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16 febbraio 2018

Vogliono cancellarci da vita politica

 ANSA-INTERVISTA A
STEFANO BISI -  GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA:
i massoni riflettano su parole MOVIMENTO 5 STELLE.

Gran Maestro: vogliono cancellarci da vita politica. P2 fu errore


16 Febbraio , 17:13
(di Valentina Roncati) (ANSA) - ROMA, 16 FEB - "Nessun consiglio su chi votare o indicazioni di voto, ognuno vota per chi ritiene giusto. Certo, portano alla riflessione le parole che va dicendo in questi giorni il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che vorrebbe cacciare i liberi muratori dall' attività politica. Eppure, se oggi anche Di Maio può parlare liberamente, lo deve ad una Costituzione scritta con il sangue di migliaia di cittadini italiani che sono andati sulle montagne per combattere per la libertà e ai fratelli che fecero parte della Commissione incaricata di scrivere gli articoli della Costituzione e che era guidata dal massone Meuccio Ruini".
Il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, prende la parola dopo il caso dei "grembiulini grillini" emersi in queste ore e le parole di fuoco del leader M5S. "Facendo così si eliminerebbero dalla storia della nostra nazione anche personaggi illustri che hanno fatto del grande il nome della scienza, penso a Enrico Fermi; o vogliamo ritirare il premio Nobel alla memoria a Salvatore Quasimodo?", si chiede Bisi, il quale ammette che "sì, è stato fatto qualche errore nel corso della storia, la vicenda della P2 non è stata positiva per il Grande oriente; ma oggi quando c'è malumore, quando non si ha a chi dare la colpa di qualcosa viene data ai massoni". "Se ci vogliono giudicare - osserva Bisi - lo facciano per le cose che facciamo; poi quando mettiamo fieramente i nostri grembiuli e i nostri guanti non vogliamo nessuno ed è giusto così; noi non andiamo alle riunioni delle segreterie dei Cinque Stelle, per fare un esempio".
Quanto alla Commissione parlamentare antimafia, "ha approvato all'unanimità una relazione che è inquietante, c'è nostalgia per la legge del novembre del '25 che mise fuori la massoneria e che fu preceduta da assalti squadristi alle logge massoniche.
La proposta di legge presentata dal deputato Pd Davide Mattiello ricalca quella legge. I fratelli sono spaventati, preoccupati per questa escalation di aggressività ma continuano a fare serenamente i loro lavori rituali e le tante iniziative esterne". Al Grande Oriente aderiscono circa 23 mila fratelli: "sono numeri in crescita e riceviamo molti contatti attraverso il web da parte di persone che vogliono saperne di più". (ANSA).


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permalink | inviato da Aaronn il 16/2/2018 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


13 febbraio 2018

Aaronn e il notiziario di oggi. Ossia ...l'informazione non giunta ai cittadini




Carissimi cittadini ,e lettori d'ogni censo e casta


Mentre siamo distratti dai sacchetti, nella finanziaria 2018, mentre i cittadini appartenenti alla Libera muratoria vengono offesi e discriminati dalla vita politica ,mentre vengono eseguiti efferati delitti contro le donne, ecco come il Governo uscente sta dando il ben servito agli italiani.

- l'aliquota IVA al 10% passa all'11,5% da gennaio 2019 ed al 13% dal 2020

- l''aliquota al 22% aumenta al 24,2% da gennaio 2019, al 24,9% dal 2020 fino ad arrivare al 25% dal 2021

A tanto si aggiungono gli aumenti già annunciati:

+5,3% per le forniture elettriche

+5% per le forniture gas

+2,74% per i pedaggi autostradali (aumento medio, con picchi del +8,34% per la MI-TO, +13,91% per la MI-Serravalle, +12,89% per la Strada dei parchi ed addirittura +52,69% per la tratta Aosta Ovest-Morgex)

+3% su latte e latticini
ADUSBEF (Associazione dei Consumatori), infine, prevede rincari per:

- tassa sui rifiuti (+€49 medi anno)

- ticket sanitari (+€55 a testa)

- servizi postali (+€18)

- servizi bancari (+€38)

- polizze RC auto (+€25)

Così, giusto per ricordarlo... e per ricordarcelo il 4 marzo!

Paghi le tasse ???

Leggi un po' questo:

ITALIANI ... sveglia ... È L'ORA DELLA RIVOLTA!
   

LEGGETE E INVECE DELLE PROMESSE RENZIANE DOVE SONO ARRIVATI I PRIVILEGI DEI PARLAMENTARI:

Sull'Espresso di qualche tempo fa c'era un articoletto che spiegava che il Parlamento aveva votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa €1.135 al mese.

Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO: €19.150 AL MESE;

PORTABORSE: circa €4.030 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa €2.900 al mese;

INDENNITA' DI CARICA: (da €335 circa a €6.455);

TUTTO RIGOROSAMENTE ESENTE DA TASSE

più

TELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS gratis;

METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

PEDAGGI AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FERROVIE DI STATO: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per €1.472.000).

INOLTRE:

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a oltre 40 anni di contributi ( per ora!!!).

Circa €103.000 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (ad esempio hanno a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al loro servizio).

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino €2.215 al MINUTO!!!

Far circolare....... promuoviamo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari e di tutti i consiglieri regionali............

Queste informazioni possono circolare solo attraverso Internet e social network in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza d…
[10:36, 13/2/2018] Maganuco Silvana: SINDACO SANTA VITTORIA IN MATENANO RIFIUTA DI RIMUOVERE LA CARNE DI MAIALE DALLA  MENSA SCOLASTICA e spiega il perché.

I genitori musulmani hanno chiesto l'abolizione della carne di maiale in tutte le mense scolastiche di Santa Vittoria.

Il sindaco ha rifiutato, e ha  inviato una nota a tutti i genitori con la spiegazione.

Ecco la nota:
"I musulmani devono capire che devono adattarsi alle Marche e a Santa Vittoria, ai suoi costumi, le sue tradizioni, al suo modo di vivere, perché è lì che hanno scelto di emigrare.

Devono capire che devono integrarsi e imparare a vivere nelle Marche.

Devono capire che devono essere  loro a cambiare il loro stile di vita, non i santavittoriesi  che così generosamente li hanno accolti.

Devono capire che i marchigiani non sono né razzisti né xenofobi, hanno accettato molti immigrati musulmani prima (mentre il contrario non è vero), in quanto gli Stati musulmani non accettano gli immigrati non-musulmani.

Che non più di altre popolazioni, i marchigiani non sono disposti a rinunciare alla loro identità, alla loro cultura.

E se lè Marche sono una terra di accoglienza, non è il sindaco di Santa Vittoria che accoglie gli stranieri, ma il popolo santavittoriese delle Marche nel suo complesso.

Infine, devono capire che a Santa Vittoria con le sue radici giudaico-cristiane, alberi di Natale, chiese e feste religiose, la religione deve rimanere nella sfera privata.

Il comune di Santa Vittoria ha diritto di rifiutare ogni concessione all'Islam e Sharia.

Per i musulmani, che sono in disaccordo con la laicità e non si sentono a loro agio a Santa Vittoria in Matenano, ci sono 57 bellissimi paesi musulmani nel mondo, la maggior parte di loro sotto-popolati e pronti a riceverli con le braccia aperte in conformità con la Sharia.

Se avete lasciato il vostro paese per Santa Vittoria e non per altri paesi musulmani, è perché avete  ritenuto che la vita è migliore nelle Marche che altrove.

Ponetevi la domanda, solo una volta: "Perché è meglio vivere qui a Santa Vittoria invece che nei vostri paesi? "

Una mensa con carne di maiale è parte della risposta."

ESEMPLARE
E ... NOI ITALIANI ... DOVREMMO VOTARE QUESTI APOCRIFI SOGGETTI???

Ricevo e commento:
Aaronn


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31 gennaio 2018

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: OFFESE ALLA MASSONERIA DEL G.O.I. E REPLICA DEL GRAN MAESTRO DELL'ORDINE


Elezioni 2018 e massoneria, il gran maestro Stefano Bisi risponde a Di Maio

Massoneria, la replica del gran maestro Stefano Bisi a Luigi Di Maio: "Noi ghettizzati"

Elezioni 2018 e massoneria, il gran maestro Stefano Bisi risponde a Di Maio

ECCO LA REPLICA DEL GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D'ITALIA AL LEADER M5S LUIGI DI MAIO

Carissimo onorevole Luigi Di Maio,

ho sentito in tv e letto sui quotidiani le poco onorevoli e per me aberranti e antidemocratiche parole che Lei ha pronunciato l’altra sera alla trasmissione Otto e mezzo nei confronti dei massoni di cui mi onoro di far parte e dei quali rappresento da Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ventitremila fratelli. “Chi urla odio razziale, chi usa espressioni omofobe, chi era iscritto alla Massoneria, chi nella propria vita ha portato azioni indecenti, non si può candidare col M5stelle” ha detto e poi con protervia ha aggiunto: “Abbiamo fermato anche altre candidature in cui abbiamo trovato qualche anomalia; come per esempio, di persone che erano iscritte al registro della Massoneria e quindi non potevano starci”. Mi sono chiesto innanzitutto come un politico che aspira a diventare il futuro presidente del Consiglio, e quindi a rappresentare democraticamente e senza barriere precostituite, tutti gli italiani possa usare in maniera irresponsabile e violenta, certe affermazioni gratuite e discriminare con illogica ragione delle persone che fanno parte di una Istituzione che ha avuto ed ha innegabili meriti. Una scuola di valori che, probabilmente da Lei e da tanti altri del suo Movimento viene vista e giudicata in maniera sbagliata senza averne mai realmente studiato la Tradizione, la storia e le finalità volte al Bene dell’Umanita’. Per fortuna per molti la Libera Muratoria rappresenta anche oggi - e aggiungo più che mai visti i tempi che viviamo - uno dei pilastri etici della nostra Società e della nostra Repubblica che ha contribuito a fondare. Mi permetta subito di dirle che la vera anomalia e il vero pericoloso razzismo l’ho visto nel suo estremo, immotivato e irragionevole atto di accusa nei confronti dei massoni che vuole bollare come impresentabili dimenticando certe norme scritte in modo inequivocabile nella Carta Costituzionale Repubblicana. Lei probabilmente dimentica, ma forse non sa affatto, che nell’ambito iniziatico i liberi muratori non si occupano di questioni di politica o di religione ma che nella loro vita privata hanno gli stessi suoi diritti di partecipare alla vita pubblica della nazione e di occupare ruoli istituzionali e rappresentativi. La nostra diversità è solo quella di essere tolleranti e dialoganti, di essere uomini liberi e coscienti di mantenere accesa la fiamma della Libertà, quella stessa fiamma che ha consentito anche al suo movimento di esistere oggi. Le suggerisco di leggere ogni tanto le parole dell’illuminista francese François-Marie Arouet Voltaire che nel suo Trattato sulla Tolleranza scriveva e ricordava saggiamente a tutti: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo”. L’esatto contrario del suo modo di escludere a priori noi liberi muratori. Perché si possono, e a volte è anche giusto, avere opinioni e visioni diverse, ma non è corretto proibire ad alcuno la partecipazione a qualsiasi consesso civile e democratico. Qualcuno nel suo Movimento vuole anche ghettizzare i massoni con leggi ad hoc e avalla infauste leggi fasciste che nel 1925 portarono alla persecuzione dei massoni. Sappia che noi non staremo inermi a guardare il proliferare di certi incauti e discriminatori comportamenti che non fanno e non dovrebbero mai fare parte non solo di chi si candida a ricoprire importanti ruoli istituzionali ma di chi ha a cuore la cultura della Libertà e la applica in tutte le sue forme più alte.

Stefano Bisi

Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia

Fonte:http://www.affaritaliani.it/cronache/elezioni-2018-massoneria-il-gran-maestro-stefano-bisi-risponde-a-di-maio-522011.html

Leggo e commento:

 Si... credo, illustri lettori d'ogni censo e casta che si tratti di masso-fobia, una autentica paura angosciosa, per lo più motivata dal periodo elettorale in cui ogni ciarla di cattivo gusto potrebbe sortire effetti dal candore politico.

Che possano pensare alla nostra esistenza ed al nostro lavoro di massoni come preparatorio al paradigma di antistato? Non ci sono dati che confermano questi timori ,ma sono certo che tanto disagio, la politica comincia ad  avvertirlo quando dietro il proscenio del teatro politico, cominciano ad avvertirsi quelle diversità umane, sociologiche e culturali che ormai la politica , da tempo ha perdute per strada, ponendosi ai cittadini, come padrona di una gestione che una volta acquisita, come fanno i cani, tutto é di loro dominio.

Ormai il Popolo italiano guarda alla politica e ai politici, a dir poco ,non solo con sfiducia, ma come a soggetti  appropriatori indebiti, che non tiene più conto del volere di un Popolo che ormai é defraudato di quella libertà che prima aveva di incidere nel diagramma della propria sovranità e che oggi non possiede più.

Come ha bene risposto il Gran Maestro dell'Ordine muratorio, Stefano Bisi , che bene ha fatto nell'esternare l'atto diffamatorio del soggetto politico Di Maio che, in maniera irresponsabile e violenta, ha fatto uso di affermazioni gratuite per discriminare, con illogica ragione, avverso a dei soggetti che fanno parte di una Istituzione - la massoneria del Grande Oriente d'Italia - che ha avuto ed ha innegabili meriti ,ma che il giovane politico sconosce. Una scuola di valori che - probabilmente da Lui e da tanti altri movimenti, viene vista e giudicata in maniera distorta,senza averne mai realmente studiato la tradizione, la storia e le finalità tutte volte sempre al Bene dell’Umanità - nell'ultimo quarantennio si é guardato sempre con sospetto.

Allora io,illustri lettori d'ogni censo e casta, mi chiedo, certamente disgustato assieme ai tanti fratelli della comunione massonica,  come può un soggetto come il giovane Di Maio aspirare alla carica di Capo del Governo dell'Italia quando le sue esternazioni,vicine ormai alle consultazioni elettorali, di già offendono i cittadini perbene. Per ciò, ritengo che lui non può essere un soggetto da stare in politica e mi batterò perché la  compagine del "movimento 5 stelle" non abbia suffragi adeguati per governare.

Soggetti politici che esternano considerazioni lesive della dignità dei cittadini che hanno ideali e cultura diverse non possono essere chiamati onorevoli. La politica di oggi degenerativa non va ascoltata né considerata. Come non dovrebbe il sig. Di Maio essere né ascoltato né chiamato a rappresentare quella fascia di cittadini che lavorano, che studiano che onorano l'Italia con gli atti di solidarietà che prestano verso chi soffre.

Attraverso questa mia e univoca lagnanza ... il signor Di Maio ... deve essere consapevole che ogni Libero muratore non resterà impassibile ,a iniziare da me, a guardare al suo stupido quanto scadente comportamento diffamatorio lontano da quello manifestato da quegli antichi uomini di così alta statura che, nel tempo, hanno rappresentato i cittadini e lo Stato italiano. " Chi si candida, egregio signor Di Maio, a ricoprire importanti cariche dello Stato,deve avere un enorme rispetto di tutti i cittadini di cui non ne conosce le singole identità ,le doti umane e culturali."

Sicuramente i massoni non siamo come voi politici , i nostri guanti che indossiamo nei nostri ambiti istituzionali  sono pieni di candore ,perché puliti e netti dai vostri intrallazzi politici e di parte.

La nostra diversità è solo quella di essere tolleranti e osservanti della Costituzione italiana , di essere uomini liberi,di buoni costumi e consapevoli di mantenere accesa la fiamma della onestà e della dignità, quella stessa fiamma che ha consentito anche al suo movimento di esistere, ma che da oggi,muovo perplessità perché scossa dalle sue considerazioni.

Studi ... gentile?... Di Maio e ... parli con concretezza nelle TV.,soprattutto sii consapevolmente corretto nell'escludere, dall'elenco elettorale, quei massoni che fra l'altro - la Costituzione Italiana non discrimina... e da tempo ... calcano i vostri ambiti portando in mezzo a voi onore e dignità ineludibili.

Aaronn é

Salvatore Casales


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permalink | inviato da Aaronn il 31/1/2018 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 gennaio 2018

Il Maestro Venerabile. Ieri e oggi

 

Il Maestro Venerabile.

Ieri e oggi

 

 

 

 

Il Venerabile Maestro;

 

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

 

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.

Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

 

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

 

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.

Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.

Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

 

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)

Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

 

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

 

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

 

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)

Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

 

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.

I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.

Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

 

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

 

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

 

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

 

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

 

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

 

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.

Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità. 

 

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

 

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

 

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.

Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

 

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

 

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

 

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

 

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

 

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

 

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

 

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

 

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.

La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.

Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.

Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.

Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.

Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.

 Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d'Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell'Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell'Ordine).

23 – 02 – 2014

***

(1)  A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture.

 

(2) Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso.

 

 

 

Bibliografia:

 

Consultati i seguenti testi:

 

a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;

b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego

c)  Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.

d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich

e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.

f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-

 

 

Salvatore Casales  ...

 

 

 



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2 gennaio 2018

Notiziario del compasso: Il vero complotto è contro la libertà di associazione.

 

Massoneria: l vero complotto è contro la libertà di associazione

di Aldo A. Mola | 2 gennaio 2018

Avviso alla Commissione parlamentare d’inchiesta su Mafia e massoneria: se in Italia non esiste una legge a “tutela del nome”, la colpa non è dei massoni ma della perdurante distrazione di massa dei “politici” che si pascono di pappolate sui “segreti massonici”. L’unico vero complotto in atto è quello contro la libertà d’associazione. Vediamo perché.

Il 21 dicembre 2017 sull’Italia è sceso il buio pesto. Anziché festa del Sole Invitto, questo Solstizio d’Inverno rimarrà negli annali come sconfitta della civiltà giuridica e, più in generale, della libertà. Questo è il succo della Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, in relazione alle (presunte) infiltrazioni di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta nella Massoneria in Sicilia e Calabria. Due premesse, prima di addentrarci nel sommario esame della Relazione. Istituita con la legge 19 giugno 2013, n. 87, la Commissione ha operato con i poteri di corte di giustizia, incluso quello di ordinare il sequestro dei piedilista di loggia ai sensi degli articoli 247 e seguenti del codice di procedura penale. Tuttavia la Relazione non è una “sentenza” ma una sequenza di divagazioni ripartite in quattro sezioni suddivise in 21 paragrafi (alcuni dei quali frantumati in sottoparagrafi), completa di conclusioni e di proposte. Se, come suol dirsi, le sentenze non si discutono ma si applicano, la Relazione è una “opinione”, scritta in italiano talora zoppicante e soggetta a tutte le riserve del caso.

Sin dalla premessa i Commissari mettono a nudo i limiti del loro metodo e svuotano la validità scientifica delle loro conclusioni. La Commissione si propose di “avviare un filone di inchiesta dedicato ai rapporti tra mafia e massoneria”. Sennonché essa dà per scontata la nozione di “mafia” e non chiarisce cosa intenda per “massoneria” (Italiana? Universale? Con quali riconoscimenti internazionali e quali rituali?…). Essa mescola realtà diversissime, riferendosi “a tutte le forme e ai raggruppamenti criminali di questo tipo” (quale?), “che siano comunque di estremo pericolo per il sistema sociale, economico e istituzionale”. Fantasmi. Mentre afferma che in Italia esistono almeno un centinaio di organizzazioni sedicenti massoniche (in realtà se ne contano assai di più), la Commissione decise di concentrarsi su “una parte significativa della massoneria ufficiale o considerata ‘regolare’”: classificazione possibile, codesta, solo nel presupposto che lo Stato abbia titolo e voglia di fissare ed enunciare i requisiti di legittimità e regolarità delle associazioni massoniche in Italia e all’estero. Sarebbe come decidesse se sono più cristiani i cattolici, gli evangelici, i riformati o gli ortodossi: tante sette in libera contesa. Sennonché il pubblico potere è del tutto incompetente a entrare nel merito delle chiese come delle logge. In Italia, infatti, la “massoneria” è poco e male conosciuta (molto chiacchierata, invece, sulla base di pregiudizi ottusi, frutto di incultura) e comunque non è “riconosciuta”. Quindi la scelta della Commissione di interpellare i rappresentanti legali di quattro Comunità (Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi, Gran Loggia Regolare d’Italia e, chissà come mai, la Serenissima Gran Loggia d’Italia, detta sbrigativamente “Serenissima”) è del tutto arbitraria. Lo ha fatto dichiaratamente “a campione” (una parte per il tutto), accampando che “quelle associazioni di tipo massonico presentano talune peculiari caratteristiche che, insieme considerate, possono risolversi nell’agevolazione dell’accesso mafioso” (sic!). Lo si potrebbe dire anche della chiesa cattolica, visto che non sono mancati ecclesiastici in odore di mafia anziché di santità, e di innumerevoli altri “corpi” pubblici ed enti privati.

La Commissione ha cercato conforto nell’audizione dell’ex gran maestro Giuliano Di Bernardo. Sempre avvolto in aura mistica, ancora una volta questi ha vantato l’“abolizione dei cappucci e delle spade in quanto ritenuti ormai anacronistici”. Altri due “testi”, Stefano Bisi, gran maestro del Grande Oriente, e Antonio Binni, sovrano gran commendatore e gran maestro della Gran Loggia, hanno invano cercato di far comprendere ai Commissari, palesemente digiuni delle più elementari cognizioni di genesi e storia della massoneria, che per i Liberi Muratori il rituale non è un orpello bensì sostanza, come i paramenti liturgici nei riti religiosi, che “legano insieme” e separano il sacro dal profano (o “laico”, cioè “ignaro di cose sacre”, come stigmatizzato dal poeta: “odi vulgus profanum, et arceo”).

La Commissione ha affastellato informazioni di dettaglio su singoli affiliati risultati condannati per reati vari, si mostra scandalizzata perché in loggia non vi sarebbero “soggetti riconducibili ai mestieri più umili o al novero dei disoccupati” (già il saccente Enzo Biagi domandò a Manlio Cecovini quanti braccianti fossero in loggia) e, sulla scia di Cesare Lombroso, deplora la “segretezza che permea il mondo massonico” in specie in aree (geoetniche?) “fisiologicamente” tolleranti verso l’illegalità e quindi esposte a “infiltrazioni criminali”. Si tratta di induzioni, mentre non risponde affatto al vero che “il segreto costituisce il perno di alcune obbedienze”, circonfuse da “un alone di mistero”. La Commissione confonde crassamente la riservatezza con “segretezza strutturale” e stigmatizza la “chiara riluttanza” dei grandi maestri a “riferire i fatti”, “anche quando i fatti nascosti abbiano assunto astratto rilievo penale”. Per porvi rimedio essa invoca i “pilastri della trasparenza intesa come anticamera del controllo sociale” e lamenta che la massoneria conservi “talune usanze, consone ai momenti storici in cui furono introdotte” ma “inaccettabili con l’avvento della democrazia”, senza però specificare quali siano queste “usanze”: grembiule, guanti, sciarpa, distintivo all’occhiello, arcana stretta di mano, triplice bacio…?

In sintesi, la Commissione ammicca, strizza l’occhiolino e rimane nel vago: fa esattamente ciò che essa rimprovera agli esponenti della massoneria, come bene ha rilevato l’on. Daniele Capezzone, “vox clamantis in deserto” in un Paese a schiena china e genuflesso anche se nessuno glielo chiede. Per vocazione…

Dopo molte divagazioni, la Commissione constata “la mancanza di un regime generale che renda obbligatoria la diffusione di notizie concernenti qualsivoglia compagine associativa” e ripete il mantra: “le obbedienze, di fatto, operano in un vero e proprio regime di segretezza, che ben poco ha a che vedere con l’invocato diritto alla riservatezza”. La sua ricetta è semplice. Premessa la stupida asserzione di Felice Cavallotti (“non tutti i massoni sono delinquenti ma tutti i delinquenti sono massoni”: Cavallotti, in realtà, disse “farabbutti”, non “delinquenti”), essa ritiene che occorrano “una normativa statale con una portata generalizzata”, verifiche periodiche sull’appartenenza dei dipendenti pubblici ad associazioni, con pene severe per dichiarazioni reticenti o mendaci, e l’estensione dell’investigazione da Sicilia e Calabria all’intero Paese, su “reati spia” e sui “fattori di rischio derivanti dall’appartenenza alla massoneria o ad altre associazioni similari”.

Esattamente come fece il regime fascista, che nel 1925-1926 annientò la massoneria e nel 1938 impose  l’autoscioglimento ai Rotary, sorti dal 1923 e rimasti sempre invisi alla chiesa di Roma. La Commissione ha ritenuto bene di farsi forte di padre Francesco S.J, saltem papa, ricordando che questi “ha respinto le credenziali di un ambasciatore straniero presso la Santa Sede perché iscritto alla massoneria”. E all’Italia che importa? Deve forse lo Stato prendere norma dalla condotta della Città del Vaticano?

In sintesi, la Relazione mira ad abolire la libertà di associazione che è tutt’uno con quella politica. Se manca una legge sulle associazioni non è certo colpa della massoneria, che la chiede da decenni, sull’esempio della Francia che se ne dotò dal 1901 e di Paesi quali la Gran Bretagna e le Americhe, ove la massoneria è libera, a differenza di quanto accade in quasi tutti i Paesi islamici, ove i massoni sono perseguitati.

La “Commissione antimafia” ha un antecedente illustre al quale sicuramente si ispira la sig.na on. Rosi Bindi: Tina Anselmi. Nel diario pubblicato a cura di Anna Vinci (“La P2 nei Diari Segreti”, ed. Chiarelettere) la famosa “staffetta partigiana” annotò il “compito storico” fatto proprio quale presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla loggia massonica P2: “con la giustizia determinare il cambiamento di una parte della classe dirigente del paese, compresa quella della DC” (pag. 18). Dovevano sopravvivere solo i comunisti e i loro accoliti. Quella commissione fece da pedana al salto successivo: Tangentopoli. Epperciò si dotò anche di “quattro esperti, presi su indicazione del PCI e della DC”: non liberali, repubblicani, socialdemocratici o socialisti, né, semplicemente, storici senza etichetta. Gli “esperti” dovevano essere “all’obbedienza”: non del Grande Architetto ma dei partiti di potere. Della greppia. Di quali esperti si è valsa la Commissione Bindi?

La Relazione Anselmi, impastata di congetture e scientificamente irrilevante, passò solo a maggioranza: ne vennero pubblicate altre cinque “di minoranza”, in forte dissenso con la prima. La Relazione Bindi, invece, è stata approvata all’unanimità: il che conferma la fatuità culturale di tanti “rappresentanti della nazione”, inconsapevoli – per stanchezza? per indifferenza? per pochezza? – che all’estero (e quindi già a partire dall’altra riva del Tevere) tale Relazione raccoglie solo il plauso dei fondamentalisti.

 

Aldo A. Mola


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30 dicembre 2017

Notiziario del compasso: " Il pregiudizio come leggenda di un idealismo perverso."

Leggo dalla fonte :

http://giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&view=article&id=6604%3Al-antimassoneria-maniacale-dell-antimafia-demenziale&catid=31%3Apolitica-e-giustizia&Itemid=100057
e riporto fedelmente

L'antimassoneria  maniacale dell'antimafia demenziale

La relazione che la Commissione Parlamentare Antimafia ha redatto sui rapporti tra Mafia e Massoneria in Calabria e Sicilia dovrebbe essere attentamente analizzata da psicanalisti seri che non potrebbero, intanto, che prendere atto che la Commissione, che dovrebbe essere d’indagine, è piuttosto l’officina di assemblaggio di pregiudizi, leggende, elaborazioni ideologiche. E tanta materia di studio per la psicanalisi.
Ho già scritto qualcosa sul ruolo che Massoneria, Servizi Segreti, C.I.A., e tutto l’altro armamentario dell’immaginario “dietrologico” hanno nelle indagini giudiziarie, nelle quali rappresentano “l’ovvio inconoscibile” ed, la giustificazione del limite, del vuoto di ogni indagine, specie se di grande e “storico” rilievo ed, al contempo ne sono il presupposto culturale, la trama implicita.
Ognuno di questi fantasmi ha radici che non sono solamente giudiziarie e frutto della devianza giudiziaria. Hanno una loro storia, sono espressioni di aspetti diversi dei residuati di una subcultura genericamente oscurantista ma di diversa estrazione e di tempi diversi.
La fobia antimassonica è quella di cui più agevole è ritrovare le origini, le logiche (si fa per dire) e le stratificazioni dei pregiudizi nel Cattolicesimo reazionario dell’epoca risorgimentale e postrisorgimentale, nelle prediche di Padre Bresciani, nelle “rivelazioni” del pentito ante litteram Léo Taxil e, al contempo, nell’estremismo socialista di Mussolini e dei “sindacalisti rivoluzionari” del principio dello scorso secolo.
Ma nell’armamentario dell’Antimafia, nel quale il pregiudizio antimassonico si impone sotto forma di dogma delle connessioni tra Mafia e Massoneria, connotazioni del tutto particolari della antica ostilità si evidenziano e prevalgono. La prevalenza della subcultura del “sentito dire”, i circoli viziosi delle voci correnti tra gli strati meno acculturati, attraverso la parola dei pentiti, indirizzati dalle convinzioni dei magistrati che li “gestiscono” e che a loro volta se ne fanno ragione dei loro convincimenti, si manifesta in un’atmosfera di strumentalizzazione mediatica agli estremi dell’irrazionalità e delle teatralità.
La Commissione Parlamentare Antimafia, che sempre più manifestamente ha svolto e svolge un’attività che con l’indagine assai poco ha a che fare e sempre più evidentemente si riduce alla manipolazione ed alla cassa di risonanza delle peggiori devianze giudiziarie, ha raggiunto, con la presidenza della Rosy Bindi e con l’indagine su Calabria e Sicilia un livello inimmaginabile di banale strumentalizzazione delle sue funzioni.
Senza voler dare alla fobia antimassonica di cui ha dato ennesima e grottesca dimostrazione la Commissione Parlamentare un’origine ed un carattere eccessivamente personalistico riconducibile alla cultura, si fa per dire, della sua Presidente, si sarebbe portati a ritenere che nella ricomparsa delle antiche connotazioni ideologiche, nella fobia antimassonica c’è un residuato della formazione parrocchiale della arcigna oggi esponente del P.D., che hanno trovato modo di riaffiorare e manifestarsi. Ma è troppo evidente e completa la rispondenza al modello per così dire “giudiziario-sinistrorso” dell’ineffabile documento bindiano che, se di tale origine vi sono le incancellabili tracce, esse sono filtrate attraverso le solite elucubrazioni che ci ricordano piuttosto le convulsioni mentali degli estremisti di “Magistratura Democratica” della prima ora.
Una considerazione deve essere premessa ad ogni altra.
La relazione, ma prima ancora di essa, la stessa indagine, sono chiaramente indirizzate ad eludere le censure della Corte Europea che fecero seguito, alle persecuzioni connesse con la “questione P. 2” negli anni ’90 dello scorso secolo. Il carattere di una indagine politica su eventi politici, che dovrebbe avere un’inchiesta parlamentare non avrebbe potuto essere oggetto di un ricorso a Strasburgo come ultima istanza relativa, invece a provvedimenti restrittivi della libertà di associazione insita in atti e provvedimenti giudiziari nell’ambito delle operazioni di demolizione della Prima Repubblica cui allora si era fatto ricorso, andando incontro, appunto alle censure della Giurisdizione Europea.

Ma proprio questa finalità è la riprova del pregiudizio e del carattere persecutorio della grottesca indagine bindesca.
Andando poi a leggere la prosa, credo ascrivibile alla stessa Presidente, e cercando di individuare le logiche cui la Commissione si è ispirata, non si sa se ci sia da rimanere sbalorditi, indignati o divertiti.
Se, infatti si legge nella relazione che esula dagli intenti dei Commissari ogni valutazione di criminalizzazione in sé della Massoneria, sfugge poi ad ogni proposito di prudenza dei relatori una ben più decisa affermazione del contrario, insita in un curioso modo di argomentare. Infatti è indicato quale motivo di sospetto di illeciti e gravi legami col crimine organizzato, di illiceità intrinseca di tutte le obbedienze massoniche, il fatto che tali sospetti sono suscitati dal fatto in sé della esistenza della Massoneria e dei Massoni.
Rapporti e connessioni tra Mafia e Massoneria sono infatti individuati nel fatto che vi siano tanti Massoni. Ne fa il conto la relazione di quelli risultanti tra gli Amministratori di talune Provincie Siciliane.
Perché tanti Massoni? Evidentemente per delinquere, per offrire concorso esterno alla mafia, per gestire illeciti affari assieme ad essa.
Tale considerazione, applicata alla rilevazione del numero degli Amministratori iscritti, invece che alla Massoneria, al P.D., porterebbe a conclusioni spaventose. Che, invece, sia piuttosto comico un simile modo di sragionare, non esclude che il pregiudizio in esso implicito non sia cosa da accettarsi sorridendo.
Che il vincolo di solidarietà tra i “fratelli” “consenta” il dialogo tra magistrati, poliziotti, amministratori e mafiosi è una solenne sciocchezza, perché il “dialogo” non ha certo bisogno di una comune appartenenza ad una associazione per potersi sviluppare, né ha bisogno di altra condizione che la mancanza di senso del dovere degli uomini dello Stato per potersi realizzare. Per non ripetere che anche l’appartenenza ad uno stesso partito (chi sa quanti mafiosi sono iscritti al P.D.!!) potrebbe considerarsi tale da “consentire” tali dialoghi.

Ma quando, per sostenere la “segretezza” (sospetta e pericolosa) della Massoneria si evoca il fatto che gli elenchi dei “fratelli” sono tenuti male, con generalità incomplete, si comincia a navigare nel grottesco.
Il culmine è però nell’affermazione contenuta nella relazione secondo cui “un senso di riservatezza a dir poco esagerata (!!??!!)…è sugellato…da una sorta (??) di supremazia riconosciuta (??!!) alla legge massonica rispetto a quello dello Stato. Peculiare appare il giuramento del G.O.I. (Grande Oriente d’Italia la più consistente “obbedienza massonica) in cui l’affiliato è tenuto (ma l’estensore non è tenuto, a quanto pare, ad usare grammatica e lingua italiana) ad osservare la Costituzione, quasi si riservi (???) un giudizio di legittimità costituzionale massonica, sulle leggi che, dunque (??) non sono da rispettare sic et simpliciter.”.
Insomma giurare (ma i Massoni del G.O.I. da quasi un ventennio non prestano più un giuramento…!!) di osservare la Costituzione è motivo di sospetti.
Mattarella (parlo di Sergio, ovviamente, non di Bernardo) avendo giurato di osservare e difendere la Costituzione è dunque sospettabile di riservarsi a suo piacimento di osservare o meno il Codice della Strada!!!
Ma qui non è questione di pregiudizio antimassonico. E’ questione del tutto personale di capacità di ragionare. Antimafia demenziale.
La conclusione propositiva di così acuta indagine è perfettamente in linea con le proposizioni tautologiche in cui si affermano i risultati delle “ricerche”.
Occorre, dice la Commissione, una nuova legge, visto che la Anselmi-Spadolini si è dimostrata inconcludente (e non ha portato all’agognato traguardo della soppressione della Massoneria). Una legge “che vieti la segretezza di tutte le associazioni che celino la loro essenza”.

L’”essenza” di una associazione è concetto rimesso alla comprensione di chiunque si ponga il problema (ed il pregiudizio). In altre parole: è vietato alle associazioni segrete di essere segrete.

Ancora: Antimafia demenziale.

Mauro Mellini
27.12.2017


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10 novembre 2017

Dai miei versi: "Papaveri rossi"

Papaveri rossi.

( a mio figlio Christian )

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

papaveri rossi ti vorrei donare,

quei  fiori di campo . . .

spontanei e solitari,  

che hai detto di preferire e

che a primavera

incantano la natura di colori.

 

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

donerei la vita mia

per rivedere ancora,

i tuoi primi passi incerti

e riabbracciarti

come fosse la prima volta.

Osservare lo sguardo tuo infocato

dopo una lunga corsa

per ubbidire al mio richiamo.

 

Ma oggi, non è più quel tempo . . .  figliol caro

e . . . alcun oblio

ha toccato la mente mia

rivedendo ogni giorno

il tuo sguardo assorto . . .

riascoltando . . .

quel delicato saluto mattutino . . .

e, ancora più . . . mi par di sognare

nel sentir la tua voce

mentre . . .  cerco nel nulla la tua presenza.

 

E . . . allora che vorrei tornassi

nella tua paterna casa . . . 

come un tempo . . .

a chiamarmi ancora una volta . . .

a coinvolgermi  nelle tue speranze

o . . . nei tuoi progetti

che nascevano in te all’improvviso.

 

Se … nel trascorso tempo

potessi io tornare …

vorrei . . . ascoltarti un sol minuto,

o semplicemente . . .

se Dio me lo concedesse . . .

trovarmi nel tuo luogo

si da divenir della tua serenità . . . conoscenza,

quella che la cieca dea non ha favorito.

 

Sai . . .  ormai … manca poco . . .

e . . . l’inverno è già in arrivo …

ed io . . . voglio giungere per tempo

per tornare in quel luogo

ove nasce l’amore che ti ho indicato.

Perciò . . . stammi vicino . . .

se puoi . . .

accontenta un vecchio ormai stanco

che . . .  eppur  . . .  fu gagliardo negli anni andati,

quando  sentiva d’essere il re del mondo.

 

Non ricordi?

Fui io …  a insegnarti i primi giochi;

fui io a stringerti a me

perché il calore mio si mescolasse al tuo,

perché  sentissi i battiti del mio cuore

e comprendessi l’amore …

quello vero . . .

quello che più . . . ci avvicina a Dio.

 

Perciò . . . per tutto il tempo

che a me avrai dedicato …

per essermi rimasto accanto

anche un sol minuto . . .

ti invierò un bacio,

insieme al propizio vento,

perché giunga nel tuo tempo

là . . . dove non ci sono pene e amarezze,

là . . . dove non esiste

né il male né la tristezza;

Là . .  . dove i papaveri rossi

non sono fiori effimeri,

ma perenne bellezza della primavera.

                             .

Salvatore Casales .      .

       


 

 

 

 copyright

 


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2 novembre 2017

Notiziario del giorno dei defunti.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

2 Novembre.

Mi recavo … nel dì dei morti al cimitero;
mi era stata inculcata da giovinetto
quella visita ai parenti più amati,
come memoria per gli affetti ricevuti.

Nel silenzio più assoluto e con deciso passo,
come a simbolizzare quell’atto di rispettosa riverenza …
percorrevo quella via, ormai a me nota,
con l’emozione di chi non avea scordato una magica carezza.

Qualche mausoleo … cappelle gentilizie, all’inizio della via …
Poi … loculi comuni … defunti di un lontano tempo
a confinar quei giovinetti che in armi erano partiti
per l’amor di quella Patria che fu la loro terra.

Gesta di tanti eroi si disegnavano nella mente mia
mentre lacrime e tristezze affioravano negli astanti
verso quei loculi marmorei di famiglia
che in quel dì apparivano essere vestiti a festa.

Tra fiori a destra e lumi a sinistra
raggiungevo quel luogo di riposo degli avi miei e,
adornando anch’io in un mesto silenzio quella dimora,
offrivo loro, il mio tempo e una prece.

Non lontano da quel luogo, ormai familiare,
una presenza di donne, china su stessa, destò la mia attenzione …
Cimentava su quei lembi di terra in rilievo e allineati
l’addobbo con un lumino e tanti fiori bianchi.

Deciso … e con fare cortese, mi diressi destando l’attenzione di una donnina.
Era su negli anni … era vestita a nero e … con un fazzoletto
d’ ugual tonalità a coprire quel suo capo … si girò;
e, con fare sorridente … mi guardò;

Con imbarazzo … tentai non infrangere quell’atto di mistica venerazione.
E … quasi a presagir la mia domanda … con voce ferma lei rispose:
Qua … giacciono i poveri e i bimbi che non videro la luce;
Qua … riposano gli eroi senza nome.

S.Casales




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30 ottobre 2017

IL POTERE AI MAESTRI DI VITA

 

La legge dei maestri

Nella legge dei maestri …
Non c’è grida … non c’è odio … non c’è censura.
Trova bando l’arroganza del potere,
emerge la legge del dovere …

Nella legge dei maestri
non c’è l’ uso del dissenso,
si vuole l’esigenza dell’esempio
racchiuso nella chiave del silenzio.

Nella legge dei maestri …
emerge la rivoluzione della mente
che allontana il conflitto dall’angoscia,
che sfocia nel sereno dov’ è madre la tolleranza.

Nella legge dei maestri? ... … …
C’é un lume sempre vivo
che indica al viandante il fine della … via …
dov’è deposta, dei saggi la pietra, al centro della terra.


Salvatore Casales
?


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26 ottobre 2017

NOTIZIARIO ITALIA: Gli italiani non vogliono lo jus soli.

 

Notiziario di una repubblica dipendente da un' Europa tanto sofferta dagli italiani

Sottoscrivi con Bloglines Presidente Gentiloni:
Perché il Governo di maggioranza PD vuole assolutamente lo Ius Soli? A voi e al santo Padre, non interessano i 7 milioni di poveri italiani? Gli Italiani terremotati? Il Debito Pubblico record? Le aziende che falliscono? I cavalcavia che crollano? L'usura di stato chiamato fisco? I milioni di disoccupati? Le risorse che emergono solo sottraendole ai pensionati?  I giovani italiani che per farsi un futuro devono lasciare l'Italia? L'impunità dei delinquenti che non fanno neanche un minuto di carcere? Gli Italiani sfrattati che dormono in mezzo la strada? Gli italiani disabili senza assistenza? Ospedali e punti di emergenza che chiudono per fare cassa? Gli esami diagnostici preventivi e molto altre prestazioni mediche diventate a pagamento? Gli anziani che devono vivere con 400€ al mese? Al Governo interessa solo lo IUS SOLI. Un affare economico colossale e una fonte di voti che sostituirà gli Italiani pensanti. Noi non ci arrenderemo........protestare è un diritto oppure questo governo ha solo la sigla di democratico?
No... non andrò a darvi alcun consenso alle prossieme elezioni, perché anche la legge elettorale che state attuando é un atto di oltraggio alla democrazia e agli italiani,
Salvatore Casales


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25 ottobre 2017

Dai miei versi : "Con le ali di cera"

 

Con le ali di cera.

Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.

Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.

Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.
Oggi porgo lo sguardo in cielo

e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?

A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...

con le ali di cera.

 

Salvatore Casales

 


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21 ottobre 2017

Da i miei versi : "tempi che cambiano"

 

Tempi che cambiano

 

Era mattino . . . una volta

allo spuntar del nuovo giorno . . .

quando l’uomo con uno spontaneo atto,

 salutava . . . l’occasionale passante

 o il conoscente . . . con un saluto riverente.


Quel saluto . . .  creava l’armonia del momento,

simboleggiava un atto di riguardosa vicinanza.

Quel saluto. . . era il seme mattutino

sparso nel terreno

per ricavarne un futuro  nutrimento.

 

Oh . . . si . . .

per il saluto

non c’era a quel tempo

la frase da cercar . . .

non era  essenza  quotidiana,

 

Non era espressione d’ appartenenza

a una classe eletta,

ma forza autentica dell’uomo

che ci teneva a camminar

con la schiena diritta.

 

C’era . . .  l’autentico intendo  . . .

d’esprimer vicinanza

e, con il viso che trasmetteva tenerezza

per un domani nell’anima

 pregna d’amore e d’amicizia .

 

Oggi  . . . come allora . . . è pur mattino . . .

e nasce un nuovo sole

e si ringrazia lo stesso Dio

come atto d’un primo compimento

che concede luce al nuovo giorno.

 

Oggi . . . così come allora . . .

ci ricordiamo  . . . degli amici più vicini,

ma del saluto, tramandatoci dal tempo,

ricorriamo al messaggio

che ormai è progresso in tutto il mondo.

 

 Buon giorno . . .  Apri la finestra del tuo cuore . . .

lascia entrare il nuovo sole  . . .

Oggi sarà un giorno ricco d’emozioni.

Tanto scriviamo  oggi con sentimento  . . .

con frasi già fatte . . .  aforismi e citazioni . . .

 

Buon giorno” . . . ancora

leggiamo soddisfatti . . .

A chi ci regala il sorriso e,

a chi,  a volte, con un fiore o un cuore

c’infonde l’allegria del momento.

 

Il saluto appena svegli

è  storia antica del mondo intero

che ha tracciato le controverse storie  

dei quartieri e dei viandanti

appena giorno.

 

Oggi . . .

Non c’è più lo sguardo nell’incontro

che trasferiva nelle menti

del passato e del presente immagini e momenti

di ciò che l’uomo teneva dentro realmente.


Oggi . . . ci s’incontra  semplicemente . . .

fra il rumore d’una umanità decadente

che corre . . . con frenetica irriverenza

e non s’accorge di disperdere nel nulla

L’autentico contatto con la vita.

 

Salvatore Casales

 

 copyright

 


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15 settembre 2017

LA VIA DEL MERLOT E DELLA REGINA

LA VIA DEL MERLOT E DELLA REGINA NELLA VALLE DEL BRENTA - CAMPO SAN MARTINO -




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30 agosto 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO : LA CULTURA NEGAZIONISTA DELLA POLITICA CONTRO CHI E' MASSONE.

 

Città di Castello, il consiglio comunale respinge la mozione sulla dichiarazione di appartenenza alle società segrete

Città di Castello, il consiglio comunale respinge la mozione sulla dichiarazione di appartenenza alle società segrete
Respinta con 6 voti favorevoli (Castello Cambia, Tiferno Insieme, Fratelli d’Italia, La Sinistra), 2 astenuti (Lega Nord e Movimento Cinque Stelle) e i 13 contrari la mozione presentata dal gruppo consiliare “Castello Cambia”, nel consiglio comunale di lunedì 28 agosto “che il sindaco, i consiglieri comunali, i presidenti, gli amministratori e i componenti gli organi di controllo di società pubbliche, società a partecipazione pubblica, enti di diritto privato in controllo pubblico, dichiarino la loro eventuale appartenenza a società segrete o riservate, nonché a logge di qualsivoglia corrente della massoneria locale, regionale, nazionale e internazionale”. Nel documento, Bucci e Arcaleni, precisano di “ritenere moralmente ed istituzionalmente in contrasto il governo e l’amministrazione della cosa pubblica con l’appartenenza ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialita’ delle pubbliche istituzioni, nel rispetto delle leggi, dell’articolo 18 della Costituzione Italiana, della legge 25 gennaio 1982, del decreto legislativo 14 marzo 2013 numero 33, della determinazione numero 8 del 2015 dell’Anac e in coerenza con lo statuto del comune di Città di Castello”. Leggendo l’articolo della norma che vieta le associazioni segrete, il consigliere di Castello Cambia Emanuela Arcaleni le ha definite in contrasto con la legge come quelle che prevedono un vincolo e una riservatezza. “Lo statuto di questo comunale, all’articolo 34, lo ribadisce, ne chiediamo il rispetto integrale. Non abbiamo niente contro queste associazioni, neanche contro la massoneria ma vogliamo che sia dichiarata e resa pubblica l’appartenenza”. Vincenzo Tofanelli, presidente del Consiglio comunale, ha dichiarato che “tutti gli assessori e i consiglieri, meno due, hanno depositato la dichiarazione”. “I dati associativi nel Codice della privacy sono sensibili e sottoposti a tutela” ha spiegato il segretario comunale Bruno Decenti “Noi abbiamo preso a riferimento altri enti: abbiamo chiesto al Garante un parere e sospeso la pubblicazione. L’esperienza di Firenze ci dice che sia proporzionato esporre la propria appartenenza perché chi esercita una funzione pubblica suscettibile di un controllo dell’elettorato. Aspettiamo il parere per non esporre l’ente ad una sanzione anche pesante. La proposta è di pubblicare i dati solo di chi lo richieda”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, partendo dalla privacy, ha detto che “prevedeva tre campi, opinioni, stato di salute, orientamenti sessuale. Oggi è superata. L’opinione politica non è un dato sensibile in consiglio comunale. La legge Severino ha spinto verso situazioni folli: sono perseguiti dal punto di vista penale i traffici di influenze. La Camera delle corporazioni ha trovato un’ appendice nel Cnel ma soprattutto negli assetti parlamentari, dove venivano elette quote dalla Cia o da Coldiretti. L’appartenenza alla Massoneria è stata associata ad alcune ideologie, piduismo e golpismo di destra. Ma Giuseppe Garibaldi era massone e anche alcuni dei Savoia, Mazzini lo era. La trasparenza è importante ma oggi la gestione della Sogepu cambierà se verrà sancito che i suoi rappresentanti fanno parte di una loggia massonica? Facciamo attenzione affinché un modello che è costato quattrini, l’organismo di Vigilanza sia non solo un esimente giuridico. Dobbiamo vigilare che i protocolli di questo modello siano rispettati. Altrimenti andiamo verso lo Stato etico: sbagliamo se pensiamo che la massoneria e l’Opus abbiano natura diversa, che i clubs di servizio non mettano in relazione i propri membri. Bene la trasparenza ma stiamo attenti: le mani sulla città, ammesso che ci siano, sono figli di un trasversalismo che nulla hanno a che fare con l’appartenenza. D’accordo con l’ipotesi prospettata dal segretario”. Giovanni Procelli, consigliere della Sinistra, ha detto “sono usciti elenchi delle associazioni segrete ma che cosa è accaduto ai suoi membri? La massoneria è stata implicata su tanti scandali ma non ha legami con quella di Garibaldi. Sarebbe come paragonare Gesù e la Chiesa, la rivoluzione d’Ottobre e il socialismo reale. Auguro che nessuno iscritto alla massoneria possa far parte del Parlamento”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha ribadito i contenuti della mozione mentre Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha richiamato l’invito del sindaco “a dichiarare l’appartenenza, scontata a tutti i livelli, perché già prevista dalla Legge Anselmi. Non abbiamo niente in contrario alla trasparenza e il PD lo prevede nel codice etico. I consiglieri hanno proceduto e gli atti sono a disposizione. Si sta chiedendo qualcosa che già esiste. Alla massoneria potremmo iscriverci tutti, stante i principi, ma sono le associazioni segrete deviate il problema”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha sottolineato “un fatto politico: il sindaco era partito in quarta ed è stato fermato dalle potenziali sanzioni. Dichiarare appartenenze non è dovuto al corpo politico ma ai cittadini. Questa è la direzione della trasparenza. L’orientamento del segretario è positivo. Oggi votiamo un atto di indirizzo. La massoneria fa parte di queste associazioni? La maggioranza ha votato il piano di Sogepu, potrebbe dare l’indicazione di includerla nelle dichiarazioni dei rappresentanti dell’azienda. Il problema della massoneria è la segretezza. Se la mia collega, con cui condivido un percorso politico, avesse un vincolo di segretezza lo vorrei sapere”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha specificato che “il fatto pericoloso è che chi appartiene ad una associazione riservata lo deve dire. Se fossi omosessuale, dichiarare la mia adesione all’Arcigay nel mondo di oggi potremmo portarmi pregiudizio nella politica e nel lavoro. Attenzione alla caccia alle streghe”. Riccardo Marchetti, capogruppo della Lega Nord, ha dichiarato la sua “non appartenenza a logge massoniche. Ma l’opinione pubblica che il cittadino ha della massoneria non è corretta. Chiunque può vedersi in qualsiasi posto e fare affari. Io non sono affiliato ma conosco gente di grande valore e dottrina che lo è. Il senso vero è la ricerca interiore e la lista di chi ha fatto parte di questa nobile istituzione è impressionante. Se poi emerge che dentro un consiglio o una partecipata ci sono persone che si scambiano favori in base ad una comune appartenenza associativa, si vada in Procura”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha ricordato come “io stesso ho richiamato i consiglieri a dichiarare la propria adesione ad associazioni. Nel corso dei mesi si è sviluppato un dibattito anche murale che ha travalicato le mie intenzioni. Non mi è piaciuta la piega che ha preso, con centinaia di manifesti abusivi, ad esempio. Il segretario ci ha richiamato alla normativa sulla privacy e al nostro statuto. La mozione è inutile. Reitero l’invito ad un atto di responsabilità: dichiarare la propria adesione e autorizzarne la pubblicazione. Il nostro dovere è verso i cittadini e va oltre le normative o informalismi. Non sono contro la massoneria ma io non aderisco”. “E’ inutile la mozione o c’è fumus persecutionis verso qualche associazione?” ha detto Emanuela Arcaleni nella replica. “Riconosco i meriti della massoneria in quanto ha contributo alla storia italiana ma allora non dovrebbero esserci problema a votare il documento. Ma nella scorsa legislatura la dichiarazione non è stata fatta, quest’anno ci sono ritardi. Chiedo di estendere la procedura anche ai nominati a qualsiasi titolo dal comune o in organismi riconducibili al comune. Nessuna caccia alle streghe ma un rafforzamento del dettato dello Statuto”. Nelle dichiarazioni di voto, Gaetano Zucchini, capogruppo del PD ha sostenuto che “lo statuto non è lacunoso su questo. La ridondanza della mozione fa sospettare che ci sia la caccia all’incappucciato, alimentando la teoria del sospetto”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “Trasparenza non caccia alla streghe”. “Sarà un atto ridondante ma voterò a favore” ha annunciato Lignani “non voglio equivoci. Castello Cambia chiede legalità e poi affigge abusivamente manifesti. Le incompatibilità dei partiti non sono state quasi mai rispettate. L’obiettivo della mozione era mettere nero su bianco le appartenenze delle partecipate”. “Voto positivo anche per Tiferno Insieme”, ha detto Morini “abbiamo un obbligo di trasparenza verso i cittadini perché l’adesione ad associazione segrete porta problemi nell’amministrazione della cosa pubblica. Verso queste appartenenze i cittadini devono essere maggiormente tutelati”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha detto “di aver rilasciato tutte le dichiarazioni e il voto per questo sarà contrario”. A margine del dibattito il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Tofanelli ha dichiarato: “Si comunica che sono pervenute all’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale le dichiarazioni di appartenenza ad associazioni che ogni consigliere deve presentare in base alla norma dello statuto, che, in vigore da molti anni è stata finalmente applicata. Sindaco, assessori e tutti i consiglieri comunali ad eccezione di due, hanno trasmesso le loro dichiarazioni nel rispetto della normativa nazionale sulla Privacy. E’ stato quindi compiuto un atto di trasparenza significativo a tutela della dignità dell’istituzione comunale”.

Fonte:http://www.valtiberinainforma.it/news/citta-di-castello-il-consiglio-comunale-respinge-la-mozione-sulla-dichiarazione-di-appartenenza-alle-societa-segrete-


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16 agosto 2017

Dalle mie scritture: " La Patria mia smarrita "




Quando … ero

Quand’ero bambino.
Rimembro la felicità che vivevo,
ricordo …
la città d'una volta,
coi suoi vicoli, il suo odore, la sua storia.
Ricordi ... ricordi ... ricordi.
Quand'ero bambino,
pensavo …
a quanti anni avrei avuto da vivere;
pensavo che potessero essere tanti …
così, l’armonia mi entrava nelle membra.
Pensavo ... pensavo ... pensavo.
Quand'ero bambino,
per le vie del quartiere giocavamo a nascondino.
e , se c'era una festività vicina,
allora … tutto era letizia ...
tutti alzavano la cresta …
tutti sognavamo la fidanzata.
Quand'ero bambino?
Ossì ... ch’eravamo felici e spensierati;
stavamo seduti sulla scala al primo gradino …
e, con sguardi maliosi
e col capo chino,
guardavamo ... guardavamo ... guardavamo;
il passo felino delle fanciulle in fiore,
il cinguettio delle rondini in volo,
le campane che suonavano a festa
e le comari del quartiere
che non sapean tenere
i propri panni nella cesta ...
Oggi ... che sono divenuto adulto,
non penso, non guardo, non sento.
Fiuto solamente il fumo dilagante
della gente che, non lavora,
ma si asciuga la fronte …
si sente avvilita, si affanna per niente.
Mi manca …
il vocio … dei bambini per la via
Oggi … chiusi … in casa ...
presi tutti …
a fare da naviganti …
a giocarsi la fanciullezza.
Mi manca …
la Patria mia oggi corrotta e stanca,
invasa dall'orda e non più sovrana ...
che, statica e indifferente, perde la libertà …
mentre io silente … … …
serbo solo l’illusione della speranza …

Salvatore Casales.


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13 agosto 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO "la Radice di noi stessi"



Plotino

Chi sono io

... Suvvia, entri dentro chi ha cuore e segua le sue orme nei penetrali; non senza però, aver lasciato fuori le visioni dei suoi occhi mortali e guardarsi bene dal volgersi indietro a quei corpi un tempo splendenti

Plotino Enneadi I,6,VIII

1.  La  voce dell’antico e sacro cantore che vide in sé stesso la genesi e il dispiegarsi del cosmo, il suo Ordine e il ritorno di esso nella Sorgente immanifesta della creazione ci giunge attraverso i secoli trasmessa dalla bocca all’orecchio di  noi, iniziati ai misteri della Conoscenza Suprema. Questa voce non rinvia ad un tempo e a uno spazio del passato ma a Colui che è oltre il tempo e lo spazio. Rinvia a Colui che, adesso e ora, è presente a sé stesso, rinvia a Colui che é. Ragion per cui, per quanto antica, questa voce esprime una Eterna Novità immanente la creazione. Sintonizzarsi con la Tradizione iniziatica significa abbeverarsi alla sorgente inesauribile dello Spirito che sempre sgorga. Quell’Acqua di vita è la linfa vitale che dal Padre fluisce nell’Albero Cosmico della manifestazione e poi, al Padre, fà ritorno nel ritmo incessante dell’Amore o Respiro Cosmico.  Il Sé conosce il Sé e si Ama. “Può l’Amore volere o desiderare l’Amore se è esso stesso Amore? (Raphael)”.

2. Generazioni di Veggenti di ogni luogo, di ogni tempo di ogni razza e fede cantano in coro l’unitarietà di tutto ciò che esiste e, nel contempo, cantano le lodi del Padre, dell’Acosmico Signore, le lodi dell’Abisso inperscrutabile della divinità in sé. Le lodi del Silenzio metafisico.

3. Generazioni di veggenti cantano che l’ente uomo è incastonato nel cosmo. Il microcosmo è identico al macrocosmo quel che c’è là c’è anche qui, quel che non c’è qui non lo si trova da nessuna parte. Conoscere sé stessi quindi è conoscere il macrocosmo.  Essendo la Radice di noi stessi … identica a quella del macrocosmo ed essendo Quella Radice immutabile, indivisibile, realizzare  è realizzare la Radice del cosmo.

4. “Certo è inconoscibile la natura di colui al quale appartengono tutte le grandezze …. ma se - nella sua sovrabbondante dolcezza – desidera darne conoscenza affinché lo si conosca, egli può. (Trattato Tripartito)”.

5.  La via iniziatica quindi è via di ritorno alla Sorgente, è via di risalita. Del respiro del Padre che percorre l’Albero della Vita è il flusso ispiratorio, il flusso che dal molteplice va all’Unità Principiale, laddove il flusso espiratorio va dall’Unità Principiale al molteplice. La prima è via di soluzione delle forme e dei nomi, via di astrazione da tutte le sfere di esistenza. La seconda è via di coagulazione dei nomi e delle forme, via di manifestazione dei piani esistenziali.

6. Percorrere la via iniziatica, quindi, significa risalire, in noi stessi, gli strati della manifestazione. Conoscere sé stessi è quindi conoscere la manifestazione nella sua interezza per immergersi nella propria reale natura … che trascende e misteriosamente è immanente la creazione.

7. Il punto di partenza è quindi una domanda : “chi sono io?”.

8. Fermati e raccogli la tua attenzione, fai una pausa in quel che stai facendo e chiediti “chi sono io?” … bada però di non dare una risposta. Attendi la risposta in silenzio … attendi la risposta della parte più nascosta e radicale di te stesso, ricorda:  “fra conoscere intellettualmente un concetto e realizzalo invero nella coscienza c’è un’abisso, un incommensurabile abisso … senza sostegni (Raphael)”.

9. La nostra Reale natura è la Costante che sostiene lo spettacolo sempre cangiante dei mondi. Sullo schermo immutabile della pura Coscienza le ere si susseguono, nel loro incessante fluire e rifluire. Occorre quindi discriminare fra ciò che sempre è, e per ciò stesso è Reale, e ciò che ha un inizio, una durata e una fine e, per ciò stesso, è irreale. Dire che un dato è irreale non significa dire che è un non esistente, come il figlio di una donna sterile o le corna di una lepre, ma solo che è transeunte, è un istante di sogno nell’eternità.

10. Una via iniziatica non è per i più. I più sono assetati di mistero, di poteri materiali o psichici; sono bisognosi di adattabilità con la vita profana, hanno necessità di conforto psicologico e di commiserazione. I più amano perpetuare la propria incompiutezza, amano accentuare i valori mondani o celesti e “suonare le trombe”  nelle piazze. I veri Filosofi dell’Arte non amano le piazze e i circoli salottieri, essi non sono rumorosi perché sono profondamente meditativi, perché non possono disperdere le proprie energie: chi sta tentando di “morire da vivo” non può permettersi distrazioni, commiserazioni e l’ascolto di sciocchezze e bagattelle. Ogni ente deve saper trovare il suo giusto posto, deve saper adempiere il suo dharma  (Raphael Triplice via del Fuoco I,24)

 Doc. ripreso da documenti filosofici


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22 luglio 2017

NOTIZIARIO DI VITA : " CON LE ALI DI CERA "




Con le ali di cera.

Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.

Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.

Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.
Oggi porgo lo sguardo in cielo

e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?

A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...

con le ali di cera.

Salvatore Casales

 


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22 luglio 2017

L' UOMO E LA SUA MORALE

 

                                  

 

- "L'ipocrisia" ... il comportamento che toglie dignità -

 

Quando si vuol parlare degli atti o dei comportamenti che l’uomo, nel suo modo di essere,spesso distorce a suo diretto nocumento o avverso altri, rimaniamo inibiti dal volere aprirci ad un tal dialogo in maniera cosciente ad onore e vanto della verità, per tema di guardarci dentro.

Per timore di penetrare e fare analisi su noi medesimi ,rimaniamo perplessi sull’atto speculativo che esercitiamo a danno della nostra identità o della nostra dignità.

Nel caso specifico, la mia argomentazione é rivolta all’ipocrisia”, tema ed atto emblematico, nello stesso tempo, che ,se volessimo raggiungere la sua radicalità , perverremmo all’antropologia dell’uomo ,come sua manifestazione prima, forse di ingenuità ,di un atteggiamento che l’uomo dovette assumere in un verso anziché in un altro per un tornaconto o per scongiurare un atto palese .

Allora ,se il discorso avviene in un contesto di una scuola o di un seminario,d'un convegno,vien facile produrre lusinghiero interesse nell’uditorio , ritenendo,tale atto, essere motivo di tanta riflessione perché connesso ad altri atti che,necessitano quella rettifica che,di contro, giustifica la connaturazione dell’essere uomini liberi, uomini non sottomessi alle pressioni degli accadimenti del quotidiano;

Convinti che, sovente non paga l’atto d’essere se stessi,ma paga quello dell’equa ricompensa che toglie l’uomo dal carcame della menzogna,lo toglie dal dispregio che calpesta la sua dignità.

Il tema “ ipocrisia” ,dunque, nella sua ovvietà e nel suo più intrinseco significato, allora, va trattato con ampia schiettezza non tanto per raggiungerne il suo originario significato letterale, Simulatio - onis, che rappresenta l’azione antica di un attore che ,fatta propria l’arte teatrale, portava in giro per paesi lontani storie e fiabe inverosimili , attraverso le quali , venivano raccontate gesta d’eroi , fatti di povertà ,di disastri e di calamità da interessare un certo uditorio che a quel tempo non aveva parecchie divagazioni, quanto per definire la simulazione un difetto di cui si è macchiato l’uomo.

Erano altri tempi , si, in cui egli, nella sua in genuinità ,veniva attratto dai tanti fatti che arricchivano la sua immaginazione, fatti che lo portavano lontano nel tempo ed a capire meglio ciò che conduceva al vizio o alla virtù e , probabilmente, attinse da questi attori l’arte d’apprendere e d’insegnare ai propri figli, il bene ed il male, l’arte di mostrare riservatezza ,la coinvolgenza o la non appartenenza a fatti che gli avrebbero potuto portar nocumento e tradusse tutto ciò in un modus vivendi,comportamentale che, successivamente, si tramutò in cultura.

La simulazio oggi, come ieri, è un mostrare agli altri o, per dir di più,*l’atto mediante il quale, l’uomo patteggia con se stesso un atto della sua volontà, di compierlo o non compierlo,secondo le sue intenzioni,ma di certo per apparire diverso e trasmettere agli altri il tutto ed il contrario di tutto alla sua connaturata identità , o di mostrare ciò che in realtà non possiede.*

Ma l’ipocrisia come atto nella sua estensione ormai dilagante non può’ essere ammessa come un innocente errore avverso il quale troppo spesso l’uomo ricorre;

E’ un comportamento negativo al quale bisogna riflettere e correggere questa mal celata ed incontrollata azione la cui prosecuzio, nel tempo, inficia l’essere dell’uomo inserito nell’amalgama di una società che vuole uomini liberi ed onesti.

Che dire allorché l’uomo commette l’errore più grande di tradire un’amicizia? Una fratellanza ? la propria consorte , i propri figli, il rapporto interpersonale con la società ?

Che dire dei tanti che si appropriano del titolo di “Uomini “ che si trincerano in quest’atto (l’ipocrisia) , della degenerescenza e della falsità quando si collocano in una realtà di pausa , di cautela o della malafede?

Che dire infine dell’atto di non volersi manifestare, cultura ultima invalsa nell’uomo d’oggi,che mette in evidenza solo l’atto vile di un animo incapace d’esprimere la propria opinione o il proprio libero pensiero?

Oggi l’uomo crede,con l’atto dell’ipocrita, di trarre in inganno il suo consimile,simula il suo apparire, si esalta introducendo tortuosi discorsi,si inscrive in un determinato nucleo che,il più delle volte lo rende asservito agli errori ed incongruenze degli altri; Non si accorge di scalfire,pesantemente la sua pur mediocre personalità.

Costui, è da ritenere un pover’uomo ,inconsapevole che, aldilà dell’azione,della ipocrisia , deve emergere il suo modo d’essere “Uomo vero” ,che deve costruire il suo tempio interiore,non aggrappandosi al non essere, in tal maniera,appalesandosi, avrà ,solamente,ingenerato violenza a se stesso .

Il contatto che vorrà allacciare con altri non sarà mai vicino, come egli crede,ma lontano parecchie miglia.-

Aaronn


é

           Salvatore Casales

 


 


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5 luglio 2017

l'Italia va rifatta compresa la casta, senza una via maestra.



Cari lettori d'ogni censo e casta .
E si ... purtroppo va rifatta questa piccola "Italietta" dei grandi sogni ,delle delusioni e delle lotterie, dei nostri beniamini del calcio.
Si, dico lotterie ,un tempo era bastevole che la famiglia sognasse per il pater-familias un decoroso lavoro per guardare al futuro con tanta dignità e raccontare ai figli, che venivano avanti, che bisognava seguire il proprio genitore che,  in quei tempi, rappresentava il signore unicus ,esempio di moralità ,di dovere e di equilibrio.

Oggi,invece,non solo in italia,ma nel mondo intero, il riferimento all'odierna famiglia non è più l'uomo,ma il danaro ,quel vil danaro che  fa sognare ,che induce l'uomo,ad averlo ad ogni costo fino al delinquere.
" Basti pensare alla speranza ormai incultata all'orda degli immigrati che in Italia approda, per una vita migliore e comprendere come l'uomo detentore di una stramballata moralità, specula su dei poveri cristi."

E' il danaro che dà carattere all'uomo,sia egli un ignorante, un povero, un  ricco.

Parlo dell'uomo d'ogni ceto e casta e, credo di non raccontar frottoline,basta ascoltar la T.V. o leggere qualche quotidiano che,  se capitasse di incontrare un bimbo e poi chiedergli cosa farai da grande,anzi da piccolo ,rischi che egli risponda di sperare in una vincita miliardaria,in una lotteria ,di quelle che  il nostro Stato Italiano ha evacuato per  portare a cassa il vil danaro.
E allora ? ... Mi risponde il piccolino,se lo fa lo Stato perchè non io?
E il discorso puo' entrare nel dettame più specifico, elencando tutte quelle categorie professionali che non pagano le tasse  o ,se le pagano  sono nientemeno, il più delle volte la metà di quelle di un dipendente pubblico.(commercianti, imprenditori, politici, professionisti.)

Oh no ,stavo per definirlo"povero",ma avendo imparato dallo Stato e da una società  che  vive in odor di ninnoli aurei ,anch'egli esercita ,a sbafo di chi non puo' ,il suo dopo-lavorino,magari non pagangogli le tasse.

Allora io mi chiedo ,in questo breve escursus parolaio,chi sono i ladri? chi gli estortori ? chi i profittatori?

Quelli che materialmente delinquono ? ... Chi ?

OH.... ce ne sono ben'altri ? E tanti da riempire lo stivale ?

Avete capito ...  perchè l'Italia va rifatta ?

Come va rivista la nuova cultura dell'uomo che naviga in questa terra?

Come dovrà essere rieducato  il bambino appena nato?Si proprio quel piccino oggi vittima dei grandi,dei sogni travulsi  dell'uomo che ,dimentico dei valori nominali vende l'anima per un tarì.

Grillo continua a strillare ? E' per forza di cose che deve esercitare la sua potente  vocalita' per entrare  nella caverna  del sordo e delle case.

Domani ne verrà un'altro, per entrare nella caverna di Polifemo e a buon ragione , a ravvederci,a non pensare piu' ai sogni, all'isola dei famosi ,magari quella puo' sembrare una delle piu' sane mete d'avventure , che la televisione mette in atto ,per reinserire nell'anfiteatro gli schiavi, quei poveri sfortunati,si fa per dire, e così ritornare ad una diversa allocazione ,magari a fare i gladiatori della Popp-art.

Pertanto,dovrebbe venire anche qualcun'altro che ,senza strilla in quanto le hanno già fatte, ci dilati gli occhi , per vedere meglio ,"come accennava nonna lupo a cappuccetto rosso", osservare  la meta più lontana ma a ritroso,nel tempo,quando l'uomo sognava ad occhi aperti perchè non era la paura che lo affliggeva ,ma il divenir incerto.

L'epoca dei Giganti, non ha mai cessato di esistere , sarebbe bene debellarla ,come fanno i " Grillo  o quant'altri  che ben vengano a spronarci, a non più guardar alla società italiana  con  occhio "Polifemide" così come fanno oggi i ciclopidi giganti della politica  -  del potere  che prende gli spazi propri  del concomitante  disconoscendo  i valori puri  e veri  di un tempo .

Tempo fà ,una giovinetta ,ventenne su questo blog, scrisse parole stupende ,che io haime'... ho stampato nella mente  e mostrate alla mia famiglia;  Ragazza,indubbiamente  di rara moralità e conoscenza ,già a disagio con la odierna epoca giovanile  che,per giocare abbisogna di mezzi costosi ,il telefonino , lo smart-fon e quant'altro per l' esternazione di uno status crescente alla ricerca d'un uomo che vuole divenire  un super-uomo,ma che non conosce la vera via maestra da seguire.-

Aaronn
  


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27 giugno 2017

Notiziario del compasso: Un idealismo diverso e fuorviante nella massoneria deviata.

 

[Esclusiva] "Io ministro? No grazie, a Renzi e Grillo preferisco il mio lavoro. Sto indagando sulla massoneria. Temo solo le termiti"

Intervista al procuratore Gratteri: "In un anno ho arrestato oltre 950 indagati per associazione mafiosa"

Il procuratore Gratteri seduto davanti alla scrivania del suo studio

Entrato prepotentemente nel gossip romano, come il ministro della giustizia candidato e bocciato nel volgere di ore per i veti una volta degli uomini delle istituzioni e un'altra per i Niet di ambienti politici, Nicola Gratteri in questa intervista esclusiva a tiscali.it svela i suoi prossimi impegni.
A chi prima lo voleva nella squadra di Renzi, poi in quella di Grillo (che oggi sponsorizza il Pm palermitano Nino Di Matteo), il Procuratore di Catanzaro risponde: «Sono felice di essere a Catanzaro. In un anno ho trasformato l'Ufficio e adesso vi assicuro che nulla rimarrà come prima».

Insomma, procuratore è iniziato il conto alla rovescia?
«Sono abituato a parlare sempre dopo. Abbiamo bisogno ancora un po' di tempo per dare risposte che la gente sta cercando di avere da tempo».

Nel suo ufficio “smontato” per via delle termiti che hanno divorato librerie e poltrone, con i libri e fascicoli raccolti sul pavimento, Nicola Gratteri delinea la offensiva del suo Ufficio nella lotta alla Ndrangheta e ai suoi complici. Non ama fare sociologia o analisi, preferisce far parlare i fatti. E allora Procuratore iniziamo dal bilancio di un anno di lavoro. Soddisfatto?
«In un anno abbiamo arrestato 950 indagati per associazione mafiosa e per traffico di droga. E abbiamo cominciato con le prime tre incursioni nella pubblica amministrazione, cosa che non era mai accaduto prima. Primi arresti di una trentina di funzionari pubblici anche ex assessori per reati che vanno dal peculato alla corruzione, in alcuni casi con l'aggravante di aver favorito la Ndrangheta. E abbiamo cominciato a esplorare mondi che erano ritenuti impenetrabili».

Si riferisce agli intrecci tra massoneria, Ndrangheta società civile?
«Mi faccia prima dire un paio di cose. Intanto che le generalizzazioni sono una pessima strada da seguire perché creano sconforto tra la gente, creano il pessimismo e un senso di sconfitta permanente. E questo proprio oggi che un certo risveglio si avverte. Anzi, per la prima volta la gente comincia a prendere coscienza e a credere finalmente nella possibilità di una primavera calabrese».

Una società civile attiva non l'ho mai incontrata nei miei trenta e passa anni di frequentazioni calabresi.
«Le rispondo dalla fine ma poi mi faccia dire quello che mi sta a cuore. È vero che i calabresi non hanno mai reagito per esempio come è successo in Sicilia dopo il martirio di Falcone e Borsellino. Ma c'è un perché e probabilmente la risposta va ricercata nel fatto che noi non siamo stati credibili. Noi, ovviamente non tutti noi magistrati come del resto non tutti i colleghi palermitani erano Falcone e Borsellino. E, dunque, abbiamo iniziato a invertire la rotta, a essere più credibili. Se sono invitato a un convegno non necessariamente vi partecipo se vedo che tra gli invitati c'è qualcuno anche famoso, anche con la patente di antimafiosità che non mi convince».

Dunque, lei sta cercando verifiche dell'esistenza di rapporti tra Ndrangheta, politica, pubblica amministrazione e massoneria?
«Stiamo parlando della massoneria deviata, cioè di quelle logge massoniche non riconosciute da Palazzo Giustiniani dove convivono quadri della pubblica amministrazione, professionisti, e gli esponenti della Santa, quel grado di affiliazione alla Ndrangheta che autorizza i suoi vertici anche a una doppia affiliazione, alla massoneria appunto. Ecco tracce di queste presenze ci sono. È vero che in quarant'anni o poco meno non è stato celebrato un processo con sentenza foss'anche solo di primo grado che certificasse questi rapporti. Dei fascicoli sono stati aperti in passato. Le rispondo ricordando che le indagini vanno fatte in silenzio».

Un anno di Catanzaro. Ricorda che a Reggio Calabria negli anni Qottanta e Novanta furono cercati i referenti politici della Ndrangheta e l'unico che finì nella rete fu Giacomo Mancini? Una giustizia perlomeno molto strabica. E a Catanzaro sono tutti al di sopra di ogni sospetto?
«Oggi vedo la Ndrangheta dominante sulla politica. Quando i politici si mettono in fila per andare dal mafioso che sanno che detiene un pacchetto di voti, vuole dire che riconoscono alla Ndrangheta un ruolo preminente. Riconoscono che la Ndrangheta e più forte, è un modello vincente nella comunità».

Lo Stato di salute della Ndrangheta?
«Più forte di prima. Ha saputo trasformarsi. Non spara più, discute alla pari con la politica, anzi sono i politici, ripeto, che vanno a trovare i mafiosi. Non sparano ma nello stesso tempo il loro potere di intimidazione e intatto».

Che reazione ha avuto quando ha visto in televisione le immagini del baciamano al boss Giorgi, arrestato dopo una latitanza trentennale?
«È un segno di sottomissione, di riconoscimento di un'autorevolezza carismatica di un boss. La Ndrangheta è insieme arcaicità e modernità. L'arcaicità è un collante. Dico sempre che se dovessi puntare su chi scomparirà per prima, tra la camorra, la Ndrangheta e cosa nostra, punterei tutto sulla camorra, che pure è stata la prima organizzazione criminale a insediarsi».

E perché la camorra?
«Perché sempre di più non osserva l'ortodossia delle regole, è sempre più facilona, più criminalità organizzata che mafia. Sta diventando sempre di più una forma di gangsterismo urbano. La Ndrangheta invece è ossessionata dal rispetto delle regole, che rappresenta una calamita che attrae, affascina le nuove generazioni che hanno bisogno di riconoscersi in codici e regole. Ma nello stesso tempo la Ndrangheta è moderna. È una holdign che fa affari in piena autonomia. Ogni ndrina, ogni locale ha piena autonomia nella impresa economica. Non ha bisogno di essere autorizzata».

Catanzaro capoluogo di Regione, sede della Giunta regionale. Tutti virtuosi?
«Vedo una autoreferenzialità dei gruppi dirigenti, delle famiglie che gestiscono il potere. Vedo ambigui rapporti amicali tra più figure istituzionali diverse. Frequentazioni che non dovrebbero essere coltivate nel rispetto delle diverse competenze istituzionali».

Lei ha sempre goduto di una popolarità non solo mediatica ma anche tra la sua gente, tra i calabresi. Anche ora che il tasso di popolarità della magistratura è al lumicino.
«Stiamo lavorando per recuperare il consenso popolare. La gente deve credere in noi e quindi noi dobbiamo essere coerenti tra quello che diciamo è quello che facciamo concretamente. Dobbiamo essere seri e rigorosi con noi stessi. La gente deve tornare a fidarsi di noi. Deve venire da noi a denunciare. Il calabrese è sempre stato usato dal potere e oggi è sfiduciato, un po' paranoico e diffidente. Tocca a noi uomini delle istituzioni riuscire a convincere il popolo ad aver fiducia nella giustizia. La Calabria vi sorprenderà molto presto».


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25 giugno 2017

Non pensavo che la libertà di pensiero e di comunicazione un giorno in Italia sarebbe stata inibita.

Ai miei cari lettori d'ogni censo e casta comunico che i miei scritti possono essere anche letti e commentati su:


http://haronn.blogspot.it/


Salvatore Casales


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18 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " L'onore dei massoni del G.O.I ”

 

Massoneria: Goi ad Antimafia, revochi sequestro/Ansa

Inviata istanza revisione, Bisi “hanno 10 giorni di tempo”

Il Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani con riferimento al provvedimento di perquisizione e sequestro emesso in data 1° marzo 2017 dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere, a firma della Presidente On.le Rosy Bindi ed eseguito lo stesso giorno dal Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza, in danno del Grande Oriente d’Italia, rende noto che è stata inviata oggi tramite posta certificata un’istanza di revisione in autotutela finalizzata alla richiesta di annullamento e/o di revoca del provvedimento medesimo.

Con tale richiesta il Grande Oriente d’Italia ha assegnato alla Commissione un termine perentorio di 10 giorni, spirato il quale si è riservato il  diritto di  adire l'Autorità giudiziaria, in tutte   le competenti sedi,  al fine di ottenere, anche nei confronti  dei singoli parlamentari membri della Commissione, il ripristino della propria onorabilità e reputazione e di quelle dei  soggetti aderenti, nonché il  risarcimento dei danni patrimoniali  e non patrimoniali subiti a causa dell'illiceità del decreto 1° marzo 2017.

L' istanza si fonda anche sui principi consolidati nelle due sentenze che gli estensori ed i firmatari del  provvedimento necessariamente conoscono senza averle volute osservare, una delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione (4/1983) l’altra della Corte Costituzionale 379/1996): principi, a parere del GOI, traditi nella formulazione del provvedimento anche alla luce del presidio Costituzionale costituito dalle norme poste a tutela della libertà di associazione (art.  18) del diritto inviolabile di difesa (art. 24 Cost.), e del principio del contraddittorio (art. 111 Cost.) .

E’ stato contestato alla Commissione che le operazioni affidate allo SCICO risultano illecite in quanto anche esorbitanti rispetto ai poteri stessi, come configurati della legge istitutiva della Commissione con ogni conseguenza anche a carico dei singoli commissari e di chiunque abbia concorso ad adottare il provvedimento.

A seguito delle valutazioni da parte dei giuristi del Grande Oriente d'Italia, è stato costituito un Collegio “aperto” alle proposte sia del mondo del libero pensiero sia di coloro che hanno avvertito l’iniziativa della Commissione (interpretabile anche alla luce delle dichiarazioni ai media da parte dei singoli commissari), come preludio di una deriva populista ed autoritaria ora scaturita anche dalle proposte di legge contro la massoneria annunciate dal deputato Pd Davide Mattiello e dall’On. Claudio Fava, entrambi componenti della stessa Commissione Antimafia,  su un modello sul quale già il fascismo si era cimentato con la “nota e sciagurata” Legge “Sulla regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dello Stato”, promulgata il 26 novembre 1925, alla vigilia delle leggi speciali di abolizione dello Stato liberale e di instaurazione della dittatura . Il Grande Oriente d’Italia intende agire inflessibilmente, nel solco dei duecento anni della propria storia e del rispetto e difesa dei principi costituzionali e delle leggi che ad essa si conformano, con la certezza della integrità e rispettabilità dell’Ordine ed  anche delle azioni che le figure apicali degli organi amministrativi, abbiano intrapreso o intendono intraprendere.

Fonte: http://www.grandeoriente.it/massoneria-goi-ad-antimafia-revochi-sequestroansa/



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12 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: Aiello Calabro.Il Gran Maestro Bisi : ""Sono venuto in Calabria per confortare i miei fratelli Calabresi e difenderli dall'Inquisizione del Terzo Millennio".





L'ORGOGLIO DELLA MASSONERIA CALABRESE  DEL G.O.I. SI RAFFORZA SEMPRE DI PIÙ AD AIELLO CALABRO. 

ll Teatro Comunale di Aiello Calabro ieri non è riuscito a contenere la folla dei massoni calabresi del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani,feriti nell'orgoglio dell'appartenenza dopo il sequestro degli elenchi disposto dalla Commissione Parlamentare Antimafia nei giorni scorsi.A sostegno di un provvedimento giudiziario ritenuto da tutti "esagerato" nei confronti di una delle Istituzioni più importanti e prestigiose a livello mondiale,anche tanti rappresentanti della società civile.L'iniziativa a tema,moderata dal giornalista di Radio Radicale MICHELE LEMBO,e' stata introdotta dal Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria,GIUSEPPE MESSINA,il quale ha ribadito nel suo intervento,tra l'altro,che "possiamo andare avanti con entusiasmo e fiducia,senza farci turbare da sciagurate iniziative basate sul nulla".Piena e convinta solidarietà al G.O.I., ma in generale al diritto di associazionismo e di libero pensiero da parte di tutti i rappresentanti del mondo politico presenti,come l'On. DANIELE CAPEZZONE,Deputato al Parlamento di "Direzione Italia",l'On. FERDINANDO AIELLO,Parlamentare del PD e membro della commissione difesa,l'ex Senatore di Forza Italia, GIANCARLO PITTELLI,l'On. GIUSEPPE GRAZIANO,Segretario Questore del Consiglio Regionale Calabrese ed il Presidente della Provincia di Cosenza,FRANCESCO IACUCCI.Anche il mondo accademico dell'Universita' degli Studi della Calabria,rappresentato dal Prof. GIANCARLO COSTABILE,Docente di Storia dell'Educazione alla Democrazia ha ribadito che la "massoneria e' la pedagogia del terzo millennio" e che "bisogna avere paura dei roghi dell'ipocrisia".Presenti in sala,tra gli altri,i vertici del G.O.I., rappresentati dai due Gran Maestri Onorari,GIUSEPPE LOMBARDO ed ANTONIO GIANCARLO PERFETTI,insieme al grande regista di questo evento pubblico,il Primo Gran Sorvegliante TONINO SEMINARIO.In prima fila anche il Giudice ROMANO DE GRAZIA,Presidente Onorario Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione ed il Sovrano del Rito Scozzese Antico ed Accettato,LEO TARONI.Standing ovation finale per le conclusioni del Gran Maestro STEFANO BISI,che ha toccato il cuore e le corde dei sentimenti,con la sua abile oratoria diretta e passionale,di tutti i massoni ed i profani presenti nel Teatro Comunale di Aiello Calabro."Essere liberi muratori e' un privilegio nel terzo millennio,noi difendiamo il diritto di ogni cittadino ad associarsi e ci difenderemo in tutte le sedi legali da un atto illegale.Ed ancora "noi onoriamo la Repubblica Italiana con la nostra ritualità,puntando sulla solidarietà e sulla cultura,se è vero com'è vero che abbiamo organizzato trenta iniziative pubbliche in tutt'Italia per celebrare i 70 anni della nostra amata Patria".
"Sono venuto in Calabria per confortare i miei fratelli Calabresi e difenderli dall'Inquisizione del Terzo Millennio".Alla fine tutti in piedi,ad omaggiare con un lungo e caloroso applauso di oltre cinque minuti, il Gran Maestro STEFANO BISI,sempre di più legato ad una Regione che riesce a trasmettere allo stesso forti emozioni.                        


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12 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: "AIELLO CALABRO TEATRO DI CULTURA E DI COMUNICAZIONE "

 

“Massoneria 3.0 comunicare per informare”: ad Aiello Calabro il convegno

L'immagine può contenere: una o più persone e scarpe

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sul palco e spazio al chiuso









Un teatro colmo per dire “no” all’iniziativa della Commissione parlamentare antimafia che nei giorni scorsi ha sequestrato gli elenchi degli iscritti alle logge massoniche. Presente anche il Gran Maestro Stefano Bisi

di Alessio Bompasso

Un incontro al Teatro Comunale di Aiello Calabro per sottolineare con forza il proprio "no" all'iniziativa della Commissione parlamentare antimafia, che nei giorni scorsi ha sequestrato gli elenchi degli iscritti alla "Libera Muratoria" del Grande Oriente d'Italia di Calabria e Sicilia. Questo lo spirito del convegno “Massoneria 3.0 comunicare per informare” in corso nella cittadina cosentina che si propone di affrontare i temi alla ribalta nelle cronache locali e nazionali con l’intento di fornire elementi di corretta informazione su una istituzione diffusa in tutto il mondo e che quest’anno celebra trecento anni di vita moderna. 

«Quando abbiamo organizzato questo convegno - ha esordito aprendo i lavori Giuseppe Messina, presidente del collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria - non immaginavamo quanto accaduto negli ultimi giorni. Ci siamo opposti e ci opporremo in tutte le sedi - ha ribadito Messina - ma vedendo questo teatro stracolmo voglio rivolgere anche un "grazie" a Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ci ha fatto un clamoroso assist per stringerci assieme ancora di più, ribadire la nostra fratellanza e coinvolgere anche tanti "profani" che - ha continuato - seppur non iscritti si sentono lesi quanto noi, depredati di un diritto sancito dalla nostra Costituzione: il diritto di associarsi liberamente».

Al convegno è intervenuto anche il deputato Daniele Capezzone: «Qualcuno mi chiede perché io abbia detto la mia sulla decisione della Commissione parlamentare antimafia, di cui non condivido i modi e i tempi. Ma perché nessun altro deputato non lo ha fatto? Non sono un massone ma mi chiedo se questo venisse applicato ai partiti? A tutte le associazioni di ogni ordine e grado? Ecco cosa mi spaventa. Ecco perché sono qui oggi ad unirvi al vostro dissenso».

A fare gli onori di casa il presidente della Provincia di Cosenza, Francesco Antonio Iacucci: «La Calabria ha dato tanto alla Massoneria e la Massoneria ha dato tanto alla Calabria - ha detto. Non sono un massone ma è impossibile non dare atto alla vostra Istituzione - ha spiegato Iacucci rivolgendosi al Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi - di quanto è stato fatto nella nostra regione e in provincia di Cosenza in maniera particolare».


Più di 500 le persone che hanno raggiunto il teatro della cittadina, occasione inedita anche per conoscere meglio un fenomeno di grande attualità in queste settimane.  A chiudere i lavori il Gran Maestro, Stefano Bisi.

«Sono ancora più orgoglioso di rappresentare oggi il Grande Oriente d'Italia - ha spiegato Stefano Bisi chiudendo i lavori del convegno "Massoneria 3.0 comunicare per informare" - e, dal vostro abbraccio così numeroso, sento che anche voi lo avvertite. Qualcuno pensava che la "caccia alle streghe" ci avrebbe disunito - ha rimarcato Bisi - che venga qui a vedere in quanti siamo e quanto ci sentiamo fieri di appartenere alla massoneria. Oggi siamo più forti, la massoneria calabrese è più forte e ringrazio il presidente della Provincia, nonché sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci per averci dato la possibilità di dimostrarlo in questo piccolo gioiello di Calabria.

La Commissione parlamentare antimafia prima o poi dovrà rendersi conto che la Massoneria non ha nulla da nascondere - ha continuato Bisi - che nessuno di noi vuole nascondersi. Oggi siamo qui per spiegarci, per farci conoscere - ha spiegato - come facciamo in tutta Italia e non solo, da anni. Se tra noi c'è stato o c'è qualcuno che ha sbagliato ne risponderà personalmente e verrà allontanato dal Grande Oriente d'Italia come già altri sono stati allontanati. Non può l'Istituzione farsi carico degli sbagli personali. È come se la Chiesa rispondesse direttamente per qualche suo prete pedofilo o la magistratura rispondesse direttamente per qualche suo magistrato indagato. O un partito rispondesse direttamente per qualche suo iscritto indagato e/o condannato. Hanno voluto i nostri elenchi? Ci hanno privato di un diritto? Difenderemo la nostra Istituzione con forza e vigore. Qualcuno ha detto che bisogna riaprire i faldoni dell'inchiesta "Cordova"? Beh - ha chiosato il Gran Maestro del Goi - se vogliono ripartire da un'indagine che non porto' a nulla, che lo facciano pure. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: stare vicino a chi ha più bisogno, come abbiamo fatto nelle settimane scorse con le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto».

Fonte:http://lacnews24.it/25057/attualit/massoneria-comunicare-informare-aiello-calabro-convegno.html#.WMT8oRxpGYY.whatsapp

 


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9 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: " LE TAVOLE DEL MAESTRO " di SALVATORE CASALES



Premessa

a

“Le Tavole del Maestro”

 

Quanto segue é una cospicua serie di tavole. Argomenti d’istruzione che durante gli anni di presenza nell’Istituzione Libero Muratoria sono state declamate nelle varie tornate e festività massoniche. E’ il primo libro che l’autore si è accinto a scrivere al fine di documentare … com’è d’uso nella massoneria … tanti rispettabili fratelli sugli scopi e sui motivi, che spingono l’uomo del terzo millennio, a omologarsi a una società che, trova facile a rinunciare alle regole di convivenza sociale per soccombere alla legge del deserto.

 

Non è stato un lavoro improbo, quello di scrivere un libro di tavole massoniche.

La raccolta inizia negli anni della mia giovinezza, quando all’ora apprendista, dopo il sentire dei Maestri, emerse in me, da una palese prospettiva nel pensiero, l’interesse per la “Conoscenza”, come percorso verso l’incerta via del perfezionamento interiore e dalla quale può venire fuori la verità.

 

Scritto in varie tappe, è stato utilizzato quel metodo capace di nettare l’oggetto - il simbolo - dello studio - e penetrare in esso nel significato più profondo. Ovvero, iniziando l’indagine esoterica “dall’abito esteriore”, fino a raggiungere il nucleo centrale dell'idea, che è la sua anima.

Durante questo mio peregrinare non ho guardato solo ai simboli materiali, viepiù a quel soggetto più raffinato della ricerca, a quello straordinario simbolo vivente, che è l'essere umano.

Gli argomenti, sono un crescendo d’esperienze del mio percorso formativo massonico e iniziatico. Sono argomenti trattati nelle tornate dalle quali, è nata una simbiosi emergente dal confronto tra fratelli che, partecipi, in un ambiente rituale, con i loro interventi di levatura, negli anni, hanno influito positivamente sulla mia crescita.

Sono stati loro a ispirare il mio interesse verso la cultura filosofica e massonica esoterica e voluto, in più periodi, che io svolgessi la funzione istitutiva e dottrinaria, dell’oratore e di M.V. di loggia.

I temi trattati portano pochi cenni sulla storia della Massoneria perché tale, spesso, da tanti scrittori ideata con verità relative o, pur se affascinanti, da motivate investigazioni.

 

La Libera muratoria è stata quella che è stata; i massoni hanno fatto propri i valori più alti e nobili dei grandi iniziati del passato, sublimandoli in quella che orgogliosamente è definita filosofia massonica.

Oggi, il suo processo di codificazione, nell’ambiente generale, ha avuto una graduale lievitazione, seppure la mia concezione mantenga, integro l’idealismo del concetto primigenio, nel senso che ha ritenuto non interrotta l’azione operativa, verso la quale i massoni ancora oggi sono diretti, sia sul piano esoterico sia in quello iniziatico.

 

Le tavole entrano nel merito di concetti assunti nelle varie ricerche su Pitagora, Platone, Aristotele, che, insieme a tanti altri filosofi contemporanei, come Lessing, Heghel, R. Guenon, J.Evola e Pareison, ho trovati tra i più rappresentativi interpreti di una dottrina che la massoneria ha fatto propri.

 

Tanti sono, anche gli scritti d’istruzione, di ricerca filologica e filosofica, dalla quale emerge il principio della libertà di coscienza e della tolleranza, della fraternità; della morale e dell’etica massonica, oltre Il carattere fondamentale delle Costituzioni massoniche del Rev. Anderson (1717) che rende possibile anche ai non cristiani di appartenere all'Ordine della muratoria universale.

 

Per ciò, le stesse, non sono il dettato di letture a uso esclusivo del libero muratore perché lette e commentate in un ambiente riservato massonico, che può possedere una conoscenza generale della Tradizione esoterica, ma anche all’occasionale lettore profano - inteso nel linguaggio massonico - perché egli, qualora lo desideri, attraverso la lettura delle stesse, si possa cimentare in una ricerca profonda e pervenire alla conoscenza dell’autentico progetto massonico.

Progetto muratorio, troppo spesso infangato e sottovalutato da tanti detrattori, ignoranti sulla natura della massoneria e sulle sue finalità.

Disegno, oso dire, con il precipuo fine connesso al suo idealismo di penetrare nei meandri di un lontano passato che ha espresso tanta cultura che va dal medioevo fino ai nostri giorni.

 

Modello costruttivo ardimentoso, che ebbe sviluppo in Italia  per opera dei “Magistri Comacini” (VII-VIII secolo); Compagnie di Maestri d’importanza e fama  i quali, addestrando al lavoro manuale gli antichi tagliatori di pietre e scegliendo uomini con peculiari caratteristiche, formarono gli operai del muro, del legno e del ferro; e, in seguito, i mastri e i capi mastro.

Questi maestri provenienti dalle valli comasche, a squadre emigrarono dando sviluppo all’architettura lombarda divenendo i successivi custodi, gelosi delle tecniche di costruzione.

 

Di costoro fu l’opera delle grandi costruzioni di cattedrali, di conventi e d’istituti, i quali intesero l’arte muratoria non solo a quella costruzione fatta di operosità manuale e d’ingegno architettonico, ma a quella ideale che li avrebbe elevati spiritualmente verso la suprema conoscenza, per trasferirci la magnificenza della loro “Grande Opera”.

 

La «Grande Opera» del perfezionamento che va attuato operando sopra l'individuo singolo, squadrando, levigando e rettificandolo sino a trasformarlo nella «pietra cubica della Maestria», ossia, attraverso l’Arte di edificazione spirituale.

La perfetta analogia ermetica che almeno dal 1600 compare anche innestata a quella puramente muratoria e insegna che «la Grande Opera» si attua operando sopra la «materia prima», l’Uomo e lo trasforma in «pietra filosofale aurea» seguendo le norme dell'«Arte Regia ermetica».

 

Le pagine che seguono, contengono anche considerazioni personali, non ingenerate dalla fantasia, ma dottrinarie alle quali molti massoni, spesso, si sono riferiti e si riferiscono per gli aspetti di autenticità, derivati da una ricerca, che è stata rigorosa e metodologica su documenti antichi di carattere esoterico e filosofico e dai contenuti che vanno dal pitagorismo, alla storia hiramitica per giungere all’ermetismo e all’alchimia che hanno caratterizzato la cultura dell’ordine massonico, nonostante i contrasti politici e religiosi e le repressioni che la muratoria ha dovuto subire da quando si manifestò, all’inizio del settecento in Inghilterra, grazie anche al rapido crescere dell’Impero Britannico, diffondendosi rapidamente prima in Europa e poi in altri continenti.

 

Le tavole del maestro, tracciano l’evoluzione dell’uomo e l’indagine su di lui, dal punto di vista filosofico e come progetto inserito nell’ambiente massonico che, nel tempo, pur nei vari mutamenti opportunistici succedutisi, ha mantenuto l’antropologia, ne ha conservata la sua concezione al fine di un proseguimento delle finalità morali, etiche e di tradizioni … inserite in un sistema antropologico sui fini da perseguire.      

        

In più di uno scritto, sulla filosofia dell’iniziazione muratoria, emerge il concetto che distingue la cultura profana dalla conoscenza iniziatica, l’inequivocabile posizione, molto diffusa nel nostro ambiente massonico, in cui s’intende considerare, come la cultura profana e/o elitaria  non abbia una qualsiasi attinenza o importanza in confronto alla conoscenza iniziatica, (Guenon). Il massone dalla sua cultura elitaria o profana non può, né deve trarre alcun profitto.

 

La massoneria, non richiede soggetti eruditi che scambino tale loro condizione come diretta acquisizione per sentirsi degli iniziati. Sicuramente l’essere dei dotti può essere d’appoggio a meglio comprendere la dottrina, ma abbiamo necessità di uomini che siano espressione di umiltà, di solidarietà e di libertà.

Nella muratoria all’atto dell’inizio del processo iniziatico, muore un profano e nasce un iniziato per divenire massone. “Non sarebbe libera muratoria se i massoni, nelle logge, portassero gli stessi metalli che, nel principio della loro iniziazione, hanno scelto di tenere fuori dal tempio”.

Le tavole sulla morale massonica, sono state la prima ispirazione culturale, filosofica ed esoterica, sul metodo di penetrare i misteri della perfezione iniziatica, con la consapevolezza che, ogni iniziato, al fine della sua rettifica interiore, debba, primariamente, intendere l’arte della fratellanza della libertà e dell’uguaglianza.

 

Ogni iniziato, deve guardare al proprio se e penetrare nei misteri dell’iniziazione stessa al fine precipuo di motivare e concretare la sua permanenza nella libera muratoria. Viepiù per scrollarsi dalla profanità che l’ha pervaso nel mondo profano, per meglio comprendere l’iniziazione muratoria nei suoi aspetti virtuali prima e reali in seguito, per versarsi alla realizzazione di quel progetto muratorio che è l’uomo; sul precipuo perfezionamento interiore quale é l’indirizzo verso il quale sarà diretto il suo divenire.

 

Tanto é detto in questi scritti, che non hanno l’ardire di sostituire alcun testo di filosofia, della massoneria in generale.

Questi ultimi, semmai, entrano nel particolare a cominciare dall’iniziale motivazione che vede riuniti periodicamente i massoni nelle logge dal rito d’Iniziazione quando l’iniziando è fatto accomodare in un gabinetto di riflessione e spogliato dei suoi metalli, per indicargli che, negli ambiti della libera muratoria, vanno lasciati fuori le passioni, il potere e i vizi, per finire alle normali tornate d’istruzione. Stato quest’ultimo, destinato a far comprendere all’iniziando il processo in atto di una trasformazione che lo trasferisce dallo stato della profanità a quello dell’iniziato.

 

Le prove simboliche che il profano acquisisce sono sensazioni di morte e poi di rinascita a nuova vita, di elevazione in un mondo superiore, spiritualmente più evoluto. Fondamentale, pertanto, per il lettore - profano - è capire il vero significato dell’Iniziazione.

Tali sono i concetti espressi durante le iniziazioni a un uditorio di liberi muratori, con tono solenne. Contenuti che si riferiscono sia alla filosofia dell’iniziazione di apprendista che all’acquisizione, nel tempo, dei successivi gradi, di compagno e poi di maestro.

 Altri argomenti ancora, dicono del simbolismo che caratterizza tutta la significazione che il rituale stesso fornisce nei vari passaggi più rappresentativi degli aumenti di salario, essendo patrimonio ritualistico e simbolico dell'Ordine muratorio in armonia con la concezione più antica del fine della massoneria.

 

Tanto è spiegato sul concetto di “massoneria operativa” o degli Antichi e di “massoneria speculativa” dei Moderni, sul “deismo e sul teismo”, la cui differenziazione filosofica - esoterica, ancora oggi, nonostante la fusione delle due Grandi Logge, quella di Londra e quella dell’Unita d’Inghilterra, avvenuta nel lontano cinque giugno 1816, che ne decretarono la fusione e la riconciliazione, è sempre motivo di studio e di distinguo per (quell’antropologia filosofica massonica) che distinse codificazioni differenti, perché diverse furono le due concezioni dei liberi muratori  sia “Antichi e Moderni”.

Tanto ancora, è riportato nelle tavole del maestro per ricondurre nel merito ogni azione comportamentale che il libero muratore deve osservare per essere elemento di riferimento nella società.

Tanti sono gli argomenti trattati, inerenti alla morale, all’etica, all’ipocrisia, all’equità e alla giustizia; sul difficile, quanto ancora incerto, dialogo fra chiesa e massoneria, sul distinguo fra libertà universale, profana e iniziatica; sull’origine dell’agape rituale.

In quest’ambito, uno studio approfondito, mi ha condotto ad argomentare sul carattere storicistico del simbolismo dello zodiaco, come i pensatori geniali, cinquemila anni prima la venuta del Cristo, seppero interpretare i simboli del passato secondo la tradizione esoterica; sul distinguo fra solstizi ed equinozi, esponendo l’aspetto esoterico e astrologico e l’influenza che ha avuto nelle varie ere e sullo stato evolutivo dell’uomo fino ai nostri giorni.

Per ciò, “le tavole del maestro”, non sono state titolate tali per elevare lo scrittore al più alto grado della maestria o perché scritte simbioticamente da un grande saggio che, dopo tanti anni di permanenza nell’istituzione muratoria, ha raggiunto l’apice del suo ego.

Le stesse, hanno assunto tale denominazione in- quanto rappresentano il lavoro di un uomo che, attraverso la ricerca e il confronto con altri uomini, dallo stesso idealismo muratorio, ha voluto portare per memoria di se e ad altri, i principi massonici secondo la visione del suo pensiero.

L’autore senza, avere esaurito l’intento di continuare a perseguire la via della conoscenza, confida d’essere riferito a un maestro d’umanità per ciò che ha inteso essere il suo percorso e per quanto ancora  a lui rimane relativo e incerto.


***

Le tavole del Maestro

di Salvatore Casales

 

Le tavole del Maestro

di Salvatore Casales

Perché l’uomo del terzo millennio tende a omologarsi a una società che trova facile rinunciare alle regole di convivenza sociale per soccombere alla legge del deserto?

Questa raccolta di esperienze di vita massonica-un percorso formativo filosofico-ermetico e iniziatico nel quale emerge l’indagine esoterica quale metodo di crescita interiore - ce lo spiegherà.

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O ...  presso:

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6 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO: "L'intolleranza delle forze politiche "

Sequestro elenchi. Tiziana Parenti alla presentazione del libro di Gaito: “Noi siamo un paese a libertà limitata”

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L' intolleranza delle forze politiche appropriatesi del potere dei cittadini.

“Noi siamo un paese a libertà limitata, condannato a una sottocultura ideologica a percorso carrieristico e non sappiamo affrontare con una visione laica i veri grandi problemi che ci vengono posti”. Lo ha detto Tiziana Parenti, commentando il sequestro, che ha avuto luogo il primo marzo al Vascello, degli elenchi degli iscritti al Grande Oriente in Sicilia e Calabria disposto  dalla Commissione Parlamentare Antimafia, organismo che lei si trovò a presiedere tra il  1994 e il 1996. Anni difficili, se non drammatici,  per la Libera Muratoria, finita nel mirino di una vasta inchiesta – che si concluse poi con l’archiviazione nel 2000 – avviata dal procuratore di Palmi Agostino Cordova. L’ex magistrato del pool Mani Pulite, poi diventata deputato ed oggi avvocato del Foro di Genova, ha raccontato il grande imbarazzo che provò nell’incontrare Virgilio Gaito, all’epoca Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. E lo ha fatto nel corso della presentazione a Casa Nathan  proprio del libro di Gaito  “Massoneria, un amore. Etica, cultura, libertà” del quale firma anche la prefazione  (Angelo Pontecorboli editore), un evento al quale hanno partecipato il presidente circoscrizionale del Lazio Carlo Ricotti e l’avvocato Ignazio Moroni. “Ci sono dei momenti in cui – ha detto Tiziana Parenti- ci si deve interrogare. Quell’incontro per me fu uno di questi momenti, un’occasione di riflessione sulla Massoneria. Mi chiesi come mai la Massoneria viene demonizzata, a prescindere dalle ragioni storiche della Chiesa e capii che era la mancanza di conoscenza e anche forse il fatto che il suo intento è quello di aggregare i migliori della società, quelli cioè che si impegnano per affermare i valori, i sostenitori della cultura, della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza”. Insomma, ha aggiunto, “coloro che sono portatori di valori al sopra della  media e della sottomedia, come ho avuto modo di vedere anche in Parlamento che non era e non è frequentato proprio da spiriti eletti ma da gente un po’occasionale”.“Penso – ha sottolineato – che queste persone nel confronto vengano percepite come pericolose. Noi siamo una società in cui il merito non è un valore, ma un disvalore. Tutti dobbiamo andare con la corrente e questo ha impoverito il paese . Di fronte a una grande storia, culturale, quella della Massoneria e del Grande Oriente, la massa ha paura, perché non riesce ad arrivare a capire perché ci debba essere qualcuno che si preoccupa di problemi  come etica, libertà, uguaglianza, fratellanza , ed è per questo che ipotizza che esse sia un percorso con strade traverse che conducono altrove. Le società povere culturalmente per affermarsi devono trovare dei capri espiatori, la mancanza di cultura genera superstizione,  le superstizioni cancellano le grandi personalità dalla storia. E la storia affidata alle piccole persone è dominata dall’oscurantismo”.

Il libro di Gaito, ha commentato, “non è solo un’autobiografia”, ma un “testamento” rivolto a chi deve proseguire su questo nobile cammino, di trasparenza e di grandi principi, “non solo fratelli, non solo l’elite, ma tutta la società”. E’ un libro, scritto con a passione di chi è pronto a combattere fino alla fine, anche se combattere comporta “più frustrazioni che vantaggi perché significa avere nemici e non essere capito”. “Spero, comunque, che nessuno si arrenda e penso che dobbiamo combattere per i diritti, i diritti degli altri, anche quelli che sono dissimili da noi, dobbiamo combattere per l’etica, per la cultura, per la libertà, che ci rende più grandi e ci migliora”. Nel suo intervento il professor Ricotti ha tracciato il profilo storico di Gaito, ricostruendo la fase di grande travaglio che la sua Gran Maestranza si trovò ad attraversare, dopo l’avvio dell’inchiesta Cordova e la “fuga” dell’allora Gm Giuliano Bernardo. Una fase in cui il Grande Oriente rischiò di frammentarsi e disperdere tutta la sua grande eredità storica e che Gaito “riuscì a fronteggiare”, attraverso una politica di riforme e trasparenza, che restituì dignità  alla Comunione e che nel tempo ha dato i suoi frutti, ha detto Ricotti, che ha letto poi il  messaggio arrivato da Mauro Mellini, grande esponente della cultura laica italiana, che ha voluto esprimere la sua solidarietà e la sua vicinanza al Grande Oriente, contro le “demonizzazioni e l’intolleranza” di certe forze politiche. Poi ha preso la parola l’avvocato Ignazio Moroni, che ha fatto il punto, da una prospettiva giuridica, dei ricorsi presentati dal Grande Oriente contro i tentativi da parte dell’amministrazione pubblica di discriminare i liberi muratori. Gaito ha concluso l’evento, sottolineando quanto sia importante, in una epoca come la nostra, segnata “dal consumismo, dall’effimero e dal provvisorio” di rimettere in primo piano la cultura e la grande politica, quella delle “visioni ampie”, che vanno oltre i confini dei singoli paesi, che tengano conto di tutta quanta l’umanità.

L’evento è stato a cura del Collegio Circoscrizionale del Lazio del Grande Oriente d’Italia

Fonte:http://www.grandeoriente.it/sequestro-elenchi-tiziana-parenti-alla-presentazione-del-libro-di-gaito-noi-siamo-un-paese-a-liberta-limitata/



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5 marzo 2017

NOTIZIARIO DEL COMPASSO:"SENZA I MASSONI UN'ITALIA MENO LIBERA E CIVILE"

La Massoneria nelle "premure" delle Istituzioni italiane: una moderna "caccia alle streghe"?