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16 agosto 2017

Dalle mie scritture: " La Patria mia smarrita "




Quando … ero

Quand’ero bambino.
Rimembro la felicità che vivevo,
ricordo …
la città d'una volta,
coi suoi vicoli, il suo odore, la sua storia.
Ricordi ... ricordi ... ricordi.
Quand'ero bambino,
pensavo …
a quanti anni avrei avuto da vivere;
pensavo che potessero essere tanti …
così, l’armonia mi entrava nelle membra.
Pensavo ... pensavo ... pensavo.
Quand'ero bambino,
per le vie del quartiere giocavamo a nascondino.
e , se c'era una festività vicina,
allora … tutto era letizia ...
tutti alzavano la cresta …
tutti sognavamo la fidanzata.
Quand'ero bambino?
Ossì ... ch’eravamo felici e spensierati;
stavamo seduti sulla scala al primo gradino …
e, con sguardi maliosi
e col capo chino,
guardavamo ... guardavamo ... guardavamo;
il passo felino delle fanciulle in fiore,
il cinguettio delle rondini in volo,
le campane che suonavano a festa
e le comari del quartiere
che non sapean tenere
i propri panni nella cesta ...
Oggi ... che sono divenuto adulto,
non penso, non guardo, non sento.
Fiuto solamente il fumo dilagante
della gente che, non lavora,
ma si asciuga la fronte …
si sente avvilita, si affanna per niente.
Mi manca …
il vocio … dei bambini per la via
Oggi … chiusi … in casa ...
presi tutti …
a fare da naviganti …
a giocarsi la fanciullezza.
Mi manca …
la Patria mia oggi corrotta e stanca,
invasa dall'orda e non più sovrana ...
che, statica e indifferente, perde la libertà …
mentre io silente … … …
serbo solo l’illusione della speranza …

Salvatore Casales.


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13 agosto 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO "la Radice di noi stessi"



Plotino

Chi sono io

... Suvvia, entri dentro chi ha cuore e segua le sue orme nei penetrali; non senza però, aver lasciato fuori le visioni dei suoi occhi mortali e guardarsi bene dal volgersi indietro a quei corpi un tempo splendenti

Plotino Enneadi I,6,VIII

1.  La  voce dell’antico e sacro cantore che vide in sé stesso la genesi e il dispiegarsi del cosmo, il suo Ordine e il ritorno di esso nella Sorgente immanifesta della creazione ci giunge attraverso i secoli trasmessa dalla bocca all’orecchio di  noi, iniziati ai misteri della Conoscenza Suprema. Questa voce non rinvia ad un tempo e a uno spazio del passato ma a Colui che è oltre il tempo e lo spazio. Rinvia a Colui che, adesso e ora, è presente a sé stesso, rinvia a Colui che é. Ragion per cui, per quanto antica, questa voce esprime una Eterna Novità immanente la creazione. Sintonizzarsi con la Tradizione iniziatica significa abbeverarsi alla sorgente inesauribile dello Spirito che sempre sgorga. Quell’Acqua di vita è la linfa vitale che dal Padre fluisce nell’Albero Cosmico della manifestazione e poi, al Padre, fà ritorno nel ritmo incessante dell’Amore o Respiro Cosmico.  Il Sé conosce il Sé e si Ama. “Può l’Amore volere o desiderare l’Amore se è esso stesso Amore? (Raphael)”.

2. Generazioni di Veggenti di ogni luogo, di ogni tempo di ogni razza e fede cantano in coro l’unitarietà di tutto ciò che esiste e, nel contempo, cantano le lodi del Padre, dell’Acosmico Signore, le lodi dell’Abisso inperscrutabile della divinità in sé. Le lodi del Silenzio metafisico.

3. Generazioni di veggenti cantano che l’ente uomo è incastonato nel cosmo. Il microcosmo è identico al macrocosmo quel che c’è là c’è anche qui, quel che non c’è qui non lo si trova da nessuna parte. Conoscere sé stessi quindi è conoscere il macrocosmo.  Essendo la Radice di noi stessi … identica a quella del macrocosmo ed essendo Quella Radice immutabile, indivisibile, realizzare  è realizzare la Radice del cosmo.

4. “Certo è inconoscibile la natura di colui al quale appartengono tutte le grandezze …. ma se - nella sua sovrabbondante dolcezza – desidera darne conoscenza affinché lo si conosca, egli può. (Trattato Tripartito)”.

5.  La via iniziatica quindi è via di ritorno alla Sorgente, è via di risalita. Del respiro del Padre che percorre l’Albero della Vita è il flusso ispiratorio, il flusso che dal molteplice va all’Unità Principiale, laddove il flusso espiratorio va dall’Unità Principiale al molteplice. La prima è via di soluzione delle forme e dei nomi, via di astrazione da tutte le sfere di esistenza. La seconda è via di coagulazione dei nomi e delle forme, via di manifestazione dei piani esistenziali.

6. Percorrere la via iniziatica, quindi, significa risalire, in noi stessi, gli strati della manifestazione. Conoscere sé stessi è quindi conoscere la manifestazione nella sua interezza per immergersi nella propria reale natura … che trascende e misteriosamente è immanente la creazione.

7. Il punto di partenza è quindi una domanda : “chi sono io?”.

8. Fermati e raccogli la tua attenzione, fai una pausa in quel che stai facendo e chiediti “chi sono io?” … bada però di non dare una risposta. Attendi la risposta in silenzio … attendi la risposta della parte più nascosta e radicale di te stesso, ricorda:  “fra conoscere intellettualmente un concetto e realizzalo invero nella coscienza c’è un’abisso, un incommensurabile abisso … senza sostegni (Raphael)”.

9. La nostra Reale natura è la Costante che sostiene lo spettacolo sempre cangiante dei mondi. Sullo schermo immutabile della pura Coscienza le ere si susseguono, nel loro incessante fluire e rifluire. Occorre quindi discriminare fra ciò che sempre è, e per ciò stesso è Reale, e ciò che ha un inizio, una durata e una fine e, per ciò stesso, è irreale. Dire che un dato è irreale non significa dire che è un non esistente, come il figlio di una donna sterile o le corna di una lepre, ma solo che è transeunte, è un istante di sogno nell’eternità.

10. Una via iniziatica non è per i più. I più sono assetati di mistero, di poteri materiali o psichici; sono bisognosi di adattabilità con la vita profana, hanno necessità di conforto psicologico e di commiserazione. I più amano perpetuare la propria incompiutezza, amano accentuare i valori mondani o celesti e “suonare le trombe”  nelle piazze. I veri Filosofi dell’Arte non amano le piazze e i circoli salottieri, essi non sono rumorosi perché sono profondamente meditativi, perché non possono disperdere le proprie energie: chi sta tentando di “morire da vivo” non può permettersi distrazioni, commiserazioni e l’ascolto di sciocchezze e bagattelle. Ogni ente deve saper trovare il suo giusto posto, deve saper adempiere il suo dharma  (Raphael Triplice via del Fuoco I,24)

 Doc. ripreso da documenti filosofici


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22 luglio 2017

NOTIZIARIO DI VITA : " CON LE ALI DI CERA "




Con le ali di cera.

Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.

Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.

Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.
Oggi porgo lo sguardo in cielo

e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?

A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...

con le ali di cera.

Salvatore Casales

 


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22 luglio 2017

L' UOMO E LA SUA MORALE

 

                                  

 

- "L'ipocrisia" ... il comportamento che toglie dignità -

 

Quando si vuol parlare degli atti o dei comportamenti che l’uomo, nel suo modo di essere,spesso distorce a suo diretto nocumento o avverso altri, rimaniamo inibiti dal volere aprirci ad un tal dialogo in maniera cosciente ad onore e vanto della verità, per tema di guardarci dentro.

Per timore di penetrare e fare analisi su noi medesimi ,rimaniamo perplessi sull’atto speculativo che esercitiamo a danno della nostra identità o della nostra dignità.

Nel caso specifico, la mia argomentazione é rivolta all’ipocrisia”, tema ed atto emblematico, nello stesso tempo, che ,se volessimo raggiungere la sua radicalità , perverremmo all’antropologia dell’uomo ,come sua manifestazione prima, forse di ingenuità ,di un atteggiamento che l’uomo dovette assumere in un verso anziché in un altro per un tornaconto o per scongiurare un atto palese .

Allora ,se il discorso avviene in un contesto di una scuola o di un seminario,d'un convegno,vien facile produrre lusinghiero interesse nell’uditorio , ritenendo,tale atto, essere motivo di tanta riflessione perché connesso ad altri atti che,necessitano quella rettifica che,di contro, giustifica la connaturazione dell’essere uomini liberi, uomini non sottomessi alle pressioni degli accadimenti del quotidiano;

Convinti che, sovente non paga l’atto d’essere se stessi,ma paga quello dell’equa ricompensa che toglie l’uomo dal carcame della menzogna,lo toglie dal dispregio che calpesta la sua dignità.

Il tema “ ipocrisia” ,dunque, nella sua ovvietà e nel suo più intrinseco significato, allora, va trattato con ampia schiettezza non tanto per raggiungerne il suo originario significato letterale, Simulatio - onis, che rappresenta l’azione antica di un attore che ,fatta propria l’arte teatrale, portava in giro per paesi lontani storie e fiabe inverosimili , attraverso le quali , venivano raccontate gesta d’eroi , fatti di povertà ,di disastri e di calamità da interessare un certo uditorio che a quel tempo non aveva parecchie divagazioni, quanto per definire la simulazione un difetto di cui si è macchiato l’uomo.

Erano altri tempi , si, in cui egli, nella sua in genuinità ,veniva attratto dai tanti fatti che arricchivano la sua immaginazione, fatti che lo portavano lontano nel tempo ed a capire meglio ciò che conduceva al vizio o alla virtù e , probabilmente, attinse da questi attori l’arte d’apprendere e d’insegnare ai propri figli, il bene ed il male, l’arte di mostrare riservatezza ,la coinvolgenza o la non appartenenza a fatti che gli avrebbero potuto portar nocumento e tradusse tutto ciò in un modus vivendi,comportamentale che, successivamente, si tramutò in cultura.

La simulazio oggi, come ieri, è un mostrare agli altri o, per dir di più,*l’atto mediante il quale, l’uomo patteggia con se stesso un atto della sua volontà, di compierlo o non compierlo,secondo le sue intenzioni,ma di certo per apparire diverso e trasmettere agli altri il tutto ed il contrario di tutto alla sua connaturata identità , o di mostrare ciò che in realtà non possiede.*

Ma l’ipocrisia come atto nella sua estensione ormai dilagante non può’ essere ammessa come un innocente errore avverso il quale troppo spesso l’uomo ricorre;

E’ un comportamento negativo al quale bisogna riflettere e correggere questa mal celata ed incontrollata azione la cui prosecuzio, nel tempo, inficia l’essere dell’uomo inserito nell’amalgama di una società che vuole uomini liberi ed onesti.

Che dire allorché l’uomo commette l’errore più grande di tradire un’amicizia? Una fratellanza ? la propria consorte , i propri figli, il rapporto interpersonale con la società ?

Che dire dei tanti che si appropriano del titolo di “Uomini “ che si trincerano in quest’atto (l’ipocrisia) , della degenerescenza e della falsità quando si collocano in una realtà di pausa , di cautela o della malafede?

Che dire infine dell’atto di non volersi manifestare, cultura ultima invalsa nell’uomo d’oggi,che mette in evidenza solo l’atto vile di un animo incapace d’esprimere la propria opinione o il proprio libero pensiero?

Oggi l’uomo crede,con l’atto dell’ipocrita, di trarre in inganno il suo consimile,simula il suo apparire, si esalta introducendo tortuosi discorsi,si inscrive in un determinato nucleo che,il più delle volte lo rende asservito agli errori ed incongruenze degli altri; Non si accorge di scalfire,pesantemente la sua pur mediocre personalità.

Costui, è da ritenere un pover’uomo ,inconsapevole che, aldilà dell’azione,della ipocrisia , deve emergere il suo modo d’essere “Uomo vero” ,che deve costruire il suo tempio interiore,non aggrappandosi al non essere, in tal maniera,appalesandosi, avrà ,solamente,ingenerato violenza a se stesso .

Il contatto che vorrà allacciare con altri non sarà mai vicino, come egli crede,ma lontano parecchie miglia.-

Aaronn


é

           Salvatore Casales

 


 


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5 luglio 2017

l'Italia va rifatta compresa la casta, senza una via maestra.



Cari lettori d'ogni censo e casta .
E si ... purtroppo va rifatta questa piccola "Italietta" dei grandi sogni ,delle delusioni e delle lotterie, dei nostri beniamini del calcio.
Si, dico lotterie ,un tempo era bastevole che la famiglia sognasse per il pater-familias un decoroso lavoro per guardare al futuro con tanta dignità e raccontare ai figli, che venivano avanti, che bisognava seguire il proprio genitore che,  in quei tempi, rappresentava il signore unicus ,esempio di moralità ,di dovere e di equilibrio.

Oggi,invece,non solo in italia,ma nel mondo intero, il riferimento all'odierna famiglia non è più l'uomo,ma il danaro ,quel vil danaro che  fa sognare ,che induce l'uomo,ad averlo ad ogni costo fino al delinquere.
" Basti pensare alla speranza ormai incultata all'orda degli immigrati che in Italia approda, per una vita migliore e comprendere come l'uomo detentore di una stramballata moralità, specula su dei poveri cristi."

E' il danaro che dà carattere all'uomo,sia egli un ignorante, un povero, un  ricco.

Parlo dell'uomo d'ogni ceto e casta e, credo di non raccontar frottoline,basta ascoltar la T.V. o leggere qualche quotidiano che,  se capitasse di incontrare un bimbo e poi chiedergli cosa farai da grande,anzi da piccolo ,rischi che egli risponda di sperare in una vincita miliardaria,in una lotteria ,di quelle che  il nostro Stato Italiano ha evacuato per  portare a cassa il vil danaro.
E allora ? ... Mi risponde il piccolino,se lo fa lo Stato perchè non io?
E il discorso puo' entrare nel dettame più specifico, elencando tutte quelle categorie professionali che non pagano le tasse  o ,se le pagano  sono nientemeno, il più delle volte la metà di quelle di un dipendente pubblico.(commercianti, imprenditori, politici, professionisti.)

Oh no ,stavo per definirlo"povero",ma avendo imparato dallo Stato e da una società  che  vive in odor di ninnoli aurei ,anch'egli esercita ,a sbafo di chi non puo' ,il suo dopo-lavorino,magari non pagangogli le tasse.

Allora io mi chiedo ,in questo breve escursus parolaio,chi sono i ladri? chi gli estortori ? chi i profittatori?

Quelli che materialmente delinquono ? ... Chi ?

OH.... ce ne sono ben'altri ? E tanti da riempire lo stivale ?

Avete capito ...  perchè l'Italia va rifatta ?

Come va rivista la nuova cultura dell'uomo che naviga in questa terra?

Come dovrà essere rieducato  il bambino appena nato?Si proprio quel piccino oggi vittima dei grandi,dei sogni travulsi  dell'uomo che ,dimentico dei valori nominali vende l'anima per un tarì.

Grillo continua a strillare ? E' per forza di cose che deve esercitare la sua potente  vocalita' per entrare  nella caverna  del sordo e delle case.

Domani ne verrà un'altro, per entrare nella caverna di Polifemo e a buon ragione , a ravvederci,a non pensare piu' ai sogni, all'isola dei famosi ,magari quella puo' sembrare una delle piu' sane mete d'avventure , che la televisione mette in atto ,per reinserire nell'anfiteatro gli schiavi, quei poveri sfortunati,si fa per dire, e così ritornare ad una diversa allocazione ,magari a fare i gladiatori della Popp-art.

Pertanto,dovrebbe venire anche qualcun'altro che ,senza strilla in quanto le hanno già fatte, ci dilati gli occhi , per vedere meglio ,"come accennava nonna lupo a cappuccetto rosso", osservare  la meta più lontana ma a ritroso,nel tempo,quando l'uomo sognava ad occhi aperti perchè non era la paura che lo affliggeva ,ma il divenir incerto.

L'epoca dei Giganti, non ha mai cessato di esistere , sarebbe bene debellarla ,come fanno i " Grillo  o quant'altri  che ben vengano a spronarci, a non più guardar alla società italiana  con  occhio "Polifemide" così come fanno oggi i ciclopidi giganti della politica  -  del potere  che prende gli spazi propri  del concomitante  disconoscendo  i valori puri  e veri  di un tempo .

Tempo fà ,una giovinetta ,ventenne su questo blog, scrisse parole stupende ,che io haime'... ho stampato nella mente  e mostrate alla mia famiglia;  Ragazza,indubbiamente  di rara moralità e conoscenza ,già a disagio con la odierna epoca giovanile  che,per giocare abbisogna di mezzi costosi ,il telefonino , lo smart-fon e quant'altro per l' esternazione di uno status crescente alla ricerca d'un uomo che vuole divenire  un super-uomo,ma che non conosce la vera via maestra da seguire.-

Aaronn
  


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27 giugno 2017

Notiziario del compasso: Un idealismo diverso e fuorviante nella massoneria deviata.

 

[Esclusiva] "Io ministro? No grazie, a Renzi e Grillo preferisco il mio lavoro. Sto indagando sulla massoneria. Temo solo le termiti"

Intervista al procuratore Gratteri: "In un anno ho arrestato oltre 950 indagati per associazione mafiosa"

Il procuratore Gratteri seduto davanti alla scrivania del suo studio

Entrato prepotentemente nel gossip romano, come il ministro della giustizia candidato e bocciato nel volgere di ore per i veti una volta degli uomini delle istituzioni e un'altra per i Niet di ambienti politici, Nicola Gratteri in questa intervista esclusiva a tiscali.it svela i suoi prossimi impegni.
A chi prima lo voleva nella squadra di Renzi, poi in quella di Grillo (che oggi sponsorizza il Pm palermitano Nino Di Matteo), il Procuratore di Catanzaro risponde: «Sono felice di essere a Catanzaro. In un anno ho trasformato l'Ufficio e adesso vi assicuro che nulla rimarrà come prima».

Insomma, procuratore è iniziato il conto alla rovescia?
«Sono abituato a parlare sempre dopo. Abbiamo bisogno ancora un po' di tempo per dare risposte che la gente sta cercando di avere da tempo».

Nel suo ufficio “smontato” per via delle termiti che hanno divorato librerie e poltrone, con i libri e fascicoli raccolti sul pavimento, Nicola Gratteri delinea la offensiva del suo Ufficio nella lotta alla Ndrangheta e ai suoi complici. Non ama fare sociologia o analisi, preferisce far parlare i fatti. E allora Procuratore iniziamo dal bilancio di un anno di lavoro. Soddisfatto?
«In un anno abbiamo arrestato 950 indagati per associazione mafiosa e per traffico di droga. E abbiamo cominciato con le prime tre incursioni nella pubblica amministrazione, cosa che non era mai accaduto prima. Primi arresti di una trentina di funzionari pubblici anche ex assessori per reati che vanno dal peculato alla corruzione, in alcuni casi con l'aggravante di aver favorito la Ndrangheta. E abbiamo cominciato a esplorare mondi che erano ritenuti impenetrabili».

Si riferisce agli intrecci tra massoneria, Ndrangheta società civile?
«Mi faccia prima dire un paio di cose. Intanto che le generalizzazioni sono una pessima strada da seguire perché creano sconforto tra la gente, creano il pessimismo e un senso di sconfitta permanente. E questo proprio oggi che un certo risveglio si avverte. Anzi, per la prima volta la gente comincia a prendere coscienza e a credere finalmente nella possibilità di una primavera calabrese».

Una società civile attiva non l'ho mai incontrata nei miei trenta e passa anni di frequentazioni calabresi.
«Le rispondo dalla fine ma poi mi faccia dire quello che mi sta a cuore. È vero che i calabresi non hanno mai reagito per esempio come è successo in Sicilia dopo il martirio di Falcone e Borsellino. Ma c'è un perché e probabilmente la risposta va ricercata nel fatto che noi non siamo stati credibili. Noi, ovviamente non tutti noi magistrati come del resto non tutti i colleghi palermitani erano Falcone e Borsellino. E, dunque, abbiamo iniziato a invertire la rotta, a essere più credibili. Se sono invitato a un convegno non necessariamente vi partecipo se vedo che tra gli invitati c'è qualcuno anche famoso, anche con la patente di antimafiosità che non mi convince».

Dunque, lei sta cercando verifiche dell'esistenza di rapporti tra Ndrangheta, politica, pubblica amministrazione e massoneria?
«Stiamo parlando della massoneria deviata, cioè di quelle logge massoniche non riconosciute da Palazzo Giustiniani dove convivono quadri della pubblica amministrazione, professionisti, e gli esponenti della Santa, quel grado di affiliazione alla Ndrangheta che autorizza i suoi vertici anche a una doppia affiliazione, alla massoneria appunto. Ecco tracce di queste presenze ci sono. È vero che in quarant'anni o poco meno non è stato celebrato un processo con sentenza foss'anche solo di primo grado che certificasse questi rapporti. Dei fascicoli sono stati aperti in passato. Le rispondo ricordando che le indagini vanno fatte in silenzio».

Un anno di Catanzaro. Ricorda che a Reggio Calabria negli anni Qottanta e Novanta furono cercati i referenti politici della Ndrangheta e l'unico che finì nella rete fu Giacomo Mancini? Una giustizia perlomeno molto strabica. E a Catanzaro sono tutti al di sopra di ogni sospetto?
«Oggi vedo la Ndrangheta dominante sulla politica. Quando i politici si mettono in fila per andare dal mafioso che sanno che detiene un pacchetto di voti, vuole dire che riconoscono alla Ndrangheta un ruolo preminente. Riconoscono che la Ndrangheta e più forte, è un modello vincente nella comunità».

Lo Stato di salute della Ndrangheta?
«Più forte di prima. Ha saputo trasformarsi. Non spara più, discute alla pari con la politica, anzi sono i politici, ripeto, che vanno a trovare i mafiosi. Non sparano ma nello stesso tempo il loro potere di intimidazione e intatto».

Che reazione ha avuto quando ha visto in televisione le immagini del baciamano al boss Giorgi, arrestato dopo una latitanza trentennale?
«È un segno di sottomissione, di riconoscimento di un'autorevolezza carismatica di un boss. La Ndrangheta è insieme arcaicità e modernità. L'arcaicità è un collante. Dico sempre che se dovessi puntare su chi scomparirà per prima, tra la camorra, la Ndrangheta e cosa nostra, punterei tutto sulla camorra, che pure è stata la prima organizzazione criminale a insediarsi».

E perché la camorra?
«Perché sempre di più non osserva l'ortodossia delle regole, è sempre più facilona, più criminalità organizzata che mafia. Sta diventando sempre di più una forma di gangsterismo urbano. La Ndrangheta invece è ossessionata dal rispetto delle regole, che rappresenta una calamita che attrae, affascina le nuove generazioni che hanno bisogno di riconoscersi in codici e regole. Ma nello stesso tempo la Ndrangheta è moderna. È una holdign che fa affari in piena autonomia. Ogni ndrina, ogni locale ha piena autonomia nella impresa economica. Non ha bisogno di essere autorizzata».

Catanzaro capoluogo di Regione, sede della Giunta regionale. Tutti virtuosi?
«Vedo una autoreferenzialità dei gruppi dirigenti, delle famiglie che gestiscono il potere. Vedo ambigui rapporti amicali tra più figure istituzionali diverse. Frequentazioni che non dovrebbero essere coltivate nel rispetto delle diverse competenze istituzionali».

Lei ha sempre goduto di una popolarità non solo mediatica ma anche tra la sua gente, tra i calabresi. Anche ora che il tasso di popolarità della magistratura è al lumicino.
«Stiamo lavorando per recuperare il consenso popolare. La gente deve credere in noi e quindi noi dobbiamo essere coerenti tra quello che diciamo è quello che facciamo concretamente. Dobbiamo essere seri e rigorosi con noi stessi. La gente deve tornare a fidarsi di noi. Deve venire da noi a denunciare. Il calabrese è sempre stato usato dal potere e oggi è sfiduciato, un po' paranoico e diffidente. Tocca a noi uomini delle istituzioni riuscire a convincere il popolo ad aver fiducia nella giustizia. La Calabria vi sorprenderà molto presto».


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25 giugno 2017

Non pensavo che la libertà di pensiero e di comunicazione un giorno in Italia sarebbe stata inibita.

Ai miei cari lettori d'ogni censo e casta comunico che i miei scritti possono essere anche letti e commentati su:


http://haronn.blogspot.it/


Salvatore Casales


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18 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " L'onore dei massoni del G.O.I ”

 

Massoneria: Goi ad Antimafia, revochi sequestro/Ansa

Inviata istanza revisione, Bisi “hanno 10 giorni di tempo”

Il Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani con riferimento al provvedimento di perquisizione e sequestro emesso in data 1° marzo 2017 dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere, a firma della Presidente On.le Rosy Bindi ed eseguito lo stesso giorno dal Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza, in danno del Grande Oriente d’Italia, rende noto che è stata inviata oggi tramite posta certificata un’istanza di revisione in autotutela finalizzata alla richiesta di annullamento e/o di revoca del provvedimento medesimo.

Con tale richiesta il Grande Oriente d’Italia ha assegnato alla Commissione un termine perentorio di 10 giorni, spirato il quale si è riservato il  diritto di  adire l'Autorità giudiziaria, in tutte   le competenti sedi,  al fine di ottenere, anche nei confronti  dei singoli parlamentari membri della Commissione, il ripristino della propria onorabilità e reputazione e di quelle dei  soggetti aderenti, nonché il  risarcimento dei danni patrimoniali  e non patrimoniali subiti a causa dell'illiceità del decreto 1° marzo 2017.

L' istanza si fonda anche sui principi consolidati nelle due sentenze che gli estensori ed i firmatari del  provvedimento necessariamente conoscono senza averle volute osservare, una delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione (4/1983) l’altra della Corte Costituzionale 379/1996): principi, a parere del GOI, traditi nella formulazione del provvedimento anche alla luce del presidio Costituzionale costituito dalle norme poste a tutela della libertà di associazione (art.  18) del diritto inviolabile di difesa (art. 24 Cost.), e del principio del contraddittorio (art. 111 Cost.) .

E’ stato contestato alla Commissione che le operazioni affidate allo SCICO risultano illecite in quanto anche esorbitanti rispetto ai poteri stessi, come configurati della legge istitutiva della Commissione con ogni conseguenza anche a carico dei singoli commissari e di chiunque abbia concorso ad adottare il provvedimento.

A seguito delle valutazioni da parte dei giuristi del Grande Oriente d'Italia, è stato costituito un Collegio “aperto” alle proposte sia del mondo del libero pensiero sia di coloro che hanno avvertito l’iniziativa della Commissione (interpretabile anche alla luce delle dichiarazioni ai media da parte dei singoli commissari), come preludio di una deriva populista ed autoritaria ora scaturita anche dalle proposte di legge contro la massoneria annunciate dal deputato Pd Davide Mattiello e dall’On. Claudio Fava, entrambi componenti della stessa Commissione Antimafia,  su un modello sul quale già il fascismo si era cimentato con la “nota e sciagurata” Legge “Sulla regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dello Stato”, promulgata il 26 novembre 1925, alla vigilia delle leggi speciali di abolizione dello Stato liberale e di instaurazione della dittatura . Il Grande Oriente d’Italia intende agire inflessibilmente, nel solco dei duecento anni della propria storia e del rispetto e difesa dei principi costituzionali e delle leggi che ad essa si conformano, con la certezza della integrità e rispettabilità dell’Ordine ed  anche delle azioni che le figure apicali degli organi amministrativi, abbiano intrapreso o intendono intraprendere.

Fonte: http://www.grandeoriente.it/massoneria-goi-ad-antimafia-revochi-sequestroansa/



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12 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: Aiello Calabro.Il Gran Maestro Bisi : ""Sono venuto in Calabria per confortare i miei fratelli Calabresi e difenderli dall'Inquisizione del Terzo Millennio".





L'ORGOGLIO DELLA MASSONERIA CALABRESE  DEL G.O.I. SI RAFFORZA SEMPRE DI PIÙ AD AIELLO CALABRO. 

ll Teatro Comunale di Aiello Calabro ieri non è riuscito a contenere la folla dei massoni calabresi del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani,feriti nell'orgoglio dell'appartenenza dopo il sequestro degli elenchi disposto dalla Commissione Parlamentare Antimafia nei giorni scorsi.A sostegno di un provvedimento giudiziario ritenuto da tutti "esagerato" nei confronti di una delle Istituzioni più importanti e prestigiose a livello mondiale,anche tanti rappresentanti della società civile.L'iniziativa a tema,moderata dal giornalista di Radio Radicale MICHELE LEMBO,e' stata introdotta dal Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria,GIUSEPPE MESSINA,il quale ha ribadito nel suo intervento,tra l'altro,che "possiamo andare avanti con entusiasmo e fiducia,senza farci turbare da sciagurate iniziative basate sul nulla".Piena e convinta solidarietà al G.O.I., ma in generale al diritto di associazionismo e di libero pensiero da parte di tutti i rappresentanti del mondo politico presenti,come l'On. DANIELE CAPEZZONE,Deputato al Parlamento di "Direzione Italia",l'On. FERDINANDO AIELLO,Parlamentare del PD e membro della commissione difesa,l'ex Senatore di Forza Italia, GIANCARLO PITTELLI,l'On. GIUSEPPE GRAZIANO,Segretario Questore del Consiglio Regionale Calabrese ed il Presidente della Provincia di Cosenza,FRANCESCO IACUCCI.Anche il mondo accademico dell'Universita' degli Studi della Calabria,rappresentato dal Prof. GIANCARLO COSTABILE,Docente di Storia dell'Educazione alla Democrazia ha ribadito che la "massoneria e' la pedagogia del terzo millennio" e che "bisogna avere paura dei roghi dell'ipocrisia".Presenti in sala,tra gli altri,i vertici del G.O.I., rappresentati dai due Gran Maestri Onorari,GIUSEPPE LOMBARDO ed ANTONIO GIANCARLO PERFETTI,insieme al grande regista di questo evento pubblico,il Primo Gran Sorvegliante TONINO SEMINARIO.In prima fila anche il Giudice ROMANO DE GRAZIA,Presidente Onorario Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione ed il Sovrano del Rito Scozzese Antico ed Accettato,LEO TARONI.Standing ovation finale per le conclusioni del Gran Maestro STEFANO BISI,che ha toccato il cuore e le corde dei sentimenti,con la sua abile oratoria diretta e passionale,di tutti i massoni ed i profani presenti nel Teatro Comunale di Aiello Calabro."Essere liberi muratori e' un privilegio nel terzo millennio,noi difendiamo il diritto di ogni cittadino ad associarsi e ci difenderemo in tutte le sedi legali da un atto illegale.Ed ancora "noi onoriamo la Repubblica Italiana con la nostra ritualità,puntando sulla solidarietà e sulla cultura,se è vero com'è vero che abbiamo organizzato trenta iniziative pubbliche in tutt'Italia per celebrare i 70 anni della nostra amata Patria".
"Sono venuto in Calabria per confortare i miei fratelli Calabresi e difenderli dall'Inquisizione del Terzo Millennio".Alla fine tutti in piedi,ad omaggiare con un lungo e caloroso applauso di oltre cinque minuti, il Gran Maestro STEFANO BISI,sempre di più legato ad una Regione che riesce a trasmettere allo stesso forti emozioni.                        


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12 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: "AIELLO CALABRO TEATRO DI CULTURA E DI COMUNICAZIONE "

 

“Massoneria 3.0 comunicare per informare”: ad Aiello Calabro il convegno

L'immagine può contenere: una o più persone e scarpe

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sul palco e spazio al chiuso









Un teatro colmo per dire “no” all’iniziativa della Commissione parlamentare antimafia che nei giorni scorsi ha sequestrato gli elenchi degli iscritti alle logge massoniche. Presente anche il Gran Maestro Stefano Bisi

di Alessio Bompasso

Un incontro al Teatro Comunale di Aiello Calabro per sottolineare con forza il proprio "no" all'iniziativa della Commissione parlamentare antimafia, che nei giorni scorsi ha sequestrato gli elenchi degli iscritti alla "Libera Muratoria" del Grande Oriente d'Italia di Calabria e Sicilia. Questo lo spirito del convegno “Massoneria 3.0 comunicare per informare” in corso nella cittadina cosentina che si propone di affrontare i temi alla ribalta nelle cronache locali e nazionali con l’intento di fornire elementi di corretta informazione su una istituzione diffusa in tutto il mondo e che quest’anno celebra trecento anni di vita moderna. 

«Quando abbiamo organizzato questo convegno - ha esordito aprendo i lavori Giuseppe Messina, presidente del collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria - non immaginavamo quanto accaduto negli ultimi giorni. Ci siamo opposti e ci opporremo in tutte le sedi - ha ribadito Messina - ma vedendo questo teatro stracolmo voglio rivolgere anche un "grazie" a Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ci ha fatto un clamoroso assist per stringerci assieme ancora di più, ribadire la nostra fratellanza e coinvolgere anche tanti "profani" che - ha continuato - seppur non iscritti si sentono lesi quanto noi, depredati di un diritto sancito dalla nostra Costituzione: il diritto di associarsi liberamente».

Al convegno è intervenuto anche il deputato Daniele Capezzone: «Qualcuno mi chiede perché io abbia detto la mia sulla decisione della Commissione parlamentare antimafia, di cui non condivido i modi e i tempi. Ma perché nessun altro deputato non lo ha fatto? Non sono un massone ma mi chiedo se questo venisse applicato ai partiti? A tutte le associazioni di ogni ordine e grado? Ecco cosa mi spaventa. Ecco perché sono qui oggi ad unirvi al vostro dissenso».

A fare gli onori di casa il presidente della Provincia di Cosenza, Francesco Antonio Iacucci: «La Calabria ha dato tanto alla Massoneria e la Massoneria ha dato tanto alla Calabria - ha detto. Non sono un massone ma è impossibile non dare atto alla vostra Istituzione - ha spiegato Iacucci rivolgendosi al Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi - di quanto è stato fatto nella nostra regione e in provincia di Cosenza in maniera particolare».


Più di 500 le persone che hanno raggiunto il teatro della cittadina, occasione inedita anche per conoscere meglio un fenomeno di grande attualità in queste settimane.  A chiudere i lavori il Gran Maestro, Stefano Bisi.

«Sono ancora più orgoglioso di rappresentare oggi il Grande Oriente d'Italia - ha spiegato Stefano Bisi chiudendo i lavori del convegno "Massoneria 3.0 comunicare per informare" - e, dal vostro abbraccio così numeroso, sento che anche voi lo avvertite. Qualcuno pensava che la "caccia alle streghe" ci avrebbe disunito - ha rimarcato Bisi - che venga qui a vedere in quanti siamo e quanto ci sentiamo fieri di appartenere alla massoneria. Oggi siamo più forti, la massoneria calabrese è più forte e ringrazio il presidente della Provincia, nonché sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci per averci dato la possibilità di dimostrarlo in questo piccolo gioiello di Calabria.

La Commissione parlamentare antimafia prima o poi dovrà rendersi conto che la Massoneria non ha nulla da nascondere - ha continuato Bisi - che nessuno di noi vuole nascondersi. Oggi siamo qui per spiegarci, per farci conoscere - ha spiegato - come facciamo in tutta Italia e non solo, da anni. Se tra noi c'è stato o c'è qualcuno che ha sbagliato ne risponderà personalmente e verrà allontanato dal Grande Oriente d'Italia come già altri sono stati allontanati. Non può l'Istituzione farsi carico degli sbagli personali. È come se la Chiesa rispondesse direttamente per qualche suo prete pedofilo o la magistratura rispondesse direttamente per qualche suo magistrato indagato. O un partito rispondesse direttamente per qualche suo iscritto indagato e/o condannato. Hanno voluto i nostri elenchi? Ci hanno privato di un diritto? Difenderemo la nostra Istituzione con forza e vigore. Qualcuno ha detto che bisogna riaprire i faldoni dell'inchiesta "Cordova"? Beh - ha chiosato il Gran Maestro del Goi - se vogliono ripartire da un'indagine che non porto' a nulla, che lo facciano pure. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: stare vicino a chi ha più bisogno, come abbiamo fatto nelle settimane scorse con le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto».

Fonte:http://lacnews24.it/25057/attualit/massoneria-comunicare-informare-aiello-calabro-convegno.html#.WMT8oRxpGYY.whatsapp

 


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9 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " LE TAVOLE DEL MAESTRO " di SALVATORE CASALES



Premessa

a

“Le Tavole del Maestro”

 

Quanto segue é una cospicua serie di tavole. Argomenti d’istruzione che durante gli anni di presenza nell’Istituzione Libero Muratoria sono state declamate nelle varie tornate e festività massoniche. E’ il primo libro che l’autore si è accinto a scrivere al fine di documentare … com’è d’uso nella massoneria … tanti rispettabili fratelli sugli scopi e sui motivi, che spingono l’uomo del terzo millennio, a omologarsi a una società che, trova facile a rinunciare alle regole di convivenza sociale per soccombere alla legge del deserto.

 

Non è stato un lavoro improbo, quello di scrivere un libro di tavole massoniche.

La raccolta inizia negli anni della mia giovinezza, quando all’ora apprendista, dopo il sentire dei Maestri, emerse in me, da una palese prospettiva nel pensiero, l’interesse per la “Conoscenza”, come percorso verso l’incerta via del perfezionamento interiore e dalla quale può venire fuori la verità.

 

Scritto in varie tappe, è stato utilizzato quel metodo capace di nettare l’oggetto - il simbolo - dello studio - e penetrare in esso nel significato più profondo. Ovvero, iniziando l’indagine esoterica “dall’abito esteriore”, fino a raggiungere il nucleo centrale dell'idea, che è la sua anima.

Durante questo mio peregrinare non ho guardato solo ai simboli materiali, viepiù a quel soggetto più raffinato della ricerca, a quello straordinario simbolo vivente, che è l'essere umano.

Gli argomenti, sono un crescendo d’esperienze del mio percorso formativo massonico e iniziatico. Sono argomenti trattati nelle tornate dalle quali, è nata una simbiosi emergente dal confronto tra fratelli che, partecipi, in un ambiente rituale, con i loro interventi di levatura, negli anni, hanno influito positivamente sulla mia crescita.

Sono stati loro a ispirare il mio interesse verso la cultura filosofica e massonica esoterica e voluto, in più periodi, che io svolgessi la funzione istitutiva e dottrinaria, dell’oratore e di M.V. di loggia.

I temi trattati portano pochi cenni sulla storia della Massoneria perché tale, spesso, da tanti scrittori ideata con verità relative o, pur se affascinanti, da motivate investigazioni.

 

La Libera muratoria è stata quella che è stata; i massoni hanno fatto propri i valori più alti e nobili dei grandi iniziati del passato, sublimandoli in quella che orgogliosamente è definita filosofia massonica.

Oggi, il suo processo di codificazione, nell’ambiente generale, ha avuto una graduale lievitazione, seppure la mia concezione mantenga, integro l’idealismo del concetto primigenio, nel senso che ha ritenuto non interrotta l’azione operativa, verso la quale i massoni ancora oggi sono diretti, sia sul piano esoterico sia in quello iniziatico.

 

Le tavole entrano nel merito di concetti assunti nelle varie ricerche su Pitagora, Platone, Aristotele, che, insieme a tanti altri filosofi contemporanei, come Lessing, Heghel, R. Guenon, J.Evola e Pareison, ho trovati tra i più rappresentativi interpreti di una dottrina che la massoneria ha fatto propri.

 

Tanti sono, anche gli scritti d’istruzione, di ricerca filologica e filosofica, dalla quale emerge il principio della libertà di coscienza e della tolleranza, della fraternità; della morale e dell’etica massonica, oltre Il carattere fondamentale delle Costituzioni massoniche del Rev. Anderson (1717) che rende possibile anche ai non cristiani di appartenere all'Ordine della muratoria universale.

 

Per ciò, le stesse, non sono il dettato di letture a uso esclusivo del libero muratore perché lette e commentate in un ambiente riservato massonico, che può possedere una conoscenza generale della Tradizione esoterica, ma anche all’occasionale lettore profano - inteso nel linguaggio massonico - perché egli, qualora lo desideri, attraverso la lettura delle stesse, si possa cimentare in una ricerca profonda e pervenire alla conoscenza dell’autentico progetto massonico.

Progetto muratorio, troppo spesso infangato e sottovalutato da tanti detrattori, ignoranti sulla natura della massoneria e sulle sue finalità.

Disegno, oso dire, con il precipuo fine connesso al suo idealismo di penetrare nei meandri di un lontano passato che ha espresso tanta cultura che va dal medioevo fino ai nostri giorni.

 

Modello costruttivo ardimentoso, che ebbe sviluppo in Italia  per opera dei “Magistri Comacini” (VII-VIII secolo); Compagnie di Maestri d’importanza e fama  i quali, addestrando al lavoro manuale gli antichi tagliatori di pietre e scegliendo uomini con peculiari caratteristiche, formarono gli operai del muro, del legno e del ferro; e, in seguito, i mastri e i capi mastro.

Questi maestri provenienti dalle valli comasche, a squadre emigrarono dando sviluppo all’architettura lombarda divenendo i successivi custodi, gelosi delle tecniche di costruzione.

 

Di costoro fu l’opera delle grandi costruzioni di cattedrali, di conventi e d’istituti, i quali intesero l’arte muratoria non solo a quella costruzione fatta di operosità manuale e d’ingegno architettonico, ma a quella ideale che li avrebbe elevati spiritualmente verso la suprema conoscenza, per trasferirci la magnificenza della loro “Grande Opera”.

 

La «Grande Opera» del perfezionamento che va attuato operando sopra l'individuo singolo, squadrando, levigando e rettificandolo sino a trasformarlo nella «pietra cubica della Maestria», ossia, attraverso l’Arte di edificazione spirituale.

La perfetta analogia ermetica che almeno dal 1600 compare anche innestata a quella puramente muratoria e insegna che «la Grande Opera» si attua operando sopra la «materia prima», l’Uomo e lo trasforma in «pietra filosofale aurea» seguendo le norme dell'«Arte Regia ermetica».

 

Le pagine che seguono, contengono anche considerazioni personali, non ingenerate dalla fantasia, ma dottrinarie alle quali molti massoni, spesso, si sono riferiti e si riferiscono per gli aspetti di autenticità, derivati da una ricerca, che è stata rigorosa e metodologica su documenti antichi di carattere esoterico e filosofico e dai contenuti che vanno dal pitagorismo, alla storia hiramitica per giungere all’ermetismo e all’alchimia che hanno caratterizzato la cultura dell’ordine massonico, nonostante i contrasti politici e religiosi e le repressioni che la muratoria ha dovuto subire da quando si manifestò, all’inizio del settecento in Inghilterra, grazie anche al rapido crescere dell’Impero Britannico, diffondendosi rapidamente prima in Europa e poi in altri continenti.

 

Le tavole del maestro, tracciano l’evoluzione dell’uomo e l’indagine su di lui, dal punto di vista filosofico e come progetto inserito nell’ambiente massonico che, nel tempo, pur nei vari mutamenti opportunistici succedutisi, ha mantenuto l’antropologia, ne ha conservata la sua concezione al fine di un proseguimento delle finalità morali, etiche e di tradizioni … inserite in un sistema antropologico sui fini da perseguire.      

        

In più di uno scritto, sulla filosofia dell’iniziazione muratoria, emerge il concetto che distingue la cultura profana dalla conoscenza iniziatica, l’inequivocabile posizione, molto diffusa nel nostro ambiente massonico, in cui s’intende considerare, come la cultura profana e/o elitaria  non abbia una qualsiasi attinenza o importanza in confronto alla conoscenza iniziatica, (Guenon). Il massone dalla sua cultura elitaria o profana non può, né deve trarre alcun profitto.

 

La massoneria, non richiede soggetti eruditi che scambino tale loro condizione come diretta acquisizione per sentirsi degli iniziati. Sicuramente l’essere dei dotti può essere d’appoggio a meglio comprendere la dottrina, ma abbiamo necessità di uomini che siano espressione di umiltà, di solidarietà e di libertà.

Nella muratoria all’atto dell’inizio del processo iniziatico, muore un profano e nasce un iniziato per divenire massone. “Non sarebbe libera muratoria se i massoni, nelle logge, portassero gli stessi metalli che, nel principio della loro iniziazione, hanno scelto di tenere fuori dal tempio”.

Le tavole sulla morale massonica, sono state la prima ispirazione culturale, filosofica ed esoterica, sul metodo di penetrare i misteri della perfezione iniziatica, con la consapevolezza che, ogni iniziato, al fine della sua rettifica interiore, debba, primariamente, intendere l’arte della fratellanza della libertà e dell’uguaglianza.

 

Ogni iniziato, deve guardare al proprio se e penetrare nei misteri dell’iniziazione stessa al fine precipuo di motivare e concretare la sua permanenza nella libera muratoria. Viepiù per scrollarsi dalla profanità che l’ha pervaso nel mondo profano, per meglio comprendere l’iniziazione muratoria nei suoi aspetti virtuali prima e reali in seguito, per versarsi alla realizzazione di quel progetto muratorio che è l’uomo; sul precipuo perfezionamento interiore quale é l’indirizzo verso il quale sarà diretto il suo divenire.

 

Tanto é detto in questi scritti, che non hanno l’ardire di sostituire alcun testo di filosofia, della massoneria in generale.

Questi ultimi, semmai, entrano nel particolare a cominciare dall’iniziale motivazione che vede riuniti periodicamente i massoni nelle logge dal rito d’Iniziazione quando l’iniziando è fatto accomodare in un gabinetto di riflessione e spogliato dei suoi metalli, per indicargli che, negli ambiti della libera muratoria, vanno lasciati fuori le passioni, il potere e i vizi, per finire alle normali tornate d’istruzione. Stato quest’ultimo, destinato a far comprendere all’iniziando il processo in atto di una trasformazione che lo trasferisce dallo stato della profanità a quello dell’iniziato.

 

Le prove simboliche che il profano acquisisce sono sensazioni di morte e poi di rinascita a nuova vita, di elevazione in un mondo superiore, spiritualmente più evoluto. Fondamentale, pertanto, per il lettore - profano - è capire il vero significato dell’Iniziazione.

Tali sono i concetti espressi durante le iniziazioni a un uditorio di liberi muratori, con tono solenne. Contenuti che si riferiscono sia alla filosofia dell’iniziazione di apprendista che all’acquisizione, nel tempo, dei successivi gradi, di compagno e poi di maestro.

 Altri argomenti ancora, dicono del simbolismo che caratterizza tutta la significazione che il rituale stesso fornisce nei vari passaggi più rappresentativi degli aumenti di salario, essendo patrimonio ritualistico e simbolico dell'Ordine muratorio in armonia con la concezione più antica del fine della massoneria.

 

Tanto è spiegato sul concetto di “massoneria operativa” o degli Antichi e di “massoneria speculativa” dei Moderni, sul “deismo e sul teismo”, la cui differenziazione filosofica - esoterica, ancora oggi, nonostante la fusione delle due Grandi Logge, quella di Londra e quella dell’Unita d’Inghilterra, avvenuta nel lontano cinque giugno 1816, che ne decretarono la fusione e la riconciliazione, è sempre motivo di studio e di distinguo per (quell’antropologia filosofica massonica) che distinse codificazioni differenti, perché diverse furono le due concezioni dei liberi muratori  sia “Antichi e Moderni”.

Tanto ancora, è riportato nelle tavole del maestro per ricondurre nel merito ogni azione comportamentale che il libero muratore deve osservare per essere elemento di riferimento nella società.

Tanti sono gli argomenti trattati, inerenti alla morale, all’etica, all’ipocrisia, all’equità e alla giustizia; sul difficile, quanto ancora incerto, dialogo fra chiesa e massoneria, sul distinguo fra libertà universale, profana e iniziatica; sull’origine dell’agape rituale.

In quest’ambito, uno studio approfondito, mi ha condotto ad argomentare sul carattere storicistico del simbolismo dello zodiaco, come i pensatori geniali, cinquemila anni prima la venuta del Cristo, seppero interpretare i simboli del passato secondo la tradizione esoterica; sul distinguo fra solstizi ed equinozi, esponendo l’aspetto esoterico e astrologico e l’influenza che ha avuto nelle varie ere e sullo stato evolutivo dell’uomo fino ai nostri giorni.

Per ciò, “le tavole del maestro”, non sono state titolate tali per elevare lo scrittore al più alto grado della maestria o perché scritte simbioticamente da un grande saggio che, dopo tanti anni di permanenza nell’istituzione muratoria, ha raggiunto l’apice del suo ego.

Le stesse, hanno assunto tale denominazione in- quanto rappresentano il lavoro di un uomo che, attraverso la ricerca e il confronto con altri uomini, dallo stesso idealismo muratorio, ha voluto portare per memoria di se e ad altri, i principi massonici secondo la visione del suo pensiero.

L’autore senza, avere esaurito l’intento di continuare a perseguire la via della conoscenza, confida d’essere riferito a un maestro d’umanità per ciò che ha inteso essere il suo percorso e per quanto ancora  a lui rimane relativo e incerto.


***

Le tavole del Maestro

di Salvatore Casales

 

Le tavole del Maestro

di Salvatore Casales

Perché l’uomo del terzo millennio tende a omologarsi a una società che trova facile rinunciare alle regole di convivenza sociale per soccombere alla legge del deserto?

Questa raccolta di esperienze di vita massonica-un percorso formativo filosofico-ermetico e iniziatico nel quale emerge l’indagine esoterica quale metodo di crescita interiore - ce lo spiegherà.

Tipheret – www. Tipheret.org

In Libreria > 095 7649138


O ...  presso:

 http://www.mondadoristore.it/Le-tavole-del-maestro-Salvatore-Casales/eai978886496199/



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6 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: "L'intolleranza delle forze politiche "

Sequestro elenchi. Tiziana Parenti alla presentazione del libro di Gaito: “Noi siamo un paese a libertà limitata”

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L' intolleranza delle forze politiche appropriatesi del potere dei cittadini.

“Noi siamo un paese a libertà limitata, condannato a una sottocultura ideologica a percorso carrieristico e non sappiamo affrontare con una visione laica i veri grandi problemi che ci vengono posti”. Lo ha detto Tiziana Parenti, commentando il sequestro, che ha avuto luogo il primo marzo al Vascello, degli elenchi degli iscritti al Grande Oriente in Sicilia e Calabria disposto  dalla Commissione Parlamentare Antimafia, organismo che lei si trovò a presiedere tra il  1994 e il 1996. Anni difficili, se non drammatici,  per la Libera Muratoria, finita nel mirino di una vasta inchiesta – che si concluse poi con l’archiviazione nel 2000 – avviata dal procuratore di Palmi Agostino Cordova. L’ex magistrato del pool Mani Pulite, poi diventata deputato ed oggi avvocato del Foro di Genova, ha raccontato il grande imbarazzo che provò nell’incontrare Virgilio Gaito, all’epoca Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. E lo ha fatto nel corso della presentazione a Casa Nathan  proprio del libro di Gaito  “Massoneria, un amore. Etica, cultura, libertà” del quale firma anche la prefazione  (Angelo Pontecorboli editore), un evento al quale hanno partecipato il presidente circoscrizionale del Lazio Carlo Ricotti e l’avvocato Ignazio Moroni. “Ci sono dei momenti in cui – ha detto Tiziana Parenti- ci si deve interrogare. Quell’incontro per me fu uno di questi momenti, un’occasione di riflessione sulla Massoneria. Mi chiesi come mai la Massoneria viene demonizzata, a prescindere dalle ragioni storiche della Chiesa e capii che era la mancanza di conoscenza e anche forse il fatto che il suo intento è quello di aggregare i migliori della società, quelli cioè che si impegnano per affermare i valori, i sostenitori della cultura, della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza”. Insomma, ha aggiunto, “coloro che sono portatori di valori al sopra della  media e della sottomedia, come ho avuto modo di vedere anche in Parlamento che non era e non è frequentato proprio da spiriti eletti ma da gente un po’occasionale”.“Penso – ha sottolineato – che queste persone nel confronto vengano percepite come pericolose. Noi siamo una società in cui il merito non è un valore, ma un disvalore. Tutti dobbiamo andare con la corrente e questo ha impoverito il paese . Di fronte a una grande storia, culturale, quella della Massoneria e del Grande Oriente, la massa ha paura, perché non riesce ad arrivare a capire perché ci debba essere qualcuno che si preoccupa di problemi  come etica, libertà, uguaglianza, fratellanza , ed è per questo che ipotizza che esse sia un percorso con strade traverse che conducono altrove. Le società povere culturalmente per affermarsi devono trovare dei capri espiatori, la mancanza di cultura genera superstizione,  le superstizioni cancellano le grandi personalità dalla storia. E la storia affidata alle piccole persone è dominata dall’oscurantismo”.

Il libro di Gaito, ha commentato, “non è solo un’autobiografia”, ma un “testamento” rivolto a chi deve proseguire su questo nobile cammino, di trasparenza e di grandi principi, “non solo fratelli, non solo l’elite, ma tutta la società”. E’ un libro, scritto con a passione di chi è pronto a combattere fino alla fine, anche se combattere comporta “più frustrazioni che vantaggi perché significa avere nemici e non essere capito”. “Spero, comunque, che nessuno si arrenda e penso che dobbiamo combattere per i diritti, i diritti degli altri, anche quelli che sono dissimili da noi, dobbiamo combattere per l’etica, per la cultura, per la libertà, che ci rende più grandi e ci migliora”. Nel suo intervento il professor Ricotti ha tracciato il profilo storico di Gaito, ricostruendo la fase di grande travaglio che la sua Gran Maestranza si trovò ad attraversare, dopo l’avvio dell’inchiesta Cordova e la “fuga” dell’allora Gm Giuliano Bernardo. Una fase in cui il Grande Oriente rischiò di frammentarsi e disperdere tutta la sua grande eredità storica e che Gaito “riuscì a fronteggiare”, attraverso una politica di riforme e trasparenza, che restituì dignità  alla Comunione e che nel tempo ha dato i suoi frutti, ha detto Ricotti, che ha letto poi il  messaggio arrivato da Mauro Mellini, grande esponente della cultura laica italiana, che ha voluto esprimere la sua solidarietà e la sua vicinanza al Grande Oriente, contro le “demonizzazioni e l’intolleranza” di certe forze politiche. Poi ha preso la parola l’avvocato Ignazio Moroni, che ha fatto il punto, da una prospettiva giuridica, dei ricorsi presentati dal Grande Oriente contro i tentativi da parte dell’amministrazione pubblica di discriminare i liberi muratori. Gaito ha concluso l’evento, sottolineando quanto sia importante, in una epoca come la nostra, segnata “dal consumismo, dall’effimero e dal provvisorio” di rimettere in primo piano la cultura e la grande politica, quella delle “visioni ampie”, che vanno oltre i confini dei singoli paesi, che tengano conto di tutta quanta l’umanità.

L’evento è stato a cura del Collegio Circoscrizionale del Lazio del Grande Oriente d’Italia

Fonte:http://www.grandeoriente.it/sequestro-elenchi-tiziana-parenti-alla-presentazione-del-libro-di-gaito-noi-siamo-un-paese-a-liberta-limitata/



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5 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO:"SENZA I MASSONI UN'ITALIA MENO LIBERA E CIVILE"

La Massoneria nelle "premure" delle Istituzioni italiane: una moderna "caccia alle streghe"?

Un articolo del Prof. Aldo Mola, storico e grande conoscitore di questioni latomistiche.

 

SENZA I MASSONI UN'ITALIA MENO LIBERA E CIVILE

di Aldo A. Mola

 

Tra poco un decreto legge immediatamente esecutivo cancellerà tutte le intitolazioni di scuole, strade e piazze a Giosue Carducci, Giovanni Pascoli, Enrico Fermi ecc.? Perché? Semplice. Erano massoni. E così verranno abbattuti i monumenti di Giuseppe Garibaldi, a cominciare da quello al Gianicolo, ornato di squadra e compasso, e questi stessi simboli verranno raschiati dalla facciata del Pantheon, come tutti i triangoli equilateri, a cominciare dal Sant'Ignazio di Roma: prova provata che massoni e gesuiti sono di una stessa pasta.    

Questa offensiva contro la Massoneria  è scattata il 1°marzo, mercoledì delle Ceneri, quando la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha fatto sequestrare gli elenchi degli iscritti di quattro Comunità massoniche italiane e carte varie. Ne verranno estratti i nomi dei “fratelli” di Sicilia e Calabria: senza una “notizia criminis” specifica a loro carico, ma “solo” per appurare se vi figurino persone oggetto di indagini già in corso. L'obiettivo vero dei massonofagi è però ben altro: la pubblicazione degli elenchi di tutti i massoni d'Italia (23.000 del Grande Oriente, 8.000 della Gran Loggia d'Italia e via continuando). Non solo. Davide Mattiello, deputato del Partito democratico, chiede l'interdizione ai massoni dalle alte cariche dello Stato: diplomatici, ufficiali superiori, magistrati, prefetti, docenti e ricercatori universitari. Per la proprietà transitiva i massoni verranno esclusi dai consigli d'amministrazione di banche e imprese d'interesse pubblico e dalle gare ad appalti. Siamo dunque alle liste di proscrizione. Con quali motivazioni? Mistero. Stupisce il silenzio compatto dei media radiotelevisivi (con la solita benemerita eccezione di RadioRadicale  e dell'on Daniele Capezzone, liberale autentico) e dei quotidiani più diffusi. Perciò, in questa repubblica fondata sull'ignoranza, un ripassino di storia s'impone. Tacere sarebbe connivenza con il liberticidio.

Va ricordato, in sintesi, che senza la lunga ed emblematica serie di massoni non solo l'Italia oggi sarebbe meno civile. Nei tre secoli dalla loro costituzione nella forma attuale (“iniziatica” anziché meramente “operativa”) le logge dell'Italia nord-occidentale hanno contato il cattolicissimo Joseph de Maistre, Vittorio Alfieri, Michele Coppino (che istituì la scuola elementare obbligatoria e gratuita), un lungo elenco di generali (Luigi Capello, Ugo Cavallero...), ambasciatori, giuristi insigni (il celebre ministro Lorenzo Eula), scienziati (da Sebastano Giraud a Giorgio Cavallo, Rettore dell'Università di Torino...), storici come Ferdinando Gabotto, un genio come Giuseppe Peano, massimo logico-matematico, e un lungo elenco di politici e di ecclesiastici, che teniamo a disposizione caso mai servisse. In una loggia d'Imperia fu affiliato il siciliano Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la letteratura, come Dulbecco, padre del Nobel per la Medicina, mentre il floricoltore Mario Calvino, padre di Italo, l'autore del “Barone Rampante”, affascinante fiaba massonica, venne affiliato a San Remo.

Allora bisogna pur decidere: sui circa 500.000 italiani iniziati alla Massoneria dal Settecento a oggi qualcuno avrà pur compiuto marachelle. E allora? L'altro 99,9% non fu e non è di malfattori. Non lo pensò neppure Mussolini, che non sequestrò mai elenchi di logge e che  per impiantare l'IRI si rivolse al massone Alberto Beneduce, in ottimi rapporti con Vittorio Valletta e tanti capitani d'industria iniziati in loggia. Nel clima attuale di caccia alle streghe va ricordato che la libertà non si perde a fettine: muore tutta insieme quando viene messa in discussione. Va ricordato che l'Italia non ancora ha una legge chiara sulle associazioni, a differenza della vicina Francia, che se ne dotò dal 1901: 116 anni orsono. Ma mentre Rosy Bindi ordinava il sequestro “manu militari” degli elenchi, il presidente della Repubblica francese rendeva omaggio a Christophe Habas, gran maestro del Grande Oriente di Francia (“gemellato” con la Gran Loggia d'Italia”), perché Oltralpe non si sognano di buttare alle ortiche tre secoli di massoneria, dagli enciclopedisti e illuministi a Mendès France e ai tanti massoni che ne hanno fatto la storia: proprio come l'Italia, che nacque ed esiste grazie ai massoni. Ma al di qua delle Alpi ci vogliamo male...

Fonte: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=23556

 


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2 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " La commissione oggi commette atto arbitrario oscurando diritti dei liberi muratori" Comunicato Ansa.."

POL:Massoneria
2017-03-02 16:11
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Massoneria: Goi
,ci opporremo ad arbitrario sequestro elenchi
Legale, Antimafia è andata oltre poteri autorità giudiziaria
   (ANSA) - ROMA, 2 MAR -

"Ci opporremo con tutte le nostre
forze all'atto arbitrario di cui siamo stati oggetto". Il Gran
Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, nel corso di
una conferenza stampa indetta oggi a Roma nella sede del
Vascello, ha annunciato battaglia contro l'iniziativa della
Commissione Antimafia, che ieri ha dato mandato, su delibera
unanime, allo Scico della Guardia di Finanza di procedere alla
perquisizione della sede nazionale del Goi e di altre tre
associazioni massoniche, con l'ordine di sequestrare gli elenchi
dei loro iscritti in Calabria e Sicilia.
   "Non ci fermeranno - ha assicurato il Gran Maestro - nei
nostri confronti è stata commessa una palese discriminazione e
un atto intimidatorio. E intanto, mentre domani il collegio dei
nostri avvocati si riunirà per contestare in ogni sede quello
che è avvenuto, noi continueremo a portare avanti la nostra
attività, a promuovere la cultura e la solidarietà, come
facciamo ogni giorno, a stare vicino a chi ne ha più bisogno,
come abbiamo fatto in questi mesi, che ci hanno visto impegnati
accanto alle popolazioni colpite dal terremoto".
   Presenti alla conferenza stampa il Gran Maestro Aggiunto
Sergio Rosso e il Primo Gran Sorvegliante Antonio Seminario. Ha
partecipato alla conferenza stampa anche Fabio Federico, uno
degli avvocati del pool incaricato dal Grande Oriente d'Italia
di valutare e promuovere le iniziative necessarie per affrontare
la situazione in cui si trova l'Istituzione. "La Commissione
Antimafia - ha spiegato il legale - è andata oltre i suoi poteri
e oltre i poteri della stessa autorità giudiziaria. Nessun reato
è infatti contestato all'istituzione massonica a giustificazione
del mandato di perquisizione e sequestro messo in atto. Un
episodio gravissimo, che lede molti diritti, quello di libera
associazione, sancito dalla Costituzione ma anche quello al
diritto alla difesa". 

(ANSA)
vr
02Marzo-2017 ore 16,11
Salvatore Casales


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2 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " UNA PAGINA NERA SCRITTA CONTRO LA DEMOCRAZIA"

“Un atto arbitrario contro il Grande Oriente d’Italia”

Gran Maestro Bisi: “nei nostri confronti è stata commessa una palese discriminazione e un atto intimidatorio. Domani il collegio dei nostri avvocati si riunirà per contestare in ogni sede quello che è avvenuto”

Vascello 2 marzo 2017

“Ci opporremo con tutte le nostre forze all’atto arbitrario di cui siamo stati oggetto”. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, nel corso della conferenza stampa tenuta oggi al Vascello ha annunciato battaglia contro l’iniziativa della Commissione Antimafia, che ieri ha dato mandato, su delibera unanime, allo Scico della Guardia di Finanza di procedere alla perquisizione della sede nazionale non solo del Goi ma anche di altre associazioni massoniche, con l’ordine di sequestrare gli elenchi di tutti i loro iscritti in Calabria e Sicilia. “Altri elenchi,  se volete, vi darò. Sono quelli dei 19 fratelli massoni che vennero trucidati alle Fosse Ardeatine. Noi abbiamo dato il sangue per costruire l’Italia e questa Repubblica e abbiamo avuto le nostre vittime, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”, ha esordito il Gran Maestro rivolto ai giornalisti, annunciando per il 24 marzo, giorno dell’anniversario dell’eccidio nazista, una cerimonia di commemorazione sul luogo di quel martirio e ricordando il caso del sindaco massone di Firenze, Lando Conti, ucciso dalle Br e il caso del padre di Tonino Salsone, attuale presidente circoscrizionale della Lombardia, ammazzato dalla ‘ndrangheta.

“Il Grande Oriente d’Italia – ha ricordato ancora il Gran Maestro – è stato perseguitato dal fascismo, le sue sedi furono prese d’assalto dalle camicie nere durante la dittatura, e tengo molto a questo oggetto – ha poi aggiunto mostrando il collare che i Gran Maestri si trasmettono l’un l’altro – perché è un simbolo, un simbolo che ci arriva da lontano: fu messo in salvo da un fratello, che lo nascose nel pannolino del figlio neonato, e poi lo murò. E sui simboli non si può ironizzare, non si possono fare sorrisini come quelli che ho visto in Commissione Antimafia quando si è parlato di guanti e grembiulini”.

“Ma non ci fermeranno – ha assicurato il Gran Maestro – nei nostri confronti è stata commessa una palese discriminazione e un atto intimidatorio. E intanto, mentre domani il collegio dei nostri avvocati si riunirà per contestare in ogni sede quello che è avvenuto, noi continueremo a portare avanti la nostra attività, a promuovere la cultura e la solidarietà, come facciamo ogni giorno, a stare vicino a chi ne ha più bisogno, come abbiamo fatto in questi mesi, che ci hanno visto impegnati accanto alle popolazioni colpite dal terremoto. Quando è arrivata la Guardia di Finanza – ha riferito – ero appena tornato da Norcia, dove il Grande Oriente d’Italia è impegnato in un progetto che si propone di restituire ai giovani della cittadina dell’Umbria colpita dal terremoto, l’illuminazione dello stadio”.

Presenti alla conferenza stampa il Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso e il Primo Gran Sorvegliante Antonio Seminario. Ha partecipato alla conferenza stampa anche Fabio Federico, uno degli avvocati del pool incaricato dal Grande Oriente d’Italia di valutare e promuovere le iniziative necessarie per affrontare la situazione in cui si trova l’Istituzione. “La Commissione Antimafia – ha spiegato il legale – è andata oltre i suoi poteri e oltre i poteri della stessa autorità giudiziaria. Nessun reato è infatti contestato all’istituzione massonica a giustificazione del mandato di perquisizione e sequestro messo in atto. Un episodio gravissimo, che lede molti diritti, quello di libera associazione, sancito dalla Costituzione ma anche quello al diritto alla difesa”.

Fonte:http://www.grandeoriente.it/un-atto-arbitrario-contro-il-grande-oriente-ditalia/


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2 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " l'ARTICOLO 27 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA NON E' STATO OSSERVATO DALLA COMMISSIONE ANTIMAFIA."

 
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lARTICOLO 27 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA NON E' STATO OSSERVATO DALLA COM'MISSIONE ANTIMAFIA.

La responsabilità penale è personale. Se qualcuno è sospettato di aver commesso un reato, sia indagato, processato ed eventualmente condannato, dopo un giusto processo: che sia massone o no, credente o no, cattolico o no, laico o no, avvocato o no, dentista o no, sindacalista o no, e così via.

Ed è giusto che questo accada a prescindere da ogni connotazione culturale, filosofica, o magari religiosa, politica, sindacale, professionale, e così via.

Se invece si percorre (magari in buona fede, perfino con le migliori intenzioni) la strada dei sequestri e delle indagini su intere “categorie” di cittadini, ci si incammina su una via pericolosa.
ON.LE CAPEZZONE.-



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28 febbraio 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " NON DISCUTIAMO NE' DI POLITICA NE' DI RELIGIONE"

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28 febbraio 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO:Ciò che tutto il mondo guarda con rispetto: "François Hollande rend hommage aux francs-maçons ”

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20 febbraio 2017

Notiziario del compasso "Il prezzo della libertà come rivendicazione di un governo dantesi il titolo di libero"

 

Antimafia e Massoneria, scontro sul filo della privacy

Al centro della polemica la richiesta dei nominativi degli affiliati da parte della presidente Bindi. Pride Online ha raccolto in esclusiva le dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, del senatore Enrico Buemi e del Gran Maestro del Goi

Antimafia e Massoneria, scontro sul filo della privacy

La massoneria compie 300 anni. Ma per i “fratelli” italiani i festeggiamenti centenari rischiano di tingersi di nero. Nell’agosto 2016 la commissione Antimafia ha infatti avviato una serie di audizioni volte a far luce su eventuali relazioni tra logge e organizzazioni criminali mafiose. È di fatti incontestabile il forte radicamento della libera muratoria in zone come il Reggino e il Trapanese. Più in particolare in un Comune come Castelvetrano che ha dato i natali al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Oltre a Federico Cafiero de Raho e Teresa Maria Principato, procuratori della Repubblica presso i rispettivi tribunali di Reggio (13 ottobre) e Palermo (23 novembre/11 gennaio), sono stati ascoltati i Gran Maestri delle varie obbedienze italiane: Stefano Bisi per il Grande Oriente d’Italia (3 agosto/18 gennaio), Fabio Venzi per la Gran Loggia Regolare d’Italia (24 gennaio) e Antonio Binni per la Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (25 gennaio).

La richiesta della presidente Bindi: i nominativi dei massoni

È stato appunto durante le audizioni dei responsabili delle famiglie massoniche – più precisamente quelle riguardanti il Goi e l’Alam – che si è toccato il punto di criticità, quando, cioè, la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi ha richiesto gli elenchi delle logge e degli affiliati. Punto, questo, sul quale Bisi e Binni non sono disposti a cedere perché, a loro parere, la richiesta della commissione sarebbe in aperta violazione dei principi tanto del libero associazionismo quanto di tutela della privacy e costituirebbe una caccia delle streghe.

I pareri di Enrico Buemi e di Franco Roberti

Questioni non da poco, al cui riguardo abbiamo chiesto il parere del senatore Enrico Buemi, componente della commissione, e del procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti.

«Sulla questione degli elenchi – così il senatore del Gruppo per le Autonomie – comprendo appieno il diniego di Bisi e di Binni. Credo che la commissione avrebbe dovuto chiedere i nominativi in maniera mirata. Vale a dire in maniera geolocalizzata con riferimento alle zone interessate da indagini giudiziarie sulle organizzazioni criminali mafiose. Detto questo, non credo che i Gran Maestri potranno opporsi alla richiesta della presidente Bindi. Altrimenti potranno essere accusati di reticenza».

Per il procuratore nazionale la questione è invece più complessa: «Da una parte c’è la giusta richiesta della presidente Bindi ai Gran Maestri, dall’altra la salvaguardia d’un principio costituzionale quale la libertà di associazione. No alle generalizzazioni, indubbiamente, ma non si può parlare di caccia alle streghe. Sono passati i tempi in cui era necessario il dato della segretezza. È ora che la massoneria diventi una casa di vetro».

Secondo l’avvocato Antonio Bubici a essere conculcato sarebbe invece il diritto alla riservatezza: «La commissione parlamentare Antimafia, in base alla legge 4 agosto 2008, n. 132, ben può chiedere alle associazioni massoniche informazioni sugli iscritti se il presupposto è motivo di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati. Ma il punto è se questo accesso può essere fatto “a strascico” e non in maniera selettiva, ovverosia, acquisendo bulimicamente tutti i dati senza distinzione e agendo in forza di un principio di presunzione di colpevolezza, oppure, richiedendo informazioni su un soggetto ben definito».

L’intervista a Stefano Bisi, Gran Maestro del Goi

Libertà d’associazione, diritto alla riservatezza e nominativi dei fratelli. Su queste questioni Pride Online ha intervistato Stefano Bisi in quanto a capo della maggiore obbedienza massonica italiana con 23.o52 affiliati ripartiti in 805 logge.

Gran Maestro, che cosa c’è all’origine della richiesta di Rosy Bindi?

La commissione sulla scorta di indagini giudiziarie in atto in alcune regioni del Sud ha maturato l’idea che ci siano o ci possano essere dei legami mafiosi-politico-imprenditoriali-massonici. È nata quindi questa attenzione sulla massoneria che ha portato la presidente Bindi a sentire i responsabili delle obbedienze italiane.

Il Goi ha partecipato a due audizioni in seno alla Commissione. Quale l’apporto dato?

Sin dal momento in cui la presidente Bindi ha  manifestato nel luglio scorso la volontà di audire i Gran Maestri delle varie obbedienze massoniche, le ho subito scritto affermando la disponibilità del Grande Oriente d’Italia a collaborare. Credo che sia nell’audizione di agosto sia nell’ultima del 18 gennaio scorso siano stati forniti tutti i chiarimenti necessari e delineati quali sono l’attività del Grande Oriente, le finalità, le regole interne e il continuo controllo sulla vita delle officine. Officine che, se non lavorano secondo i canoni previsti, possono essere abbattute. Non ci sono e non ci risultano essere situazioni di contaminazione con fenomeni d’illegalità e indagini che ci riguardano.

Eppure gli scandali degli ultimi decenni – dalla P2 ai fratelli Occhionero – alimentano l’idea che il massone sia una persona deviata e pericolosa.

Niente di più sbagliato. Purtroppo questo tipo di pregiudizio è endemico e radicato in certa parte della società italiana che ha coltivato artatamente e a volte cavalcato l’idea di una massoneria deviata e pericolosa. In questo Paese viene addossata alla massoneria qualsiasi colpa che possa servire a distogliere l’opinione pubblica da fatti e situazioni di criticità che hanno ben altra origine e natura. E, ricordando quello che avvenne alla libera muratoria durante il fascicmo e sentendo gli slogan di certi partiti politici oggi, mi viene da pensare che bisogna continuare a difendere la fiaccola della libertà da chi pensa di avere il verbo di tutto e vuole rimandare al confino un’istituzione necessaria per la democrazia dell’umanità come la nostra.

Il dato della segretezza è un elemento tradizionale delle logge massoniche. Quale il significato?

Non si può parlare di segretezza ma semmai di riservatezza. Le logge massoniche in tutta Italia hanno una sede con tanto di scritta “Grande Oriente d’Italia”. Non facciamo nulla d’illegale in quanto rientriamo a pieno titolo fra le associazioni previste dall’articolo 18 della Costituzione. Chi vuole continuare ad etichettarci come associazione segreta è in malafede. I lavori rituali che compiamo durante le tornate nei templi restano riservati ma gran parte della nostra attività è pubblica con convegni, manifestazioni e attività benefiche nonché legate alla solidarietà.

Perché è contrario a consegnare gli elenchi dei nominativi?

Perché non si possono schedare i massoni, come se fossero delle persone pericolose o dedite a chissà quali loschi interessi o intrighi. Già di per sé l’idea di accostare la massoneria a organizzazioni malavitose mi fa rabbrividire. La libera muratoria ha principi e fini nobili per i quali lavora al fine di trasferirli all’umanità e migliorarla. I massoni sono cittadini come gli altri e va tutelato il diritto, afferente a ogni persona, di poter mantenere riservate le proprie inclinazioni, le proprie idee politiche, filosofiche, religiose. Si tratta di diritti e libertà fondamentali che non possono essere disattese o violate.

Quale messaggio vuoi lanciare alla presidente della Commissione?

Non devo lanciare messaggi. Ho ribadito la più totale collaborazione a fornire ulteriori indicazioni se mi verranno richieste ed eventuali nomi se legati a inchieste. Ma noi gli elenchi non siamo disposti a darli per i motivi che ho specificato.

Fonte: http://www.prideonline.it/2017/02/20/massoneria-antimafia-scontro-filo-privacy/


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13 febbraio 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " NOI ANDREMO AVANTI CON LA DIGNITA' DI MASSONE CHE CIASCUNO PORTA CON SE”