuscì a piazzare Draghi alla Banca d’Italia e poi alla  BCE e Mario Monti dalla Goldman Sachs alla Commissione Europea e poi a capo del Governo (non eletto) in Italia.

E che cosa ne è stato di Gian Maria Gros Pietro ? qui viene il bello. Qui arriviamo al tema di questo post.

Gian Maria Gros-Pietro, che già nel fatidico 1992 era Presidente della Commissione per le Strategi industriali nelle privatizzazioni del Ministero dell’Industria, nel 1994 diviene membro della Commissione per le Privatizzazioni istituita ... indovinate da chi ? ... da Mario Draghi. Ora capite come lavora il Cartello finanziario speculativo per mettere tentacoli ovunque e per far si che ci sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave. Ma non finisce qui. Come abbiamo visto nel 1997 Gross Pietro è Presidente dell’Iri mentre viene organizzata la cessione a prezzi di saldo di Autostrade per l'italia che avverrà nel 1999 col passaggio al Gruppo Atlantia s.p.a, controllata da Edizione srl, la holding di famiglia dei Benetton.

Gros-Pietro firma la cessione, la famiglia Benetton gli strizza l’occhio.

Cosa voleva dire metaforicamente quella strizzatina d’occhio ?

Ora immaginate l’inimmaginabile.

Cosa accade nel 2002 ? Gian Maria Gros-Pietro, dopo aver gestito la privatizzazione dell'Eni andrà a presiedere per quasi 10 anni indovinate che cosa?… proprio la Atlantia S.p.a, la società alla quale solo tre anni prima, come dipendente pubblico, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.

Le jeux sont fait.

A questo punto proviamo a leggere i termini del contratto di concessione della rete autostradale. Mi dispiace cari amici. Non si può. Sono stati coperti da segreto di Stato manco si trattasse di una riservatissima operazione militare.

Ma com’è stato svolto in questi anni il servizio di manutenzione ordinaria da parte dei concessionari di Autostrade per l’Italia ?

La macabra risposta è descritta nei tragici eventi di Genova e non solo.

Leggendo quanto emerge dalla relazione annuale (2017) sull’attività del settore autostradale in concessione pubblicata sul sito del Ministero e dei trasporti si evince una crescita esponenziale del fatturato (quasi 7 miliardi) e dei pedaggi. In calo solo gli investimenti (calati addirittura del 20%) e la spesa per manutenzioni in controtendenza rispetto alla logica che dovrebbe prevedere un aumento dei costi della manutenzione contestualmente all’aumento del traffico. Ma la sicurezza degli automobilisti è stata messa in secondo piano rispetto alla massimizzazione dei profitti già di per se abnormi.

E com’è andata invece con gli interventi straordinari ad opera dei Ministeri preposti ?

Non c’erano soldi da destinare ad interventi straordinari seppur richiesti dagli esperti a causa dei vincoli di bilancio da rispettare e imposti dal pareggio di bilancio.

Quali vincoli ? Quelli europei. E da chi sono stati imposti questi vincoli ? dal Trattato di Maastricht del 1992, da quello di Lisbona del 2007 e dal pareggio di bilancio in costituzione del 2011. E chi li ha voluti ? Indovinate? Nell'ordine Romano Podi, Massimo D’alema, Mario Monti, con l’appoggio esterno di Mario Draghi.Torna la cricca al completo.

Ma non erano quelli che insieme partecipavano alle organizzazioni del Cartello finanziario speculativo che voleva far crollare il nostro paese ?

Esattamente. Il cerchio si chiude.

Solidarietà alle vittime di Genova. Per il crollo del ponte autostradale.

Solidarietà agli italiani per il crollo annunciato e pianificato del loro paese.

Parte del testo è tratto dal libro/inchiesta “La Matrix Europea” di Francesco Amodeo.

 




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26 giugno 2018

DEI GIOVANI STANNO TENTANDO DI RIDARE DIGNITA' ALL'ITALIA E AGLI ITALIANI

 
Siamo di fronte a una politica spregiudicata che persegue il potere costi quel che costi, con alleati che diventano rivali, manipolando i contenuti e ingannando gli elettori

Buongiorno amici. Al governo nazionale la Lega è alleata del Movimento 5 Stelle contro il Centrodestra e il Centrosinistra che stanno all’opposizione. A livello locale, Regioni, Province e Comuni, la Lega è alleata del Centrodestra contro il Movimento 5 Stelle e il Centrosinistra schierati sul fronte opposto. Nel Parlamento Europeo, la Lega fa parte del Gruppo “Europa delle Nazioni e delle Libertà” insieme al Fronte Nazionale di Marine Le Pen; mentre il Movimento 5 Stelle è schierato con il Gruppo avverso della “Europa della Libertà e della Democrazia diretta” insieme all’Ukip di Nigel Farage; infine Forza Italia aderisce al Gruppo del tutto contrapposto del “Partito Popolare Europeo” capitanato dalla CDU di Angela Merkel. 

Che cosa ci dicono questi fatti? Che siamo di fronte ad una politica dove il potere è sconnesso dai contenuti che identificano un partito e che si sostanziano di valori, di idee, di ideali e di una prospettiva. Questi contenuti si rivelano uno specchietto per allodole per carpire il consenso degli elettori. Ma subito dopo il voto la gestione del potere segue logiche diverse, anche a costo di rinnegare gli impegni assunti e tradire i propri elettori. In definitiva si sta accreditando una politica del tutto spregiudicata, dove tutto e il contrario di tutto diventano leciti pur di conquistare il potere. 

Resta il fatto che questa politica appiattita sul potere costi quel che costi ha il respiro corto, proprio perché si è costretti a navigare a vista pur di perpetuare il proprio potere, senza una rotta certa e soprattutto senza il conforto di un traguardo che simbolicamente rappresenta il successo nell’adempimento del bene comune che dà un senso profondo al nostro impegno nella politica. 

Cari amici, per tutto ciò sono moralmente contrario a questo sodalizio contro-natura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle al governo nazionale, così come la considero politicamente una scelta miope e controproducente nel medio e lungo termine. Dobbiamo impegnarci affinché l’Italia possa essere governata da una coalizione coesa sul piano dei contenuti politici, in cui le azioni concrete prevalgano sulle denunce speculative e, soprattutto, in cui il bene dei cittadini primeggi rispetto alla ricerca ossessiva del consenso da parte dei leader e dei partiti. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.

Fonte:https://www.magdicristianoallam.it/buongiorno-amici/siamo-di-fronte-a-una-politica-spregiudicata-che-persegue-il-potere-costi-quel-che-costi-con-alleati-che-diventano-rivali-manipolando-i-contenuti-e-ingannando-gli-elettori.html

Leggo e commento:

Christiano ... non condivido la tua titolata affermazione.

Epperò ... la rispetto,sebbene si allontana da una concettualità nascente ,e forse logica e razionale, qual'é quella che, sparite le antiche ideologie, oggi  é l'uomo a far prevalere il suo valore, operando fattivamente per il bene comune... L'umanità ... caro Christiano.

E’ necessario ascoltare i cittadini e mettersi al loro servizio perché é da millenni, e la storia ce lo racconta, che l'umanità non può né dev'essere  rappresentata dal potere del vil danaro, così comé stata ideata l'Europa Unita, ma dall'uomo che lavora, dall'uomo che costruisce valore per se e per gli altri.

Christiano... non é un governicchio assurdo, come si vorrebbe far credere , sono la risultanza di una consultazione in cui il popolo, ed era l'ora, si é espresso democraticamente. E’ un governo rappresentato  da  giovani che si sono scelti utilizzando l'intelligenza, che sono entrati nelle case degli italiani, che hanno compreso i loro bisogni, le loro speranze  , insomma hanno compreso una nazione, che già volgeva sull'orlo del precipizio, l'Italia che dal 1947 é stata defraudata dal potere politico.

Ci riusciranno Di Maio, troppo giovane per dargli fiducia? Il Prof. Conte ,una persona tanto qualificata quanto a modo? E Salvini, più concreto e audace ?

Non so risponderti . . .  perdona se ti do del Tu, confidenziale , perché probabilmente gli anni mi consentono più audacia, ma sempre di rispetto. Perciò ... lasciamo a questi Tre soggetti la licenza di portare avanti "Il Cambiamento" ; lasciamo che, strada facendo,  correggano il loro percorso irto e pieno di buche.

Sono solo dei neofiti, ma perlomeno più onesti, almeno nell'apparenza consentimi, di quei tromboni del passato che si sono solo appropriati del potere decisionale senza ascoltare realmente quali le autentiche speranze e i bisogni  degli italiani.

Salvatore Casales


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24 giugno 2018

Notiziario del compasso : " Il Maestro Venerabile ieri e oggi."

 






Il Venerabile Maestro;

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.
Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.
Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.
Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)
Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)
Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.
I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.
Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.
Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità. 

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.
Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.
La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.
Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.
Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.
Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.
Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.
 Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d'Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell'Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell'Ordine).

***
(1)   A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture.

(2)    Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso.



Bibliografia:

Consultati i seguenti testi:

a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;
b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego
c)   Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.
d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich
e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.
f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-


Salvatore Casales 


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29 maggio 2018

Dai miei versi "E ... IL TEMPO "

 

Ricordando Christian

E il tempo ...

E il tempo scorre,
e lascia tracce,
lascia ricordi,
lacrime nascoste
dietro l'ermetico silenzio.
Silenzio che tutto asconde
come tesoro
in un forziere d'amore
dove gelose giacciono parole non dette,
che in eterno rimangono nell'animo.

Salvatore Casales


copyright


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16 maggio 2018

Dai miei versi " Di Te ... "

 

( Al mio caro figlio Christian )

Di Te

Il pensiero di te,

vive nella tormenta;

penetra nel segreto della conoscenza,

vive la tua esistenza.

E ... come gabbiano che sorvola

acque azzurre

d’un mare calmo

in cerca del nutrimento dei suoi piccoli ...

così ... io ... con le ali spiegate

tento voli nell’assoluto

in cerca d’infiniti spazi,

dove tu possa aver trovato ...

nel segreto dell’universo ...

il sereno dell’ultima vita.

 

Salvatore Casales

 

                                                       copyright

 


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13 maggio 2018

Dai miei versi " La stilografica del maestro"

 

La  stilografica del Maestro

 


 

Ritorno a pensarti indimenticato Maestro.

Ritorno a rivederti su quel tavolo col capo chino

a riprender quel lavoro con la stilo in mano

che, dopo cena, portavi a compimento

per divenir pago del giorno tuo trascorso.

 

Notti intere trascorrevi

sotto la luce di quella pallida lampada

che, fioca, sfiorando la coltre nel letto mio,

rendeva desto il pensare

per quel lavoro che compivi con rispetto .

 

Pagine su pagine scrivevi in bella copia

usando quella stilografica mai scordata,

che, eleganza e bellezza,rendevano indelebile quello scritto,

che sembrava sostituire la tua maniera,

rimanendo il distinguo della tua statura.

 

Ricordo ancora il fascino di quella penna,

di quell’ oggetto desiato, che da tempo ne ho ripreso l’uso

ché a  fiutar m’induce l’odore dell’inchiostro nero,

che mi pone in quel trascorso tempo,

che mi fa sentire d’essere vicino al tuo fianco .

 

Salvatore Casales


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16 febbraio 2018

Vogliono cancellarci da vita politica

 ANSA-INTERVISTA A
STEFANO BISI -  GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA:
i massoni riflettano su parole MOVIMENTO 5 STELLE.

Gran Maestro: vogliono cancellarci da vita politica. P2 fu errore


16 Febbraio , 17:13
(di Valentina Roncati) (ANSA) - ROMA, 16 FEB - "Nessun consiglio su chi votare o indicazioni di voto, ognuno vota per chi ritiene giusto. Certo, portano alla riflessione le parole che va dicendo in questi giorni il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che vorrebbe cacciare i liberi muratori dall' attività politica. Eppure, se oggi anche Di Maio può parlare liberamente, lo deve ad una Costituzione scritta con il sangue di migliaia di cittadini italiani che sono andati sulle montagne per combattere per la libertà e ai fratelli che fecero parte della Commissione incaricata di scrivere gli articoli della Costituzione e che era guidata dal massone Meuccio Ruini".
Il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, prende la parola dopo il caso dei "grembiulini grillini" emersi in queste ore e le parole di fuoco del leader M5S. "Facendo così si eliminerebbero dalla storia della nostra nazione anche personaggi illustri che hanno fatto del grande il nome della scienza, penso a Enrico Fermi; o vogliamo ritirare il premio Nobel alla memoria a Salvatore Quasimodo?", si chiede Bisi, il quale ammette che "sì, è stato fatto qualche errore nel corso della storia, la vicenda della P2 non è stata positiva per il Grande oriente; ma oggi quando c'è malumore, quando non si ha a chi dare la colpa di qualcosa viene data ai massoni". "Se ci vogliono giudicare - osserva Bisi - lo facciano per le cose che facciamo; poi quando mettiamo fieramente i nostri grembiuli e i nostri guanti non vogliamo nessuno ed è giusto così; noi non andiamo alle riunioni delle segreterie dei Cinque Stelle, per fare un esempio".
Quanto alla Commissione parlamentare antimafia, "ha approvato all'unanimità una relazione che è inquietante, c'è nostalgia per la legge del novembre del '25 che mise fuori la massoneria e che fu preceduta da assalti squadristi alle logge massoniche.
La proposta di legge presentata dal deputato Pd Davide Mattiello ricalca quella legge. I fratelli sono spaventati, preoccupati per questa escalation di aggressività ma continuano a fare serenamente i loro lavori rituali e le tante iniziative esterne". Al Grande Oriente aderiscono circa 23 mila fratelli: "sono numeri in crescita e riceviamo molti contatti attraverso il web da parte di persone che vogliono saperne di più". (ANSA).


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13 febbraio 2018

Aaronn e il notiziario di oggi. Ossia ...l'informazione non giunta ai cittadini




Carissimi cittadini ,e lettori d'ogni censo e casta


Mentre siamo distratti dai sacchetti, nella finanziaria 2018, mentre i cittadini appartenenti alla Libera muratoria vengono offesi e discriminati dalla vita politica ,mentre vengono eseguiti efferati delitti contro le donne, ecco come il Governo uscente sta dando il ben servito agli italiani.

- l'aliquota IVA al 10% passa all'11,5% da gennaio 2019 ed al 13% dal 2020

- l''aliquota al 22% aumenta al 24,2% da gennaio 2019, al 24,9% dal 2020 fino ad arrivare al 25% dal 2021

A tanto si aggiungono gli aumenti già annunciati:

+5,3% per le forniture elettriche

+5% per le forniture gas

+2,74% per i pedaggi autostradali (aumento medio, con picchi del +8,34% per la MI-TO, +13,91% per la MI-Serravalle, +12,89% per la Strada dei parchi ed addirittura +52,69% per la tratta Aosta Ovest-Morgex)

+3% su latte e latticini
ADUSBEF (Associazione dei Consumatori), infine, prevede rincari per:

- tassa sui rifiuti (+€49 medi anno)

- ticket sanitari (+€55 a testa)

- servizi postali (+€18)

- servizi bancari (+€38)

- polizze RC auto (+€25)

Così, giusto per ricordarlo... e per ricordarcelo il 4 marzo!

Paghi le tasse ???

Leggi un po' questo:

ITALIANI ... sveglia ... È L'ORA DELLA RIVOLTA!
   

LEGGETE E INVECE DELLE PROMESSE RENZIANE DOVE SONO ARRIVATI I PRIVILEGI DEI PARLAMENTARI:

Sull'Espresso di qualche tempo fa c'era un articoletto che spiegava che il Parlamento aveva votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa €1.135 al mese.

Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO: €19.150 AL MESE;

PORTABORSE: circa €4.030 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa €2.900 al mese;

INDENNITA' DI CARICA: (da €335 circa a €6.455);

TUTTO RIGOROSAMENTE ESENTE DA TASSE

più

TELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS gratis;

METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

PEDAGGI AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FERROVIE DI STATO: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per €1.472.000).

INOLTRE:

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a oltre 40 anni di contributi ( per ora!!!).

Circa €103.000 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (ad esempio hanno a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al loro servizio).

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino €2.215 al MINUTO!!!

Far circolare....... promuoviamo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari e di tutti i consiglieri regionali............

Queste informazioni possono circolare solo attraverso Internet e social network in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza d…
[10:36, 13/2/2018] Maganuco Silvana: SINDACO SANTA VITTORIA IN MATENANO RIFIUTA DI RIMUOVERE LA CARNE DI MAIALE DALLA  MENSA SCOLASTICA e spiega il perché.

I genitori musulmani hanno chiesto l'abolizione della carne di maiale in tutte le mense scolastiche di Santa Vittoria.

Il sindaco ha rifiutato, e ha  inviato una nota a tutti i genitori con la spiegazione.

Ecco la nota:
"I musulmani devono capire che devono adattarsi alle Marche e a Santa Vittoria, ai suoi costumi, le sue tradizioni, al suo modo di vivere, perché è lì che hanno scelto di emigrare.

Devono capire che devono integrarsi e imparare a vivere nelle Marche.

Devono capire che devono essere  loro a cambiare il loro stile di vita, non i santavittoriesi  che così generosamente li hanno accolti.

Devono capire che i marchigiani non sono né razzisti né xenofobi, hanno accettato molti immigrati musulmani prima (mentre il contrario non è vero), in quanto gli Stati musulmani non accettano gli immigrati non-musulmani.

Che non più di altre popolazioni, i marchigiani non sono disposti a rinunciare alla loro identità, alla loro cultura.

E se lè Marche sono una terra di accoglienza, non è il sindaco di Santa Vittoria che accoglie gli stranieri, ma il popolo santavittoriese delle Marche nel suo complesso.

Infine, devono capire che a Santa Vittoria con le sue radici giudaico-cristiane, alberi di Natale, chiese e feste religiose, la religione deve rimanere nella sfera privata.

Il comune di Santa Vittoria ha diritto di rifiutare ogni concessione all'Islam e Sharia.

Per i musulmani, che sono in disaccordo con la laicità e non si sentono a loro agio a Santa Vittoria in Matenano, ci sono 57 bellissimi paesi musulmani nel mondo, la maggior parte di loro sotto-popolati e pronti a riceverli con le braccia aperte in conformità con la Sharia.

Se avete lasciato il vostro paese per Santa Vittoria e non per altri paesi musulmani, è perché avete  ritenuto che la vita è migliore nelle Marche che altrove.

Ponetevi la domanda, solo una volta: "Perché è meglio vivere qui a Santa Vittoria invece che nei vostri paesi? "

Una mensa con carne di maiale è parte della risposta."

ESEMPLARE
E ... NOI ITALIANI ... DOVREMMO VOTARE QUESTI APOCRIFI SOGGETTI???

Ricevo e commento:
Aaronn


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31 gennaio 2018

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: OFFESE ALLA MASSONERIA DEL G.O.I. E REPLICA DEL GRAN MAESTRO DELL'ORDINE


Elezioni 2018 e massoneria, il gran maestro Stefano Bisi risponde a Di Maio

Massoneria, la replica del gran maestro Stefano Bisi a Luigi Di Maio: "Noi ghettizzati"

Elezioni 2018 e massoneria, il gran maestro Stefano Bisi risponde a Di Maio

ECCO LA REPLICA DEL GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA AL LEADER M5S LUIGI DI MAIO

Carissimo onorevole Luigi Di Maio,

ho sentito in tv e letto sui quotidiani le poco onorevoli e per me aberranti e antidemocratiche parole che Lei ha pronunciato l’altra sera alla trasmissione Otto e mezzo nei confronti dei massoni di cui mi onoro di far parte e dei quali rappresento da Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ventitremila fratelli. “Chi urla odio razziale, chi usa espressioni omofobe, chi era iscritto alla Massoneria, chi nella propria vita ha portato azioni indecenti, non si può candidare col M5stelle” ha detto e poi con protervia ha aggiunto: “Abbiamo fermato anche altre candidature in cui abbiamo trovato qualche anomalia; come per esempio, di persone che erano iscritte al registro della Massoneria e quindi non potevano starci”. Mi sono chiesto innanzitutto come un politico che aspira a diventare il futuro presidente del Consiglio, e quindi a rappresentare democraticamente e senza barriere precostituite, tutti gli italiani possa usare in maniera irresponsabile e violenta, certe affermazioni gratuite e discriminare con illogica ragione delle persone che fanno parte di una Istituzione che ha avuto ed ha innegabili meriti. Una scuola di valori che, probabilmente da Lei e da tanti altri del suo Movimento viene vista e giudicata in maniera sbagliata senza averne mai realmente studiato la Tradizione, la storia e le finalità volte al Bene dell’Umanita’. Per fortuna per molti la Libera Muratoria rappresenta anche oggi - e aggiungo più che mai visti i tempi che viviamo - uno dei pilastri etici della nostra Società e della nostra Repubblica che ha contribuito a fondare. Mi permetta subito di dirle che la vera anomalia e il vero pericoloso razzismo l’ho visto nel suo estremo, immotivato e irragionevole atto di accusa nei confronti dei massoni che vuole bollare come impresentabili dimenticando certe norme scritte in modo inequivocabile nella Carta Costituzionale Repubblicana. Lei probabilmente dimentica, ma forse non sa affatto, che nell’ambito iniziatico i liberi muratori non si occupano di questioni di politica o di religione ma che nella loro vita privata hanno gli stessi suoi diritti di partecipare alla vita pubblica della nazione e di occupare ruoli istituzionali e rappresentativi. La nostra diversità è solo quella di essere tolleranti e dialoganti, di essere uomini liberi e coscienti di mantenere accesa la fiamma della Libertà, quella stessa fiamma che ha consentito anche al suo movimento di esistere oggi. Le suggerisco di leggere ogni tanto le parole dell’illuminista francese François-Marie Arouet Voltaire che nel suo Trattato sulla Tolleranza scriveva e ricordava saggiamente a tutti: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo”. L’esatto contrario del suo modo di escludere a priori noi liberi muratori. Perché si possono, e a volte è anche giusto, avere opinioni e visioni diverse, ma non è corretto proibire ad alcuno la partecipazione a qualsiasi consesso civile e democratico. Qualcuno nel suo Movimento vuole anche ghettizzare i massoni con leggi ad hoc e avalla infauste leggi fasciste che nel 1925 portarono alla persecuzione dei massoni. Sappia che noi non staremo inermi a guardare il proliferare di certi incauti e discriminatori comportamenti che non fanno e non dovrebbero mai fare parte non solo di chi si candida a ricoprire importanti ruoli istituzionali ma di chi ha a cuore la cultura della Libertà e la applica in tutte le sue forme più alte.

Stefano Bisi

Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

Fonte:http://www.affaritaliani.it/cronache/elezioni-2018-massoneria-il-gran-maestro-stefano-bisi-risponde-a-di-maio-522011.html

Leggo e commento:

 Si... credo, illustri lettori d'ogni censo e casta che si tratti di masso-fobia, una autentica paura angosciosa, per lo più motivata dal periodo elettorale in cui ogni ciarla di cattivo gusto potrebbe sortire effetti dal candore politico.

Che possano pensare alla nostra esistenza ed al nostro lavoro di massoni come preparatorio al paradigma di antistato? Non ci sono dati che confermano questi timori ,ma sono certo che tanto disagio, la politica comincia ad  avvertirlo quando dietro il proscenio del teatro politico, cominciano ad avvertirsi quelle diversità umane, sociologiche e culturali che ormai la politica , da tempo ha perdute per strada, ponendosi ai cittadini, come padrona di una gestione che una volta acquisita, come fanno i cani, tutto é di loro dominio.

Ormai il Popolo italiano guarda alla politica e ai politici, a dir poco ,non solo con sfiducia, ma come a soggetti  appropriatori indebiti, che non tiene più conto del volere di un Popolo che ormai é defraudato di quella libertà che prima aveva di incidere nel diagramma della propria sovranità e che oggi non possiede più.

Come ha bene risposto il Gran Maestro dell'Ordine muratorio, Stefano Bisi , che bene ha fatto nell'esternare l'atto diffamatorio del soggetto politico Di Maio che, in maniera irresponsabile e violenta, ha fatto uso di affermazioni gratuite per discriminare, con illogica ragione, avverso a dei soggetti che fanno parte di una Istituzione - la massoneria del Grande Oriente d'Italia - che ha avuto ed ha innegabili meriti ,ma che il giovane politico sconosce. Una scuola di valori che - probabilmente da Lui e da tanti altri movimenti, viene vista e giudicata in maniera distorta,senza averne mai realmente studiato la tradizione, la storia e le finalità tutte volte sempre al Bene dell’Umanità - nell'ultimo quarantennio si é guardato sempre con sospetto.

Allora io,illustri lettori d'ogni censo e casta, mi chiedo, certamente disgustato assieme ai tanti fratelli della comunione massonica,  come può un soggetto come il giovane Di Maio aspirare alla carica di Capo del Governo dell'Italia quando le sue esternazioni,vicine ormai alle consultazioni elettorali, di già offendono i cittadini perbene. Per ciò, ritengo che lui non può essere un soggetto da stare in politica e mi batterò perché la  compagine del "movimento 5 stelle" non abbia suffragi adeguati per governare.

Soggetti politici che esternano considerazioni lesive della dignità dei cittadini che hanno ideali e cultura diverse non possono essere chiamati onorevoli. La politica di oggi degenerativa non va ascoltata né considerata. Come non dovrebbe il sig. Di Maio essere né ascoltato né chiamato a rappresentare quella fascia di cittadini che lavorano, che studiano che onorano l'Italia con gli atti di solidarietà che prestano verso chi soffre.

Attraverso questa mia e univoca lagnanza ... il signor Di Maio ... deve essere consapevole che ogni Libero muratore non resterà impassibile ,a iniziare da me, a guardare al suo stupido quanto scadente comportamento diffamatorio lontano da quello manifestato da quegli antichi uomini di così alta statura che, nel tempo, hanno rappresentato i cittadini e lo Stato italiano. " Chi si candida, egregio signor Di Maio, a ricoprire importanti cariche dello Stato,deve avere un enorme rispetto di tutti i cittadini di cui non ne conosce le singole identità ,le doti umane e culturali."

Sicuramente i massoni non siamo come voi politici , i nostri guanti che indossiamo nei nostri ambiti istituzionali  sono pieni di candore ,perché puliti e netti dai vostri intrallazzi politici e di parte.

La nostra diversità è solo quella di essere tolleranti e osservanti della Costituzione italiana , di essere uomini liberi,di buoni costumi e consapevoli di mantenere accesa la fiamma della onestà e della dignità, quella stessa fiamma che ha consentito anche al suo movimento di esistere, ma che da oggi,muovo perplessità perché scossa dalle sue considerazioni.

Studi ... gentile?... Di Maio e ... parli con concretezza nelle TV.,soprattutto sii consapevolmente corretto nell'escludere, dall'elenco elettorale, quei massoni che fra l'altro - la Costituzione Italiana non discrimina... e da tempo ... calcano i vostri ambiti portando in mezzo a voi onore e dignità ineludibili.

Aaronn é

Salvatore Casales


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29 gennaio 2018

Il Maestro Venerabile. Ieri e oggi

 

Il Maestro Venerabile.

Ieri e oggi

 

 

 

 

Il Venerabile Maestro;

 

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

 

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.

Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

 

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

 

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.

Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.

Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

 

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)

Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

 

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

 

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

 

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)

Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

 

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.

I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.

Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

 

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

 

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

 

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

 

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

 

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

 

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.

Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità. 

 

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

 

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

 

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.

Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

 

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

 

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

 

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

 

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

 

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

 

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

 

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

 

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.

La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.

Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.

Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.

Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.

Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.

 Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d'Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell'Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell'Ordine).

23 – 02 – 2014

***

(1)  A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture.

 

(2) Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso.

 

 

 

Bibliografia:

 

Consultati i seguenti testi:

 

a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;

b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego

c)  Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.

d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich

e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.

f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-

 

 

Salvatore Casales  ...

 

 

 



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2 gennaio 2018

Notiziario del compasso: Il vero complotto è contro la libertà di associazione.

 

Massoneria: l vero complotto è contro la libertà di associazione

di Aldo A. Mola | 2 gennaio 2018

Avviso alla Commissione parlamentare d’inchiesta su Mafia e massoneria: se in Italia non esiste una legge a “tutela del nome”, la colpa non è dei massoni ma della perdurante distrazione di massa dei “politici” che si pascono di pappolate sui “segreti massonici”. L’unico vero complotto in atto è quello contro la libertà d’associazione. Vediamo perché.

Il 21 dicembre 2017 sull’Italia è sceso il buio pesto. Anziché festa del Sole Invitto, questo Solstizio d’Inverno rimarrà negli annali come sconfitta della civiltà giuridica e, più in generale, della libertà. Questo è il succo della Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, in relazione alle (presunte) infiltrazioni di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta nella Massoneria in Sicilia e Calabria. Due premesse, prima di addentrarci nel sommario esame della Relazione. Istituita con la legge 19 giugno 2013, n. 87, la Commissione ha operato con i poteri di corte di giustizia, incluso quello di ordinare il sequestro dei piedilista di loggia ai sensi degli articoli 247 e seguenti del codice di procedura penale. Tuttavia la Relazione non è una “sentenza” ma una sequenza di divagazioni ripartite in quattro sezioni suddivise in 21 paragrafi (alcuni dei quali frantumati in sottoparagrafi), completa di conclusioni e di proposte. Se, come suol dirsi, le sentenze non si discutono ma si applicano, la Relazione è una “opinione”, scritta in italiano talora zoppicante e soggetta a tutte le riserve del caso.

Sin dalla premessa i Commissari mettono a nudo i limiti del loro metodo e svuotano la validità scientifica delle loro conclusioni. La Commissione si propose di “avviare un filone di inchiesta dedicato ai rapporti tra mafia e massoneria”. Sennonché essa dà per scontata la nozione di “mafia” e non chiarisce cosa intenda per “massoneria” (Italiana? Universale? Con quali riconoscimenti internazionali e quali rituali?…). Essa mescola realtà diversissime, riferendosi “a tutte le forme e ai raggruppamenti criminali di questo tipo” (quale?), “che siano comunque di estremo pericolo per il sistema sociale, economico e istituzionale”. Fantasmi. Mentre afferma che in Italia esistono almeno un centinaio di organizzazioni sedicenti massoniche (in realtà se ne contano assai di più), la Commissione decise di concentrarsi su “una parte significativa della massoneria ufficiale o considerata ‘regolare’”: classificazione possibile, codesta, solo nel presupposto che lo Stato abbia titolo e voglia di fissare ed enunciare i requisiti di legittimità e regolarità delle associazioni massoniche in Italia e all’estero. Sarebbe come decidesse se sono più cristiani i cattolici, gli evangelici, i riformati o gli ortodossi: tante sette in libera contesa. Sennonché il pubblico potere è del tutto incompetente a entrare nel merito delle chiese come delle logge. In Italia, infatti, la “massoneria” è poco e male conosciuta (molto chiacchierata, invece, sulla base di pregiudizi ottusi, frutto di incultura) e comunque non è “riconosciuta”. Quindi la scelta della Commissione di interpellare i rappresentanti legali di quattro Comunità (Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi, Gran Loggia Regolare d’Italia e, chissà come mai, la Serenissima Gran Loggia d’Italia, detta sbrigativamente “Serenissima”) è del tutto arbitraria. Lo ha fatto dichiaratamente “a campione” (una parte per il tutto), accampando che “quelle associazioni di tipo massonico presentano talune peculiari caratteristiche che, insieme considerate, possono risolversi nell’agevolazione dell’accesso mafioso” (sic!). Lo si potrebbe dire anche della chiesa cattolica, visto che non sono mancati ecclesiastici in odore di mafia anziché di santità, e di innumerevoli altri “corpi” pubblici ed enti privati.

La Commissione ha cercato conforto nell’audizione dell’ex gran maestro Giuliano Di Bernardo. Sempre avvolto in aura mistica, ancora una volta questi ha vantato l’“abolizione dei cappucci e delle spade in quanto ritenuti ormai anacronistici”. Altri due “testi”, Stefano Bisi, gran maestro del Grande Oriente, e Antonio Binni, sovrano gran commendatore e gran maestro della Gran Loggia, hanno invano cercato di far comprendere ai Commissari, palesemente digiuni delle più elementari cognizioni di genesi e storia della massoneria, che per i Liberi Muratori il rituale non è un orpello bensì sostanza, come i paramenti liturgici nei riti religiosi, che “legano insieme” e separano il sacro dal profano (o “laico”, cioè “ignaro di cose sacre”, come stigmatizzato dal poeta: “odi vulgus profanum, et arceo”).

La Commissione ha affastellato informazioni di dettaglio su singoli affiliati risultati condannati per reati vari, si mostra scandalizzata perché in loggia non vi sarebbero “soggetti riconducibili ai mestieri più umili o al novero dei disoccupati” (già il saccente Enzo Biagi domandò a Manlio Cecovini quanti braccianti fossero in loggia) e, sulla scia di Cesare Lombroso, deplora la “segretezza che permea il mondo massonico” in specie in aree (geoetniche?) “fisiologicamente” tolleranti verso l’illegalità e quindi esposte a “infiltrazioni criminali”. Si tratta di induzioni, mentre non risponde affatto al vero che “il segreto costituisce il perno di alcune obbedienze”, circonfuse da “un alone di mistero”. La Commissione confonde crassamente la riservatezza con “segretezza strutturale” e stigmatizza la “chiara riluttanza” dei grandi maestri a “riferire i fatti”, “anche quando i fatti nascosti abbiano assunto astratto rilievo penale”. Per porvi rimedio essa invoca i “pilastri della trasparenza intesa come anticamera del controllo sociale” e lamenta che la massoneria conservi “talune usanze, consone ai momenti storici in cui furono introdotte” ma “inaccettabili con l’avvento della democrazia”, senza però specificare quali siano queste “usanze”: grembiule, guanti, sciarpa, distintivo all’occhiello, arcana stretta di mano, triplice bacio…?

In sintesi, la Commissione ammicca, strizza l’occhiolino e rimane nel vago: fa esattamente ciò che essa rimprovera agli esponenti della massoneria, come bene ha rilevato l’on. Daniele Capezzone, “vox clamantis in deserto” in un Paese a schiena china e genuflesso anche se nessuno glielo chiede. Per vocazione…

Dopo molte divagazioni, la Commissione constata “la mancanza di un regime generale che renda obbligatoria la diffusione di notizie concernenti qualsivoglia compagine associativa” e ripete il mantra: “le obbedienze, di fatto, operano in un vero e proprio regime di segretezza, che ben poco ha a che vedere con l’invocato diritto alla riservatezza”. La sua ricetta è semplice. Premessa la stupida asserzione di Felice Cavallotti (“non tutti i massoni sono delinquenti ma tutti i delinquenti sono massoni”: Cavallotti, in realtà, disse “farabbutti”, non “delinquenti”), essa ritiene che occorrano “una normativa statale con una portata generalizzata”, verifiche periodiche sull’appartenenza dei dipendenti pubblici ad associazioni, con pene severe per dichiarazioni reticenti o mendaci, e l’estensione dell’investigazione da Sicilia e Calabria all’intero Paese, su “reati spia” e sui “fattori di rischio derivanti dall’appartenenza alla massoneria o ad altre associazioni similari”.

Esattamente come fece il regime fascista, che nel 1925-1926 annientò la massoneria e nel 1938 impose  l’autoscioglimento ai Rotary, sorti dal 1923 e rimasti sempre invisi alla chiesa di Roma. La Commissione ha ritenuto bene di farsi forte di padre Francesco S.J, saltem papa, ricordando che questi “ha respinto le credenziali di un ambasciatore straniero presso la Santa Sede perché iscritto alla massoneria”. E all’Italia che importa? Deve forse lo Stato prendere norma dalla condotta della Città del Vaticano?

In sintesi, la Relazione mira ad abolire la libertà di associazione che è tutt’uno con quella politica. Se manca una legge sulle associazioni non è certo colpa della massoneria, che la chiede da decenni, sull’esempio della Francia che se ne dotò dal 1901 e di Paesi quali la Gran Bretagna e le Americhe, ove la massoneria è libera, a differenza di quanto accade in quasi tutti i Paesi islamici, ove i massoni sono perseguitati.

La “Commissione antimafia” ha un antecedente illustre al quale sicuramente si ispira la sig.na on. Rosi Bindi: Tina Anselmi. Nel diario pubblicato a cura di Anna Vinci (“La P2 nei Diari Segreti”, ed. Chiarelettere) la famosa “staffetta partigiana” annotò il “compito storico” fatto proprio quale presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla loggia massonica P2: “con la giustizia determinare il cambiamento di una parte della classe dirigente del paese, compresa quella della DC” (pag. 18). Dovevano sopravvivere solo i comunisti e i loro accoliti. Quella commissione fece da pedana al salto successivo: Tangentopoli. Epperciò si dotò anche di “quattro esperti, presi su indicazione del PCI e della DC”: non liberali, repubblicani, socialdemocratici o socialisti, né, semplicemente, storici senza etichetta. Gli “esperti” dovevano essere “all’obbedienza”: non del Grande Architetto ma dei partiti di potere. Della greppia. Di quali esperti si è valsa la Commissione Bindi?

La Relazione Anselmi, impastata di congetture e scientificamente irrilevante, passò solo a maggioranza: ne vennero pubblicate altre cinque “di minoranza”, in forte dissenso con la prima. La Relazione Bindi, invece, è stata approvata all’unanimità: il che conferma la fatuità culturale di tanti “rappresentanti della nazione”, inconsapevoli – per stanchezza? per indifferenza? per pochezza? – che all’estero (e quindi già a partire dall’altra riva del Tevere) tale Relazione raccoglie solo il plauso dei fondamentalisti.

 

Aldo A. Mola


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30 dicembre 2017

Notiziario del compasso: " Il pregiudizio come leggenda di un idealismo perverso."

Leggo dalla fonte :

http://giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&view=article&id=6604%3Al-antimassoneria-maniacale-dell-antimafia-demenziale&catid=31%3Apolitica-e-giustizia&Itemid=100057
e riporto fedelmente

L'antimassoneria  maniacale dell'antimafia demenziale

La relazione che la Commissione Parlamentare Antimafia ha redatto sui rapporti tra Mafia e Massoneria in Calabria e Sicilia dovrebbe essere attentamente analizzata da psicanalisti seri che non potrebbero, intanto, che prendere atto che la Commissione, che dovrebbe essere d’indagine, è piuttosto l’officina di assemblaggio di pregiudizi, leggende, elaborazioni ideologiche. E tanta materia di studio per la psicanalisi.
Ho già scritto qualcosa sul ruolo che Massoneria, Servizi Segreti, C.I.A., e tutto l’altro armamentario dell’immaginario “dietrologico” hanno nelle indagini giudiziarie, nelle quali rappresentano “l’ovvio inconoscibile” ed, la giustificazione del limite, del vuoto di ogni indagine, specie se di grande e “storico” rilievo ed, al contempo ne sono il presupposto culturale, la trama implicita.
Ognuno di questi fantasmi ha radici che non sono solamente giudiziarie e frutto della devianza giudiziaria. Hanno una loro storia, sono espressioni di aspetti diversi dei residuati di una subcultura genericamente oscurantista ma di diversa estrazione e di tempi diversi.
La fobia antimassonica è quella di cui più agevole è ritrovare le origini, le logiche (si fa per dire) e le stratificazioni dei pregiudizi nel Cattolicesimo reazionario dell’epoca risorgimentale e postrisorgimentale, nelle prediche di Padre Bresciani, nelle “rivelazioni” del pentito ante litteram Léo Taxil e, al contempo, nell’estremismo socialista di Mussolini e dei “sindacalisti rivoluzionari” del principio dello scorso secolo.
Ma nell’armamentario dell’Antimafia, nel quale il pregiudizio antimassonico si impone sotto forma di dogma delle connessioni tra Mafia e Massoneria, connotazioni del tutto particolari della antica ostilità si evidenziano e prevalgono. La prevalenza della subcultura del “sentito dire”, i circoli viziosi delle voci correnti tra gli strati meno acculturati, attraverso la parola dei pentiti, indirizzati dalle convinzioni dei magistrati che li “gestiscono” e che a loro volta se ne fanno ragione dei loro convincimenti, si manifesta in un’atmosfera di strumentalizzazione mediatica agli estremi dell’irrazionalità e delle teatralità.
La Commissione Parlamentare Antimafia, che sempre più manifestamente ha svolto e svolge un’attività che con l’indagine assai poco ha a che fare e sempre più evidentemente si riduce alla manipolazione ed alla cassa di risonanza delle peggiori devianze giudiziarie, ha raggiunto, con la presidenza della Rosy Bindi e con l’indagine su Calabria e Sicilia un livello inimmaginabile di banale strumentalizzazione delle sue funzioni.
Senza voler dare alla fobia antimassonica di cui ha dato ennesima e grottesca dimostrazione la Commissione Parlamentare un’origine ed un carattere eccessivamente personalistico riconducibile alla cultura, si fa per dire, della sua Presidente, si sarebbe portati a ritenere che nella ricomparsa delle antiche connotazioni ideologiche, nella fobia antimassonica c’è un residuato della formazione parrocchiale della arcigna oggi esponente del P.D., che hanno trovato modo di riaffiorare e manifestarsi. Ma è troppo evidente e completa la rispondenza al modello per così dire “giudiziario-sinistrorso” dell’ineffabile documento bindiano che, se di tale origine vi sono le incancellabili tracce, esse sono filtrate attraverso le solite elucubrazioni che ci ricordano piuttosto le convulsioni mentali degli estremisti di “Magistratura Democratica” della prima ora.
Una considerazione deve essere premessa ad ogni altra.
La relazione, ma prima ancora di essa, la stessa indagine, sono chiaramente indirizzate ad eludere le censure della Corte Europea che fecero seguito, alle persecuzioni connesse con la “questione P. 2” negli anni ’90 dello scorso secolo. Il carattere di una indagine politica su eventi politici, che dovrebbe avere un’inchiesta parlamentare non avrebbe potuto essere oggetto di un ricorso a Strasburgo come ultima istanza relativa, invece a provvedimenti restrittivi della libertà di associazione insita in atti e provvedimenti giudiziari nell’ambito delle operazioni di demolizione della Prima Repubblica cui allora si era fatto ricorso, andando incontro, appunto alle censure della Giurisdizione Europea.

Ma proprio questa finalità è la riprova del pregiudizio e del carattere persecutorio della grottesca indagine bindesca.
Andando poi a leggere la prosa, credo ascrivibile alla stessa Presidente, e cercando di individuare le logiche cui la Commissione si è ispirata, non si sa se ci sia da rimanere sbalorditi, indignati o divertiti.
Se, infatti si legge nella relazione che esula dagli intenti dei Commissari ogni valutazione di criminalizzazione in sé della Massoneria, sfugge poi ad ogni proposito di prudenza dei relatori una ben più decisa affermazione del contrario, insita in un curioso modo di argomentare. Infatti è indicato quale motivo di sospetto di illeciti e gravi legami col crimine organizzato, di illiceità intrinseca di tutte le obbedienze massoniche, il fatto che tali sospetti sono suscitati dal fatto in sé della esistenza della Massoneria e dei Massoni.
Rapporti e connessioni tra Mafia e Massoneria sono infatti individuati nel fatto che vi siano tanti Massoni. Ne fa il conto la relazione di quelli risultanti tra gli Amministratori di talune Provincie Siciliane.
Perché tanti Massoni? Evidentemente per delinquere, per offrire concorso esterno alla mafia, per gestire illeciti affari assieme ad essa.
Tale considerazione, applicata alla rilevazione del numero degli Amministratori iscritti, invece che alla Massoneria, al P.D., porterebbe a conclusioni spaventose. Che, invece, sia piuttosto comico un simile modo di sragionare, non esclude che il pregiudizio in esso implicito non sia cosa da accettarsi sorridendo.
Che il vincolo di solidarietà tra i “fratelli” “consenta” il dialogo tra magistrati, poliziotti, amministratori e mafiosi è una solenne sciocchezza, perché il “dialogo” non ha certo bisogno di una comune appartenenza ad una associazione per potersi sviluppare, né ha bisogno di altra condizione che la mancanza di senso del dovere degli uomini dello Stato per potersi realizzare. Per non ripetere che anche l’appartenenza ad uno stesso partito (chi sa quanti mafiosi sono iscritti al P.D.!!) potrebbe considerarsi tale da “consentire” tali dialoghi.

Ma quando, per sostenere la “segretezza” (sospetta e pericolosa) della Massoneria si evoca il fatto che gli elenchi dei “fratelli” sono tenuti male, con generalità incomplete, si comincia a navigare nel grottesco.
Il culmine è però nell’affermazione contenuta nella relazione secondo cui “un senso di riservatezza a dir poco esagerata (!!??!!)…è sugellato…da una sorta (??) di supremazia riconosciuta (??!!) alla legge massonica rispetto a quello dello Stato. Peculiare appare il giuramento del G.O.I. (Grande Oriente d’Italia la più consistente “obbedienza massonica) in cui l’affiliato è tenuto (ma l’estensore non è tenuto, a quanto pare, ad usare grammatica e lingua italiana) ad osservare la Costituzione, quasi si riservi (???) un giudizio di legittimità costituzionale massonica, sulle leggi che, dunque (??) non sono da rispettare sic et simpliciter.”.
Insomma giurare (ma i Massoni del G.O.I. da quasi un ventennio non prestano più un giuramento…!!) di osservare la Costituzione è motivo di sospetti.
Mattarella (parlo di Sergio, ovviamente, non di Bernardo) avendo giurato di osservare e difendere la Costituzione è dunque sospettabile di riservarsi a suo piacimento di osservare o meno il Codice della Strada!!!
Ma qui non è questione di pregiudizio antimassonico. E’ questione del tutto personale di capacità di ragionare. Antimafia demenziale.
La conclusione propositiva di così acuta indagine è perfettamente in linea con le proposizioni tautologiche in cui si affermano i risultati delle “ricerche”.
Occorre, dice la Commissione, una nuova legge, visto che la Anselmi-Spadolini si è dimostrata inconcludente (e non ha portato all’agognato traguardo della soppressione della Massoneria). Una legge “che vieti la segretezza di tutte le associazioni che celino la loro essenza”.

L’”essenza” di una associazione è concetto rimesso alla comprensione di chiunque si ponga il problema (ed il pregiudizio). In altre parole: è vietato alle associazioni segrete di essere segrete.

Ancora: Antimafia demenziale.

Mauro Mellini
27.12.2017


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10 novembre 2017

Dai miei versi: "Papaveri rossi"

Papaveri rossi.

( a mio figlio Christian )

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

papaveri rossi ti vorrei donare,

quei  fiori di campo . . .

spontanei e solitari,  

che hai detto di preferire e

che a primavera

incantano la natura di colori.

 

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

donerei la vita mia

per rivedere ancora,

i tuoi primi passi incerti

e riabbracciarti

come fosse la prima volta.

Osservare lo sguardo tuo infocato

dopo una lunga corsa

per ubbidire al mio richiamo.

 

Ma oggi, non è più quel tempo . . .  figliol caro

e . . . alcun oblio

ha toccato la mente mia

rivedendo ogni giorno

il tuo sguardo assorto . . .

riascoltando . . .

quel delicato saluto mattutino . . .

e, ancora più . . . mi par di sognare

nel sentir la tua voce

mentre . . .  cerco nel nulla la tua presenza.

 

E . . . allora che vorrei tornassi

nella tua paterna casa . . . 

come un tempo . . .

a chiamarmi ancora una volta . . .

a coinvolgermi  nelle tue speranze

o . . . nei tuoi progetti

che nascevano in te all’improvviso.

 

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

vorrei . . . ascoltarti un sol minuto,

o semplicemente . . .

se Dio me lo concedesse . . .

trovarmi nel tuo luogo

si da divenir della tua serenità . . . conoscenza,

quella che la cieca dea non ha favorito.

 

Sai . . .  ormai … manca poco . . .

e . . . l’inverno è già in arrivo …

ed io . . . voglio giungere per tempo

per tornare in quel luogo

ove nasce l’amore che ti ho indicato.

Perciò . . . stammi vicino . . .

se puoi . . .

accontenta un vecchio ormai stanco

che . . .  eppur  . . .  fu gagliardo negli anni andati,

quando  sentiva d’essere il re del mondo.

 

Non ricordi?

Fui io …  a insegnarti i primi giochi;

fui io a stringerti a me

perché il calore mio si mescolasse al tuo,

perché  sentissi i battiti del mio cuore

e comprendessi l’amore …

quello vero . . .

quello che più . . . ci avvicina a Dio.

 

Perciò . . . per tutto il tempo

che a me avrai dedicato …

per essermi rimasto accanto

anche un sol minuto . . .

ti invierò un bacio,

insieme al propizio vento,

perché giunga nel tuo tempo

là . . . dove non ci sono pene e amarezze,

là . . . dove non esiste

né il male né la tristezza;

Là . .  . dove i papaveri rossi

non sono fiori effimeri,

ma perenne bellezza della primavera.

                             .

Salvatore Casales .      .

       


 

 

 

 copyright

 


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2 novembre 2017

Notiziario del giorno dei defunti.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

2 Novembre.

Mi recavo … nel dì dei morti al cimitero;
mi era stata inculcata da giovinetto
quella visita ai parenti più amati,
come memoria per gli affetti ricevuti.

Nel silenzio più assoluto e con deciso passo,
come a simbolizzare quell’atto di rispettosa riverenza …
percorrevo quella via, ormai a me nota,
con l’emozione di chi non avea scordato una magica carezza.

Qualche mausoleo … cappelle gentilizie, all’inizio della via …
Poi … loculi comuni … defunti di un lontano tempo
a confinar quei giovinetti che in armi erano partiti
per l’amor di quella Patria che fu la loro terra.

Gesta di tanti eroi si disegnavano nella mente mia
mentre lacrime e tristezze affioravano negli astanti
verso quei loculi marmorei di famiglia
che in quel dì apparivano essere vestiti a festa.

Tra fiori a destra e lumi a sinistra
raggiungevo quel luogo di riposo degli avi miei e,
adornando anch’io in un mesto silenzio quella dimora,
offrivo loro, il mio tempo e una prece.

Non lontano da quel luogo, ormai familiare,
una presenza di donne, china su stessa, destò la mia attenzione …
Cimentava su quei lembi di terra in rilievo e allineati
l’addobbo con un lumino e tanti fiori bianchi.

Deciso … e con fare cortese, mi diressi destando l’attenzione di una donnina.
Era su negli anni … era vestita a nero e … con un fazzoletto
d’ ugual tonalità a coprire quel suo capo … si girò;
e, con fare sorridente … mi guardò;

Con imbarazzo … tentai non infrangere quell’atto di mistica venerazione.
E … quasi a presagir la mia domanda … con voce ferma lei rispose:
Qua … giacciono i poveri e i bimbi che non videro la luce;
Qua … riposano gli eroi senza nome.

S.Casales




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30 ottobre 2017

IL POTERE AI MAESTRI DI VITA

 

La legge dei maestri

Nella legge dei maestri …
Non c’è grida … non c’è odio … non c’è censura.
Trova bando l’arroganza del potere,
emerge la legge del dovere …

Nella legge dei maestri
non c’è l’ uso del dissenso,
si vuole l’esigenza dell’esempio
racchiuso nella chiave del silenzio.

Nella legge dei maestri …
emerge la rivoluzione della mente
che allontana il conflitto dall’angoscia,
che sfocia nel sereno dov’ è madre la tolleranza.

Nella legge dei maestri? ... … …
C’é un lume sempre vivo
che indica al viandante il fine della … via …
dov’è deposta, dei saggi la pietra, al centro della terra.


Salvatore Casales
?


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26 ottobre 2017

NOTIZIARIO ITALIA: Gli italiani non vogliono lo jus soli.

 

Notiziario di una repubblica dipendente da un' Europa tanto sofferta dagli italiani

Sottoscrivi con Bloglines Presidente Gentiloni:
Perché il Governo di maggioranza PD vuole assolutamente lo Ius Soli? A voi e al santo Padre, non interessano i 7 milioni di poveri italiani? Gli Italiani terremotati? Il Debito Pubblico record? Le aziende che falliscono? I cavalcavia che crollano? L'usura di stato chiamato fisco? I milioni di disoccupati? Le risorse che emergono solo sottraendole ai pensionati?  I giovani italiani che per farsi un futuro devono lasciare l'Italia? L'impunità dei delinquenti che non fanno neanche un minuto di carcere? Gli Italiani sfrattati che dormono in mezzo la strada? Gli italiani disabili senza assistenza? Ospedali e punti di emergenza che chiudono per fare cassa? Gli esami diagnostici preventivi e molto altre prestazioni mediche diventate a pagamento? Gli anziani che devono vivere con 400€ al mese? Al Governo interessa solo lo IUS SOLI. Un affare economico colossale e una fonte di voti che sostituirà gli Italiani pensanti. Noi non ci arrenderemo........protestare è un diritto oppure questo governo ha solo la sigla di democratico?
No... non andrò a darvi alcun consenso alle prossieme elezioni, perché anche la legge elettorale che state attuando é un atto di oltraggio alla democrazia e agli italiani,
Salvatore Casales


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25 ottobre 2017

Dai miei versi : "Con le ali di cera"

 

Con le ali di cera.

Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.

Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.

Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.
Oggi porgo lo sguardo in cielo

e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?

A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...

con le ali di cera.

 

Salvatore Casales